Adolescenti e dipendenze, nuove emergenze
Cotepi: “Ritirati sociali, ultima tipologia di disagio”

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disagioGioco d’azzardo e dipendenza da Internet sono due emergenze che coinvolgono un numero sempre maggiore di giovanissimi e anche a Piacenza si intensificano gli strumenti per affrontare tali situazioni di disagio sociale. Presso COTEPI, la Cooperativa operatori terapeutici di Piacenza, sono infatti attivi due nuovi percorsi di sostegno e di accompagnamento educativo indirizzati ai giovani (anche minorenni) e alle famiglie che per la prima volta devono affrontare queste nuove forme di dipendenza.
Costola dell’Associazione ‘La Ricerca’ (il 90% delle attività di COTEPI sono infatti realizzate in convenzione con l’Associazione piacentina che dal 1980 opera nell’area delle dipendenze con una rete di comunità e servizi sull’intero territorio provinciale), COTEPI si occupa dal 1985 di servizi sociali ed educativi orientati al superamento di situazioni di disadattamento e di emarginazione con particolare riferimento al mondo giovanile. ‘Gestiamo cinque strutture residenziali (Comunità terapeutica per giovani tossicodipendenti e alcoldipendenti ‘La Vela’, Comunità terapeutica per adulti tossicodipendenti e alcoldipendenti ‘Doppia Diagnosi Emmaus’, Comunità per donne tossicodipendenti con figli ‘Luna Stellata’ e Comunità socio-assistenziale per gestanti in difficoltà ‘Stella del Mattino’, Casa di accoglienza malati di aids ‘Don Venturini’) e diversi servizi territoriali di ascolto, prevenzione, recupero e reinserimento sociale’, ricorda il presidente di COTEPI, Mauro Madama. Negli ultimi anni la cooperativa piacentina associata a Confocooperative ha ampliato i servizi sul territorio e gestisce oggi anche alcuni Centri educativi e il Centro diurno di via Beati (in collaborazione con Caritas). ‘L’Associazione La Ricerca – sottolinea Donatella Peroni, vicepresidente di COTEPI –  è il nostro committente principale oltre che il fondamento culturale e valoriale su cui si basa la nostra attività’. Ultimamente, la cooperativa piacentina sta affrontando una nuova patologia, quella dei cosiddetti ‘ritirati sociali’: ‘Il fenomeno è molto diffuso e interessa soprattutto i “nativi digitali” (ovvero i ragazzi nati dal 2000 in poi) che tendono spesso ad isolarsi e a trascorrere l’intera giornata (compresa la nottata) in casa davanti al computer. Questi giovanissimi (hanno soprattutto dai 13 ai 16 anni) – spiega Madama – spesso non si recano nemmeno a scuola, e azzerano ogni forma di relazione sociale, preferendo la realtà virtuale a quella reale’. ‘Questa forma di “adolescenza protratta” (allo sviluppo precoce della parte cognitiva non corrisponde una crescita emotiva altrettanto veloce) è molto difficile da comprendere per chi è cresciuto nell’era ‘pre-digitale’, – spiega la vicepresidente Peroni, che ricorda: ‘Per questi motivi intendiamo avviare un nuovo percorso educativo indirizzato alle famiglie che devono affrontare un fenomeno molto diffuso e ancora poco conosciuto’. Altra emergenza grave che interessa molti giovani – ma che colpisce trasversalmente l’intera fascia della popolazione senza distinzione di età, sesso, cultura e ceto sociale –  è il gioco d’azzardo: ‘Tale dipendenza è in fortissima espansione e la legalizzazione da parte dello Stato italiano, non è di aiuto. Solo ultimamente – evidenzia Madama – il settore pubblico si sta occupando più seriamente del fenomeno con nuove strutture e progetti mirati, ma tali interventi non sono sufficienti. Per questo motivo – aggiunge il presidente di Cotepi – abbiamo attivato un team di supporto ed avviato percorsi psicoeducativi di gruppo (o anche individuali) rivolti anche ai familiari.
Sempre più precoce è anche l’utilizzo di sostanze stupefacenti: ‘Un ragazzo su 5 (dai 14 ai 19 anni) fa uso abituale di cannabis, spiega Madama – che è anche il responsabile della Comunità La Vela di Justiano (Vigolzone) -, che evidenzia: ‘Ultimamente sempre più giovanissimi ricorrono all’utilizzo delle droghe come metodo di ‘autocura’ dall’ansia e da stati emotivi fragili. Così facendo, non si abituano a prendere decisioni e non accumulano quel bagaglio di esperienze reali, che sono necessarie per crescere’. Fondamentale è il supporto dello ‘Sportello di ascolto’ nelle scuole di primo e secondo grado: ‘Ogni anno ascoltiamo oltre 200 studenti e affrontiamo soprattutto situazioni di fragilità emozionale e di disagio sociale e familiare’, afferma Peroni, che conclude: ‘Offriamo un supporto importante anche alle famiglie – che vengono spesso abbandonate a se stesse – attraverso l’attivazione di una rete sociale compatta e finalizzata alla costruzione di una corresponsabilità educativa’.

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