Accesso al Trebbia a pagamento?
Fa discutere la proposta dei sindaci della valle

0

Trebbia_1182010-85317Rendere l’accesso al fiume Trebbia a pagamento per garantire la sicurezza ai turisti. Questa è la proposta dei sindaci dell’Alta Val Trebbia, dopo le morti per annegamento, avvenute nelle scorse settimane di due bagnanti di 26 e 19 anni. Il sindaco di Bobbio, Roberto Pasquali, aveva già annunciato la volontà, da parte del Comune, di chiedere l’uso delle spiagge del Trebbia al Demanio idrico (gestito dalla Regione) in modo da poterle attrezzare e gestire garantendo la sicurezza ai bagnanti.  Su questa posizione si sono schierati ora anche il sindaco di Cerignale, Massimo Castelli, il sindaco di Coli Luigi Bertuzzi e il sindaco di Cortebrugnatella Stefano Gnecchi.
Gli amministratori, in particolare, concordano sul fatto che l’arrivo di numerosi turisti al fiume debba essere governato dicendo addio alle lunghe file sulla Statale 45, al parcheggio selvaggio e ai troppi rifiuti abbandonati sulle rive. L’obiettivo principale di questa “alleanza” è, però, la sicurezza, come spiega il sindaco Gnecchi: “Se le spiagge fossero di competenza comunale potremmo anche incaricare un bagnino della sicurezza dei turisti”.
L’atteggiamento della Regione, che attraverso il Demanio idrico gestisce il Trebbia, non piace, però, ai sindaci: secondo Gnecchi, infatti, la Regione “per non avere problemi, chiude gli occhi davanti al fatto che il Trebbia è affollato di persone che fanno il bagno e non ne riconosce l’evidente balneabilità”.
Anche il sindaco Castelli segue la stessa linea: “Il Trebbia ha un solo problema e cioè che non è regolamentato. Un protocollo è necessario e non più rinviabile”.
La proposta dei sindaci, tuttavia, sebbene mossa dall’intento di garantire la sicurezza, non piace a tutti: sui social network c’è molta divisione tra favorevoli e contrari, ed è anche nata una petizione per evitare che il Trebbia diventi a pagamento, petizione che si propone di promuovere un uso consapevole del fiume, da sfruttare con cautela, con una buona dose di educazione sociale e buon senso per fare in modo che le recenti tragedie non si ripetano.
Il dibattito è aperto.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.