Incassa l’appoggio dei consiglieri 5 Stelle l’intervento del sindaco Dosi in consiglio comunale sulla vicenda dei minori albanesi non accompagnati (apparentemente abbandonati, arriverebbero in realtà in Italia in maniera organizzata allo scopo di ottenere il permesso di soggiorno), che nelle ultime settimane aveva visto lo scontro tra il consolato albanese di Milano e l’assessore Stefano Cugini “Sono 14 i ragazzi rientrati nel proprio paese – ha spiegato il sindaco – grazie alla disponibilità dell’Ambasciata albanese”. I consiglieri del Movimento di Grillo, riprendendo in una nota la risposta dell’assessore Cugini a una loro interrogazione, considerano: “Anche per questo progetto infatti vediamo che non sempre le persone accolte sono realmente nella condizione di bisogno, ma semplicemente approfittano della pronta risposta che il Comune ha dato negli anni, così da potersi appoggiare sui fondi del bilancio comunale per dare cura tutela e formazione a ragazzi, le cui famiglie hanno capito il meccanismo: portano il minore in italia, il Comune di riferimento se ne fa carico in assenza della famiglia di origine fino al raggiungimento della maggiore età”. Il sindaco, sempre in Consilgio, ha fatto notare inoltre come “a Piacenza vi sia un numero di profughi più alto, circa 360-370, di quanti ne dovremmo ospitare secondo i parametri nazionali. Non viene rispettato il parametro del 2,5 profughi per mille, siamo al 3,6 circa. E’ necessario coinvolgere le autorità nazionali per tutelare un’accoglienza dignitosa e un equilibrio complessivo tra le comunità”. “Possiamo rivolgere lo sguardo verso chi qualche responsabilità ce l’ha – osservano i 5 stelle nella loro nota- ad esempio il governo che abbandona i Comuni e i loro bilanci alla gestione dell’accoglienza,tutta, quando potrebbe invece sostenerli ad esempio attraverso maggiori controlli alle frontiere o dotando i comuni di fondi destinati all’accoglienza dei migranti, mentre in questi anni abbiamo subito da parte dei governi, non escluso quelli a colore PD, tagli su tagli che, oltre a non dare risorse per l’accoglienza, hanno contribuito alla riduzione della qualità e quantità dei servizi ai cittadini e non hanno nemmeno diminuito i numeri dei migranti per la incapacità di effettuare i rimpatri”.




