Lusurasco, alla “Fiera di Famei” sono stati tre giorni di animazioni e buona tavola

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Quest’anno, in occasione della 11esima edizione, la Fiera di Famei ha allungato il calendario degli eventi, da due a tre giorni. A dare maggior vigore alla organizzazione della manifestazione ha contribuito la neonata Pro Loco di Lusurasco prendendo il testimone dai “Ragas dal Canton” che hanno preparato la strada ad un maggior sviluppo dell’evento.

La nuova Pro Loco ha registrato una grande partecipazione tant’è che alla prima assemblea per la formazione del nuovo direttivo hanno partecipato 70 iscritti: presidente Michele Crippa, vice Matteo Bassanetti, segretario Francesco Amici, tesoriere Davide Sarpedoni, consiglieri Luca Maccagni, Lorenzo ed Elisa Fonni.

Formata da tanti ragazzi giovani i quali, con l’aiuto dello ‘zoccolo duro’ che ha portato avanti la tradizione negli anni precedenti, hanno deciso di impegnarsi in prima linea per regalare alla frazione un’occasione per stare insieme e fare comunità.

 Il sindaco di Alseno, Davide Zucchi ha voluto sottolinearne l’impegno:

“A tutti loro va, oltre ad un grosso in bocca al lupo, il mio ringraziamento per l’impegno nel ricordare un’usanza contadina, quella del ‘famiglio’ che, sebbene ormai in disuso da anni, ha caratterizzato numerosissime famiglie del nostro territorio, che da sempre ha una fortissima connotazione contadina e agricola”.

Uno degli organizzatori storici, Pietro Massera, ha fatto notare come quest’anno i ragazzi siano riusciti ad organizzare la fiera su tre giorni con alcune novità: “Venerdì e sabato sera le serate giovani con la presenza del DJ set, un bar e tanta musica sono state molto partecipate”.

Il tempo incerto ha penalizzato la partecipazione dei banchi gastronomici e dopo la Santa Messa e la benedizione dei ceri, appuntamento a tavola sotto la tensiostruttura dove, come sempre, i piatti tipici della cucina piacentina preparati dall’instancabile lavoro delle cuoche della festa e la degustazione dei migliori pisarei dell’Emilia-Romagna, spiedini, chisolini, mariola e salamelle sono stati apprezzati dai numerosissimi commensali. Nel pomeriggio si è svolta la tradizionale sfilata dei trattori storici.

I Famei sono una festa contadina ispirata ad un’antica fiera paesana che si svolgeva nel giorno dell’Annunciazione di Maria. Lo spirito della rievocazione è quello di stare insieme, collaborare e portare la gioia nel paese. Il famèi, termine dialettale che sta per ‘famiglio’ (servo di casa, di famiglia), è stata una figura tipica della società contadina della Val Padana, che era frutto di una povertà diffusa in cui l’alto numero di bambini (e dalle tante bocche da sfamare) determinava la necessità di ‘dare in affitto’ i propri figli, tramite mediatori, presso famiglie più agiate che scambiavano le loro prestazioni con vitto e alloggio. Il fenomeno dei famèi è continuato in forme sempre più discrete fino al primo dopoguerra.

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