
Com’era prevedibile, l’affermazione di Davide Bastoni di voler portare il Gay Pride a Piacenza anche senza la collaborazione del Comune ha aperto le porte a un dibattito tra favorevoli e contrari, ma chi si aspetta scontri e intolleranza per il momento non verrà accontentato.
Infatti, fatta eccezione per Forza Nuova che non si smentisce con il suo cartellone “Vaderetro Gay Pride” comparso nella notte vicino alla Lupa, le voci che si sono alzate fino ad oggi sono accomunate dal rispetto per una manifestazione che vuole portare per le strade i Diritti.
Agostino Maffi, presidente del Forum delle associazioni familiari che in questi giorni era alle prese con la Festa della Famiglia, si è detto aperto al dialogo umano e personale nel rispetto della libertà di tutti, pur non condividendo quella posizione, essendo per lui la famiglia tradizionale un caposaldo da difendere, soprattutto nella società di oggi.
Una posizione ben più pratica è invece quella di Raffaele Chiappa, presidente dell’Unione Commercianti, che vede il corte multicolore come un’occasione turistica in grado di portare in città un grandissimo numero di persone. E infatti il Pride non è mai balzato agli onori della cronaca a causa di disordini, perché allora farsi sfuggire una simile opportunità?
Da Palazzo Mercanti, arriva infine la risposta attesa, e prevedibile. L’assessore ai Servizi civili, Federica Sgorbati, riporta infatti la decisione presa dalla maggioranza della Giunta: il corteo si può fare ma il Comune non darà alcun tipo di collaborazione. Un conto sono manifestazioni di piccola portata come “Diritti in cammino”, un altro conto è il Pride…
Sì, la portata è decisamente un’altra e proprio per questo saranno in molti a dare il proprio sostegno e il proprio contributo al corte quando sarà il momento.




