
Dal testacoda tra Piacenza e Pordenone esce il risultato più scontato. Il tre a zero inflitto dagli ospiti ai ragazzi di Mister Scazzola spiega in termini semplici, quali siano le differenze tra chi sta in testa alla classifica e chi invece annaspa sul fondo. Leggi che il Piacenza perde tre a zero, dici che quello che non va è in difesa. Vedi la partita allo stadio, dici che la difesa è messa maluccio, ma i problemi sono nati in attacco. Sullo zero a zero si sono fallite due occasioni davanti alla porta. Solo dopo quelle si è pensato di rovinare il buon primo tempo, subendo il solito goal di testa da palla inattiva. Convinti di aver giocato alla pari con una squadra importante, i Biancorossi rientrano in campo carichi come molle. Forse per eccessiva carica, dopo quattro minuti subiscono il raddoppio. Ancora un colpo di testa, ancora una palla inattiva e la partita è finita. Il lampione a destra della curva nord si spegne. Pare una buia sindone, stesa sull’inadeguatezza della squadra di casa. Lo riaccendono, ancora si spegne. Anche il vecchio Garilli vuole comunicare la propria inadeguatezza. Nel finale arriva la giunta del terzo goal, ma non interessa più nemmeno a quelli di Pordenone. Per la cruda cronaca: calcio d’angolo, palla nell’area piccola, uno dei nostri la mette dentro. La pattuglia arbitrale è costretta a concedere dieci inutili minuti di gioco per le bizze del lampione. I calciatori li lasciano scorrere senza farsi male, gli spettatori lasciano alla spicciolata. Si chiude tra applausi e cori di incitamento perché non sono queste le partite che si possono vincere. Già, ma quali sono? Perché qualcuna dovremmo proprio vincerla.
Analisi tecnica della partita Piacenza – Pordenone 0 a 3.
Il Pordenone è squadra esperta, costruita con cognizione per salire. Il Piacenza è squadra giovane, costruita con poca cognizione per salvarsi.
Note positive di Piacenza – Pordenone 0 a 3.
La prima frazione di gioco ha mostrato che il Piacenza, pur in condizione rimaneggiata, sta crescendo. Del resto siamo alla tredicesima giornata; forse in certe occasioni le note positive andrebbero saltate.
I voti di Piacenza – Pordenone 0 a 3.
Tintori: sul goal iniziale gli riesce il miracolo al primo tentativo, ma la palla rimane lì e gliela sparano dentro. Dopo è tutto un titubare.
Masetti: non ripete la bella prova di Mantova.
Cosenza: continuiamo a prendere goal da pessimi piazzamenti, vuoi che sia tutta colpa dei giovani?
Nava: il refrain “gioca anche se non sta bene”, forse significa che è meglio lui malato di una riserva sana?
Gonzi: il suo lo ha fatto. Capita che qualcuno sappia contenerlo.
Munari: ricorda le fotografie sbiadite, quelle dove non riconosci il soggetto.
Nelli: dinamico per un po’, ma il rimpianto per la squalifica di Persia non lo cancella.
Suljic: dopo il secondo goal va in depressione stile mar Caspio.
Palazzolo: pesa quell’occasione buttata nel primo tempo.
Morra: lo vediamo solo in partite di sacrificio, vorremmo vederlo in movimenti da centravanti.
Rossetti: quei goal lì vanno fatti, non calciati sopra la traversa. Non è rugby.
Sono subentrati:
Capoferri: entra con bel piglio, un dribbling secco, un tiro murato, poi copia l’intermittenza del lampione.
Lamesta: manca parecchio alla fine, ma è già tutto scritto.
Conti: gioca poco ok, però non prova mai a mettere in difficoltà le scelte del Mister.
Mister Scazzola: due assenze pesanti portano a ridisegnare la squadra. Alla vigilia aveva dichiarato che non possiamo più sbagliare. Speriamo sbagliasse.
Tabellino di Piacenza – Pordenone 0 a 3.
Piacenza: Tintori; Nava, Cosenza, Masetti; Munari (68’ Lamesta), Palazzolo, Nelli (55’ Capoferri), Suljic, Gonzi; Rossetti (78’ Conti), Morra. Allenatore: Scazzola.
Pordenone: Festa; Bruscagin, Ajeti, Bassoli, Benedetti (90 Ingrosso); Torrasi, Burrai (80’ Giorico), Pinato (80’ Biondi); Zammarini (90’ La Rosa); Candellone, Dubickas (80’ Piscopo). Allenatore: Di Carlo
Marcatori:36’ Bassoli, 49’ Dubickas, 88’ aut. Masetti




