
«La crisi demografica che attraversa il nostro Paese e la nostra Regione non è un semplice calo di nascite, ma un cambiamento strutturale profondo che coinvolge l’intero equilibrio tra le generazioni, la sostenibilità del welfare, la tenuta economica e la vitalità dei territori. È una questione che tocca il cuore stesso della convivenza sociale, e che dobbiamo affrontare con consapevolezza e determinazione.» Così il consigliere regionale Lodovico Albasi commenta la nascita dell’intergruppo dedicato alla questione demografica all’interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, a cui ha aderito con convinzione. «Quello che stiamo vivendo – aggiunge – è un fenomeno che ha radici profonde e che si manifesta con forza crescente: la denatalità non è un’emergenza improvvisa, ma il risultato di anni di progressivo squilibrio. È ormai evidente che non si tratta più di scegliere quanti figli fare, ma se farli o meno. E questa scelta individuale, sempre più spesso rinviata o negata, è condizionata da fattori materiali e culturali: accesso alla casa, precarietà lavorativa, assenza di servizi, mancanza di fiducia nel futuro.» Il consigliere prosegue: «La popolazione giovanile si assottiglia, mentre quella anziana cresce. Le aree montane e a bassa densità si svuotano, e intere comunità rischiano di perdere non solo abitanti, ma servizi, coesione, prospettive. È un ciclo che si autoalimenta: meno nascite oggi significa meno potenziali genitori domani. Se non interveniamo ora, le conseguenze diventeranno irreversibili.» Albasi sottolinea anche il valore politico dell’intergruppo: «Abbiamo bisogno di uno spazio di elaborazione che non risponda a logiche di parte ma che sappia elaborare una visione comune. L’intergruppo nasce per questo: creare un orizzonte condiviso di riflessione e di proposta, mettendo al centro il diritto di tutte e tutti a costruire una vita piena, libera, fondata sulla possibilità reale di scegliere, non sulla necessità di rinunciare.» «Ma non basta più commentare i dati o denunciarne gli effetti – insiste –. È il momento di costruire strumenti concreti e durevoli. Per questo, in collaborazione con l’Assessorato al Welfare, accompagneremo il lavoro dell’intergruppo con l’elaborazione di una legge regionale che affronti il calo demografico in modo sistemico. Una legge che metta al centro i giovani, le famiglie, i territori. Che promuova l’autonomia, l’occupazione stabile, i servizi educativi e sanitari, i congedi paritari, la parità di genere, e che sappia anche guardare alla gestione dei flussi migratori come parte integrante di una risposta lungimirante agli squilibri tra generazioni.» «La demografia non è una fotografia da appendere, ma una dinamica da governare. Affrontare oggi questa sfida significa garantire domani un futuro sostenibile per l’Emilia-Romagna. Serve una politica capace di vedere lontano, che non abbia paura della complessità, e che metta le persone e le loro scelte al centro dell’azione pubblica”.




