Il verde pubblico si conferma il tallone d’Achille della giunta Barbieri.
Il Tar di Parma ha accolto, infatti, il ricorso di Geocart e ha disposto l’annullamento della gara di appalto per la manutenzione ordinaria del verde alla cordata lombarda guidata dalla cooperativa cremonese Cuore Verde che si era aggiudicata – a maggio 2019 – il bando triennale del Comune per 1,8 milioni di euro (ribasso del 26,33% sulla base d’asta). Il Tar ha accertato l’assenza dei requisiti necessari per quanto riguarda l’attività di raccolta e trasporto rifiuti e, di conseguenza, ha ritenuto illegittima la modifica al bando disposta in corso d’opera dal Comune.

La coop piacentina Geocart (arrivata seconda nella gara) non potrà però subentrare nel servizio in quanto il Tar dispone la validità del contratto in essere sancito dalla gara, perché “pur in presenza di una generica domanda di subentro da parte della ricorrente principale, l’interesse della parte che ha richiesto tale subentro deve considerarsi soccombente, anche per l’inerzia processuale dimostrata con la rinuncia alla domanda cautelare, rispetto all’interesse pubblico alla prosecuzione del servizio; il contratto è inoltre in stato di esecuzione avanzato e il vizio ravvisato dal Collegio comporterebbe comunque, per la stazione appaltante, l’obbligo di rinnovare l’intera gara”. A Geocart spetta però il risarcimento del danno da parte del Comune poiché – si legge nella senteza del Tar – “L’amministrazione ha consentito volontariamente o comunque colposamente, tramite una modifica illegittima del bando di gara, che il raggruppamento controinteressato conseguisse un appalto per cui non possedeva, nella sua composizione definitiva, un requisito essenziale di partecipazione”.
Una malagestione del verde, secondo l’opposizione, che ha sollevato polemiche fin dall’inizio dell’estate quando si era venuto a creare un ‘effetto giungla’ a causa dei ritardi nello sfalcio dei giardini e delle aree verdi pubbliche. “Questa sentenza – ha commentato il capogruppo Pd in consiglio comunale Stefano Cugini – lascia pochi dubbi sul pasticcio che si è venuto a creare nella disgraziata gestione del verde e che tutte le forze di opposizione, unite, hanno evidenziato nei mesi scorsi (non ultima, la nostra interrogazione discussa ieri sul mancato impiego di tre persone appartenenti a categorie protette). A nome del gruppo consigliare del Partito Democratico di Piacenza chiediamo che sia prontamente convocata un’audizione del dirigente responsabile della modifica illegittima, in corso d’opera, del bando di gara. Capire dal diretto interessato cosa lo ha spinto a una scelta tanto sciagurata è il primo passo verso la tutela del pubblico interesse e la trasparenza nei confronti del cittadino”.




