Avversari superiori,
il Copra saluta la Champions

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Copra VolleyEra il piu’ facile dei risultati da scommettere quello tra lo Zenit Kazan e la Copra Piacenza, troppo forte la differenza tra la formazione di Alekno, lanciata verso la finale, e quella di Radici, sprofondata in una crisi di gioco, di risultati e di identita’. Finisce come era facilmente intuibile, con uno 0-3 che sancisce di fatto la fine del viaggio europeo dei biancorossi, in una serata che, risultato ampiamente previsto a parte, regala ai padroni di casa qualche timido sorriso e speranza per un finale di stagione quanto meno dignitoso. Andrea Radici sceglie Tavares in palleggio, Zlatanov e Massari a schiacciare e ricevere, Alletti e Ostapenko al centro, e Mario libero; Vladimir Alekno sorprende lasciano in panchina il cubano Leon schierando Marouf-Mikhailov, Anderson-Sivozhelez, Apalikov-Ashchev e Salparov libero. Piacenza sfrutta la mente libera per un match dal pronostico segnato giocando una partita coraggiosa ed attenta, riesce a mantenere un buon ritmo di gioco in attacco ma, soprattutto e’ l’intensita’ e la concentrazione difensiva che le permettono di rimanere in scia per tutti e tre i set alla corazzata tartara. Kazan non riesce a sfondare in battuta e a creare quei break letali che lo scorso anno condannarono l’allora ambiziosa compagine di Monti alla capitolazione interna dopo due anni di imbattibilita’, alla fine saranno soltanto 9 gli ace russi e, considerando la qualita’ fisica dei giganti Leon, Mikhailov e Apalikov, puo’ essere considerato uno scampato pericolo; finche’ regge l’attacco piacetino e’ partita vera al Palabanca , anche se alla lunga la continuita’ offensiva dello Zenit costringera’ Piacenza ad alzare bandiera bianca in tutte e tre i parziali. Kazan sbanca con un fenomenale asse Leon-Mikhailov autori di percentuali pazzesche in attacco con oltre il 60% e rispettivamente con 13 e 17 punti,di fronte a tali fenomeni e’impossibile fare di piu’. Il Copra gioca egregiamente in seconda linea tenendo complessivamente le bordate dei giganti sovietici, buone le prove difensive di Massari (61%) e Mario Junior (73%),ma e’ in attacco dove Piacenza puo’recriminare su alcune rigiocate mal gestite e su una serata negatva sia di Poey (33% e 10 punti) e di Zlatanov (23% e 11 punti) troppo fallosi nell’aggirare il possente muro ospite capace di mettere a segno ben 9 block (contro i 6 di Piacenza). Cala dunque virtualmente il sipario della Coppa dei Campioni, si spengono le luci del Palabanca sul massimo trofeo continentale dinnanzi ad una formazione che ha impressionato per le sue qualita’ fisiche e di potenza, il Copra ha fornito qualche piccolo segnale di risveglio soprattutto per l’intensita’ in seconda linea, sperando che tali qualita’ trovino in campionato un giusto seguito. Piacenza saluta la Champions, con la speranza per i tifosi, che non sia un addio definitivo ma solo un arrivederci.

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