Avvocati di strada, tutela legale agli “invisibili”
Assistenza gratuita ai senza fissa dimora

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invisibilidi Elena Caminati – Offrono assistenza legale gratuita alle persone fantasma. Uomini e donne, giovani e meno giovani, che, per la legge, non hanno identità perchè non possiedono una residenza. Clochard, senza tetto, chiamateli come volete, persone che non hanno una casa, ma una dignità sì. Persone che non possono ususfruire del gratuito patrocinio a spese dello Stato perchè anche questo implica una residenza. Gli avvocati di strada, nati a Piacenza nel 2011, sull’esperienza di Bologna, hanno già seguito in quattro anni circa un centinaio di casi. La figura di questi professionisti, che prestano il loro servizio gratuitamente presso lo sportello dedicato alla Caritas diocesana, diventa fondamentale per la richiesta prima di tutto della residenza e, conseguentemente, del rilascio della carta d’identità. “Ci occupiamo dei diritti degli esclusi – spiega l’avvocato Antonio Galluzzo – che per ragioni di vita sono esclusi di fatto e di diritto. Non avere residenza significa non esistere, non avere assistenza da nessun punto di vista. Senza residenza queste persone non possono accedere neppure al gratuito patrocinio. Cerchiamo di dare ascolto e aiutare gli ultimi”.
Il passo per trovarsi, nel giro di pochi mesi, senza una casa è davvero breve, complici la perdita del lavoro o un matrimonio naufragato.

Gli avvocati Antonio Galluzzo  e Anna Maria Galimberti
Gli avvocati Antonio Galluzzo
e Anna Maria Galimberti

“Sorprende vedere – spiega Galluzzo – come in pochi mesi gli eventi possano precipitare. Si arriva ad una crisi personale e in brevissimo tempo si perde tutto”. Negli anni il gruppo di avvocati piacentini, formato dal responsabile Daniele Gardi, Antonio Galluzzo, Anna Maria Galimberti, Fabio Callegari e Michela Cucchetti, ha fatto ottenere la residenza a un numero consistente di senza tetto, “il prossimo step – spiega l’avvocato Anna Maria Galimberti – è il riconosciumento, da parte del Comune, di una via fittizia sul documento di identità, diversa dalla dicitura “via senza fissa dimora n. 0”, che ci sembra ancora troppo poco dignitoso. Noi ci mettiamo al servizio gratuito di queste persone per arrivare a far avere loro i servizi essenziali, dopodichè possono accedere al gratuito patrocinio o ad una tutela legale diversa”.
Tra i casi andati a buon fine c’è quello di “un signore – continua l’avvocato Galimberti – che dopo un paio di sfratti aveva perso la residenza, questo gli ha impedito di ricevere la pensione alla quale aveva diritto. Con la residenza siamo riusciti a fargli ottenere la pensione e una resideza di emergenza”. Cosa spinge questo gruppo di avvocati a mettere a disposizione tempo e professionalità: “per recuperare una dimensione etica al nostro lavoro che a volte manca- ci ha risposto l’avvocato –  abbiamo sentito questo bisogno e lo facciamo per dare un aiuto concreto a questo persone.”
Il servizio completo su www.zerocinque23.com

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