Zanardi Landi all’attacco: “Piacenza è poco fruibile”

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di Elena Caminati – Mettiamoci nei panni di un turista che, zaino in spalla sull’onda di Expo 2015, arriva di poco oltre il confine lombardo per approdare all’ombra del Gotico. E poi dove si indirizzerà il suo vagare? Sulla carta non ci sono dubbi; gli si potrebbe indicare il Duomo, Palazzo Farnese, la basilica di Santa Maria di Campagna, San Sisto, poi il palazzo del tribunale, la galleria Ricci Oddi, i musei civici e via con un lungo elenco. Ma solo sulla carta; il turista che arriva in centro con l’intenzione di visitare i monumenti principali non saprebbe dove andare, si troverebbe disorientato. Ne è convinto il conte Orazio Zanardi Landi (nella foto a destra), proprietario del castello di Rivalta e Presidente dell’Associazione dei castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Con lui, partendo dall’impegno che Provincia, Comune, Camera di Commercio e Piacenza Expo hanno messo nell’acquisizione di uno spazio all’interno del Padiglione Italia per una cifra importante di oltre 450 mila euro, abbiamo riflettuto sulle ricadute che l’evento potrà avere sul nostro territorio.
La sfida è: come riempire di contenuti questo spazio, uno dei migliori, che le nostre istituzioni hanno affittato per i sei mesi dell’evento? E soprattutto come rendere fruibile ciò che Piacenza può offrire anche una volta terminata la kermesse?
“Prima di tutto – secondo il conte Zanardi Landi – è importante solleticare la curiosità del visitatore. Piacenza è un territorio di scoperta non è una città nota come Venezia o Firenze, per questo – prosegue – è fondamentale creare pacchetti che offrano la possibilità di venire in città, di gustare un buon piatto di salume, di fare un giro sulle nostre colline e di visitare i nostri castelli”.
E la fruibilità? “La gente – sostiene Zanardi Landi – va guidata nel nostro centro storico, uno dei più grandi a livello di estensione all’interno delle mura, attraverso opuscoli, foto, cartellonistica. Per esempio – si domanda – come far sapere che a Piacenza esistono 109 palazzi meravigliosi degni di essere visitati? A contenuti non siamo secondi a nessuno – è sicuro il presidente dell’Associazione Castelli del Ducato – ma a fruizione siamo messi male e c’è molto da lavorare.”
La nostra città non ha un monumento prorompente che la caratterizza e che la rende riconoscibile, la sfida si vince se si riesce a mostrare l’insieme delle ricchezze. “Per fare questo occorre non solo investire sul marketing e sapersi promuovere  – prosegue Zanardi Landi – ma anche sfruttare l’effetto positivo che può portare un evento di così ampia portata. Perciò le istituzioni si organizzino attraverso le associazioni competenti per creare un circuito che guidi il visitatore. Per cominciare – spiega il conte – sarebbe fondamentale poter contare su una cartellonistica efficiente, mappe della città nei punti strategici, fotografie che invoglino il turista a raggiungere i luoghi, immagini, brevi cenni storici accanto ai palazzi più importanti. Insomma se grazie ad Expo arriverà un turismo internazionale, come è auspicabile, ci vuole poi un tessuto organizzativo attivo capace di creare aspettative e di far ritornare la gente a visitare il nostro territorio”.
Altrimenti, ci pare di capire, si è speso denaro e sprecata energia inutilmente.

 

Il servizio completo è visibile su www.zerocinque23.tv

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