Amianto, la necessità di intervenire
Ancora 48 gli edifici pubblici a rischio

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rimozione-cemento-amianto-bolognaSono ancora 48, a Piacenza e provincia – secondo la mappatura di Arpa Emilia Romagna aggiornata a giugno 2014 – gli edifici pubblici, o privati aperti al pubblico, che segnalano la presenza di amianto. Tra questi 9 scuole, 7 luoghi di culto, 10 case di cura e ospedale, un cinema, 6 impianti sportivi, 5 centri commerciali. Alcuni di questi siti sono già in fase di bonifica e tutti l’Azienda USL svolge attività di controllo e vigilanza per verificare che i proprietari mettano in atto tutte le procedure previste dalla legge per la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini tendendo a eliminare totalmente l’esposizione a tale sostanza o, quanto meno, a ridurla ai livelli minimi possibili. E’ invece molto difficile effettuare una stima delle presenza di amianto negli edifici privati a Piacenza, così come nelle altre città d’Italia. In alcune Regioni si è tentato di effettuare una mappatura dall’alto, ma anche in questo caso non si è potuto fare un calcolo preciso. E, in ogni caso, non è comunque possibile imporre bonifiche ai proprietari e disporre un intervento d’urgenza da parte degli enti locali, perché manca lo strumento legislativo per poterlo fare. I materiali di amianto in Italia – ricordiamo – non sono più installabili dal 1994, anno del decreto legge, ma non c’è nessuna normativa che impedisce di utilizzare ancora vecchie coperture di questo tipo e che impone di dismetterlo. L’amianto se non è danneggiato o manomesso e se si presenta in buone condizioni non è pericoloso. Lo diventa se rilascia fibre in aria che possono essere inalate. Le fibre d’amianto, penetrando nei polmoni perchè volatili, hanno un’azione cancerogena sul rivestimento della cavità toracica (il mesotelio), sfociando in mesotelioma pleurico. E Piacenza, in Regione, è ai vertici per numero di tumore da amianto: in dieci anni, infatti, si sono verificati 178 casi. Ma il numero, purtroppo, è destinato ad aumentare, perchè la malattia, ha tempi di latenza molto lunghi: dall’esposizione all’amianto alla comparsa del tumore possono passare più di 20 anni e, in alcuni casi, anche 40. A Piacenza il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Asl, dal 1999, si è organizzato con un gruppo di tecnici che valuta il rischio amianto negli ambienti di vita e in quelli di lavoro a tutela della salute dei lavoratori e fornisce supporto tecnico alle amministrazioni pubbliche e informazioni ai cittadini. Recentemente, poi, si è tenuto un ciclo di incontri promosso da Asl, Comune di Piacenza e Arpa per informare i cittadini sul tema, identificare i materiali, scegliere gli interventi per l’eventuale bonifica e favorire comportamenti adeguati per controllare il rischio. I proprietari di edifici con amianto sono infatti tenuti, per legge, a mantenere i materiali sotto controllo per prevenire il rilascio di fibre in aria pericolose per la salute. Gli enti competenti, come Asl e Arpa, danno supporto tecnico per contribuire alla progressiva dismissione, ma il proprietario resta il principale responsabile. Per eventuali segnalazioni, per informazioni o per qualsiasi problema che riguardi la presenza di amianto è possibile rivolgersi ai Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende Usl, che si avvalgono dell’Arpa per le eventuali valutazioni tecniche. A vantaggio delle imprese, invece, segnaliamo il bando Inail che offre incentivi per la rimozione o sostituzione di amianto nei luoghi di lavoro.

Sicurezza sul lavoro: incentivi alle imprese

È stato pubblicato da INAIL il nuovo bando ISI che metterà a disposizione delle imprese 267.427.404 euro come finanziamenti a fondo perduto per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Destinatari del bando sono le imprese, anche individuali, situate in tutto il territorio nazionale e iscritte alla camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura.
L’agevolazione prevede un contributo pari al 65% delle spese ammesse, da un minimo di 5.000 euro fino a un massimo di 130.000 euro per la realizzazione di diverse tipologie di progetti:
Progetti per il miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori riducendo o eliminando rischi legati a: amianto, agenti chimici, spazi confinati, movimentazione carichi, vibrazioni, rumore, incendio, elettricità.
Progetti per la sostituzione o l’adeguamento di attrezzature di lavoro e macchinari obsoleti.
Progetti per la ristrutturazione o la modifica strutturale e/o impiantistica e/o di layout.
Progetti per la rimozione di amianto di tipo compatto in copertura e rifacimento.
I progetti presentabili possono essere:
Di investimento
Di responsabilità sociale e per l’adozione di modelli organizzativi
Le imprese interessate potranno presentare un solo progetto in una sola delle due tipologie appena riportate, e per la seconda tipologia l’incentivo potrà riguardare più lavoratori facenti capo ad un unico datore di lavoro anche se operano in più sedi o regioni. Dal 3 marzo sarà possibile inserire, in via telematica, al sito www.inail.it – Servizi on line, la domanda di contributo.
La scadenza per la presentazione delle domande online è fissata per le ore 18:00 del 7 maggio 2015.
I finanziamenti saranno assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande, previa verifica tecnico-amministrativa e a patto che il progetto sia stato realmente realizzato.

Per ulteriori informazioni: www.inail.it

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