
Nonostante la situazione fosse ancora molto incerta, “La Borsa del Turismo fluviale e del Po”, per la prima volta svoltasi completamente online in collegamento da San Nazzaro, era stato un segnale di fiducia e ottimismo per la Strada del Po e dei sapori della Bassa. Ne erano stati protagonisti soprattutto le tipicità: il Cacio del Po e il Grana Padano dei fratelli Palormi; la coppa, la pancetta e il salame del Salumificio Val d’Ongina, la giardiniera, i succhi di Cascina Pizzavacca, la qualità e professionalità della ristorazione.
Il protrarsi dell’emergenza pandemica ha messo alla prova la tenuta del sistema “Strada del Po” ed è con soddisfazione che il presidente Andrea Burgazzi ne sottolinea la capacità di reazione dimostrata: “Abbiamo tenuto, nonostante le difficoltà siamo riusciti a far funzionare una sinergia di rete basata sull’informazione sviluppata dai singoli soci: ciascuno non solo per sé, ma per tutta la rete. Ora stiamo vedendo che, dopo essere usciti dalla fase di emergenza, la ripresa del lavoro e la ripartenza delle scuole non sembrano, almeno per ora, influire sull’andamento delle infezioni. Speriamo che il completamento del piano vaccinale nazionale faccia il resto.
Noi siamo pronti ai blocchi di partenza, anzi di ripartenza. Aspettiamo il segnale per scattare e riprendere i nostri programmi lasciati in sospeso. Come è emerso dal recente convegno, tenutosi a Colorno, “I territori del Po alla ripartenza” a cui hanno partecipato L’Autorità di Bacino distrettuale del Po, Touring Club Italiano, Casa dell’Agricoltura e Catap, è necessario porsi come obbiettivo un nuovo modello di sviluppo sostenibile: dalle sfide e opportunità del Po che si articolano su agricoltura, cibo, paesaggio, cultura ed ambiente al turismo come driver di uno sviluppo sostenibile. Indicazioni che fanno già parte del nostro patrimonio genetico, si tratterebbe di riconsiderarne alcuni aspetti per mettere a punto una migliore strategia. Ne parleremo quanto prima e sono sicuro che ce la faremo”.




