Addio ad Alex Zanardi: il cordoglio di Mattarella . Il Coni: “Dallo sport italiano un minuto di silenzio”

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Lutto nel mondo dello sport. È morto all’età di 59 anni Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e plurimedagliato atleta paralimpico. A comunicare la scomparsa sono la famiglia e Obiettivo 3, l’associazione benefica degli atleti disabili ideata proprio dal campione. Alex avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 23 ottobre, era nato a Bologna nel 1966. E sempre la famiglia- la moglie Daniela Manni e il figlio Niccolò– annunciano nel pomeriggio con una nota la data della cerimonia funebre: sarà celebrata martedì prossimo, 5 maggio, alle 11, presso la Basilica di Santa Giustina, in Prato della Valle, a Padova.

“È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio. Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari”, si legge nella nota. “La famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto“, si legge ancora. “Le informazioni relative alle esequie saranno comunicate successivamente”, conclude il comunicato.

E poche ore dopo, a metà pomeriggio arriva l’attesa comunicazione con data, ora e location. E poi “La moglie Daniela e il figlio Niccolò – si legge – desiderano ringraziare di cuore le tantissime persone che in queste ore hanno mostrato vicinanza e affetto. L’ennesima, preziosa testimonianza di come Alex sia riuscito a trasmettere nel modo più profondo il suo fortissimo messaggio di vita”. Per il 5 maggio la città veneta dove il campione viveva, Noventa Padovana, in provincia di Padova, ha proclamato lutto cittadino. La basilica scelta per l’ultimo saluto all’ex pilota è stata anche il luogo in cui si sono tenute le cerimonie funebri di Giulia Cecchettin e dei carabinieri morti nella strage di Castel D’Azzano, nel Veronese. 

MATTARELLA: “UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER LO SPORT”

“Come l’intera Italia avverto un profondo dolore per la morte di Alex Zanardi”. Lo scrive in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Sportivo di eccelse qualità, ha dimostrato straordinaria personalità anche dopo il gravissimo incidente che ha subito”, prosegue il Capo dello Stato.

“Divenuto campione paralimpico, è stato per tutti questi anni punto di riferimento di tutto lo sport, amato e ammirato anche per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo”, sottolinea Mattarella. “La sua figura ha rappresentato un punto di riferimento anche oltre il mondo dello sport e lo rimarrà nel ricordo degli italiani. Esprimo alla famiglia la vicinanza della Repubblica”, conclude il presidente.

CONI: “PERDIAMO UN GRANDE CAMPIONE E UN GRANDE UOMO”

Lo sport italiano piange la scomparsa di Alex Zanardi. Il Presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, invita le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si svolgeranno in Italia nel fine settimana per onorare la memoria di Alex Zanardi, inimitabile campione dello sport. Così in un comunicato.
Nato a Bologna nel 1966, nell’automobilismo Zanardi si è laureato campione Cart nel 1997 e 1998 e campione italiano superturismo nel 2005, nonostante il brutto incidente del settembre 2001 in Germania che gli costò l’amputazione di entrambe le gambe.
Nel paraciclismo- ricorda il Coni- ha conquistato quattro medaglie d’oro ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016 e 12 titoli ai Mondiali su strada. Poi, il 19 giugno 2020, Zanardi rimase vittima di un nuovo, terribile incidente lungo la statale 146 di Chianciano, a Pienza, uno scontro con un mezzo pesante mentre stava prendendo parte, in handbike, ad una delle tappe della staffetta di “Obiettivo tricolore”.
Il Presidente del Coni Luciano Buonfiglio, interpretando i sentimenti dell’intero movimento sportivo, si unisce al cordoglio della famiglia: “Perdiamo un grande campione e un grande uomo, capace più volte di rialzarsi di fronte alle difficoltà della vita. Alla sua famiglia va il cordoglio più sincero mio e del Coni”.

COMITATO PARALIMPICO: “LEGGENDA MONDIALE E SIMBOLO PARALIMPICO”

Il mondo dello sport perde uno dei suoi protagonisti più luminosi: Alex Zanardi, scomparso all’età di 59 anni, lascia un’eredità straordinaria fatta di imprese, determinazione e valori indelebili. Così il Comitato italiano paralimpico (Cip), in un comunicato.
Prima protagonista nel grande automobilismo internazionale, fino alla Formula 1, Zanardi aveva già dimostrato talento, carattere e capacità fuori dal comune. Ma è nella sua seconda vita sportiva che ha raggiunto una dimensione leggendaria, diventando uno dei più grandi atleti della storia paralimpica.
Nell’handbike ha dominato la scena internazionale, conquistando complessivamente sei medaglie ai Giochi Paralimpici: due ori e un argento a Londra 2012, due ori e un argento a Rio 2016. Successi che raccontano solo in parte la grandezza di un atleta che ha saputo andare ben oltre il risultato sportivo, trasformando ogni traguardo in un simbolo di rinascita e possibilità.
Zanardi è stato infatti molto più di un campione: è stato il volto, la voce e il motore della crescita del movimento paralimpico, contribuendo in maniera determinante alla diffusione della cultura paralimpica in Italia e nel mondo, grazie anche alla sua straordinaria capacità comunicativa e alla sua autenticità.
“Ho avuto il privilegio, in qualità di capo missione, di vivere accanto ad Alex l’edizione dei Giochi Paralimpici di Londra 2012, entrata nella storia del movimento paralimpico. Resta un’immagine simbolica e indelebile quella di Alex che, dopo la vittoria, solleva la sua handbike al cielo in un gesto diventato iconico. Anche a Rio de Janeiro ha saputo confermarsi ai massimi livelli, aggiungendo altre straordinarie medaglie al suo palmarès. Alex è stato prima un grande campione dello sport, protagonista anche in Formula 1, e poi un atleta paralimpico capace di riscrivere la storia. Ma soprattutto è stato colui che ha davvero lanciato il movimento paralimpico, contribuendo in maniera decisiva alla diffusione della sua cultura, in Italia e nel mondo”, ha dichiarato il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis.
“È stato un grande comunicatore, un uomo capace di arrivare a tutti con semplicità e forza– ha aggiunto De Sanctis- Avrebbe potuto ricoprire qualsiasi ruolo, perché era un campione straordinario nello sport e nella vita. La sua immediatezza, la sua autenticità e la sua umanità resteranno un patrimonio indelebile. Per onorare la sua memoria, ho disposto un minuto di silenzio in tutte le competizioni paralimpiche in programma oggi e domani”.
Il Comitato Italiano Paralimpico si unisce al dolore della famiglia e dell’intero movimento sportivo, rendendo omaggio a un atleta che ha saputo riscrivere i limiti e ridefinire il significato stesso della parola “impossibile”.

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