Comprare casa a Piacenza? Costa meno: è quanto emerge dall’ultimo rapporto Tecnocasa sui prezzi degli immobili relativo ai primi mesi del 2013, diminuiti dell’1,4%. Un calo che, secondo lo studio, ha portato ad una ripresa della domanda e delle compravendite, nonché alla riduzione delle tempistiche di vendita; prezzi destinati, secondo le previsioni dello stesso Tecnocasa, a calare ulteriormente nel 2014 dal 3 al 5%. Un trend in discesa confermato da Fabrizio Floriani (nella foto a lato), presidenti Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) di Piacenza: “Il calo in realtà è un po’ più deciso anche per quanto riguarda il 2013, e probabilmente si assesta, rispetto all’anno precedente, tra il 3 e il 4%. Una diminuzione dell’1,4% infatti indicherebbe un mercato stabile, cosa che non corrisponde a realtà. Quanto all’aumento del numero delle compravendite, sarebbe più corretto parlare di risveglio di interesse. Dalle realtà professionali del settore con cui, in qualità di presidente FIAIP Piacenza, sono in contatto, riscontro infatti una ripresa di attenzione verso l’acquisto di immobili che per il momento possiamo misurare in numero di visite (aumentate), non ancora in numero di vendite”.
Dall’indagine del centro studi Tecnocasa emerge che a Piacenza le tipologie più richieste sono il trilocale ed il quadrilocale; in ripresa anche le soluzioni indipendenti che si trovano in zona Clinica, Stadio e Infrangibile. Ad acquistare sono prevalentemente famiglie, pochi gli investitori. Il ribasso dei valori ha interessato anche il centro storico di Piacenza, richiesto prevalentemente da persone dal reddito medio alto. “Il centro storico continua a conoscere una certa vivacità soprattutto per quanto riguarda le soluzioni di prestigio di dimensioni medio ampie – conferma il presidente FIAIP Piacenza – Quegli immobili, insomma, che rappresentano l’upgrade per la famiglia media”. Top prices si raggiungono per le prestigiose tipologie che si trovano in piazza Cavalli, dove si toccano punte di 3500 euro al mq per l’acquisto di soluzioni ristrutturate. Le altre aree più stimate del centro storico sono quelle che si sviluppano intorno a piazza Cavalli e corso Vittorio Emanuele. Quotazioni più contenute si registrano in zona Stadio, quartiere sempre molto richiesto perché verde e caratterizzato da palazzine degli anni ’70. L’usato lì si acquista con una spesa di 1400-1700 euro al mq, mentre appartamenti e ville bifamiliari di nuova costruzione hanno un valore di 2700 euro. Numerose le richieste anche nel quartiere Infrangibile, zona verde della città dove è possibile acquistare soluzioni nuove a circa 2300 euro al mq. Aree che risentono di un certo calo di attenzione sono quelle del centro storico nei pressi della Stazione e di via Dante: “nel primo caso si tratta di una penalizzazione dovuta al generale degrado della zona – afferma Floriani – nel secondo, quello di via Dante, all’offerta di numerosi appartamenti non recenti che prevedono, a breve termine, interventi strutturali anche importanti, o che si trovano in condomini senza ascensore. C’è quindi un’offerta non assorbita, che deve puntare sull’appetibilità e la concorrenzialità per incontrare la domanda”. Secondo il rapporto Tecnocasa, al primo semestre 2013 in via Dante il prezzo di un immobile economico usato è di 750 euro al mq, e il signorile non supera i 1050: i più economici della città.
Ribasso anche sul mercato delle locazioni, voluto dai proprietari che sono diventati particolarmente attenti all’affidabilità dei potenziali inquilini, dei quali chiedono informazioni circa la situazione lavorativa e garanzie dai precedenti proprietari. Per un bilocale le richieste si attestano intorno a 300-450 euro al mese; per un trilocale dai 450 ai 600. “Nel 2013 c’è stato un leggero aumento nel numero delle locazioni – nota Fabrizio Floriani –anche di case più grandi rispetto al mono-bilocale, magari già arredate. C’è infatti una crescita nella richiesta degli affitti per esigenze transitorie di famiglie, che necessitano quindi di metrature più ampie. Il mercato degli affitti tiene poi con successo nel settore delle attività economiche, come negozi e uffici, dove la locazione rimane una scelta privilegiata”.
Resta folta, come sempre, la categoria di soggetti che non possono permettersi un affitto su libero mercato ma che non hanno nemmeno diritto all’edilizia pubblica: “una sorta di ‘terra di mezzo’, di limbo, appunto, in cui si trovano soprattutto anziani, giovani coppie, famiglie monoreddito, immigrati”, sottolinea il presidente FIAIP Piacenza. La risposta a questo tipo di domanda potrebbe essere il social housing, “una politica abitativa che si colloca a metà tra libero mercato ed edilizia pubblica, ma che nel nostro Paese stenta a decollare”.




