Politiche ambientali,
è un Natale da buttare

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12345_LeuchtturmprojektGli anni passano, qualcosa cambia, l’ambiente e la cura che ne dovremmo avere peggiorano. In Italia, almeno nel confronto con un contesto continentale e occidentale, l’attenzione della politica e delle amministrazioni resta sotto la soglia della sufficienza, come se l’ambiente, con i suoi annessi e connessi di salute, qualità di vita e perfino economia non fosse questione di rilievo politico.

Laura Chiappa è presidente di Legambiente Piacenza e ha molte cose da dire (molte le ha già dette e con la sua associazione molte altre ne ha denunciate). Un tema di stringente attualità riguarda l’inquinamento atmosferico: a fronte di una situazione di eccezionale criticità (più sforamenti consecutivi del limite giornaliero di Pm 10 nell’aria che respiriamo), e in base all’accordo regionale relativo alla qualità dell’aria, in questi giorni si è fatto ricorso all’adozione di misure straordinarie in tema di limitazione del traffico.

“L’inquinamento – esordisce Laura Chiappa – è un tema complesso.  Le misure emergenziali non possono limitarsi a quelle previste dal protocollo regionale – che è già qualcosa (perché altre regioni neanche ce  l’hanno) – ma quando ci sono sforamenti importanti come in questo caso bisognerebbe avere il coraggio di bloccare completamente il traffico, e non solo limitarlo, per tutto il periodo necessario. Anche se questa, lungi dall’essere risolutiva, resterebbe una misura tampone. Assurdo, inoltre, che i comuni della provincia non siano mai coinvolti negli interventi di limitazione al traffico, come se il problema non li riguardasse.”
Quali potrebbero essere le misure più efficaci?
“Penso a provvedimenti strutturali: dall’incentivazione del trasporto su rotaia al potenziamento del trasporto pubblico. Invece si fa esattamente l’opposto, vedi la soppressione della linea ferroviaria Piacenza-Cremona e lo stato disastroso in cui versa e viene mantenuto il trasporto pubblico.  Inoltre, in questa pesante situazione di inquinamento atmosferico risulta particolarmente grave l’autorizzazione concessa alla Cementirossi di aumentare il quantitativo di pneumatici da bruciare: un ulteriore contributo all’inquinamento. Lo studio Escape (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects, coordinato dalla Università di Utrecht in Olanda, ndr), pubblicato di recente, dice che con l’aumento di 5 microgrammi/metro cubo di polveri sottili (PM 2,5) il rischio di morire prematuramente cresce del 7%. Incredibile, quindi, la polemica tra Provincia e Comune (che a fronte del potenziamento dell’inceneritore Cementirossi pretende altrettanto per quello di Borgoforte). Pura follia”.

Quali altre emergenze evidenzia il nostro territorio?

“Una emergenza grave riguarda il consumo di suolo. La crisi economica ultimamente ha quasi bloccato il settore edile ma l’aumento del consumo di suolo resta un fenomeno preoccupante e perdurante: analizzando i dati dei recenti  Psc (approvati, o ancora in fase di adozione) di 23 Comuni della provincia su 48 totali si assiste a un potenziale aumento dei volumi edificabili pari a 21 milioni di metri quadri, circa 2000 ettari, di cui 1100 per nuove aree residenziali e 900 produttive: stiamo distruggendo il suolo in cui viviamo. Nessun passo avanti si intravede neanche nel documento preliminare del Psc di Piacenza, nonostante gli annunci: vengono autorizzati 250mila metri quadrati di urbanizzazione fuori città, tra Roncaglia e Borghetto, si ipotizza uno sviluppo edificatorio intensivo delle aree militari e non vengono messe in discussione tutte le previsioni di urbanizzazione interne alla città del precedente Prg, che resteranno disponibili quando questa crisi passerà. Inoltre, tutti i comuni di cintura hanno fatto del loro peggio per mettersi nelle condizioni di continuare a costruire dopo la crisi. Lo stop al consumo di suolo è ancora troppo spesso uno slogan nei convegni e non è trasformato per ora in nuove e reali politiche urbanistiche innovative. I nostri amministratori non hanno compreso, e non è colpa da poco, che per far ripartire il settore edile sarebbe doveroso incentivare il recupero e la riqualificazione energetica dell’esistente. Ci sarebbe lavoro a non finire. Viceversa si preferisce allargare le aree edificabili, con un consumo di suolo ormai insostenibile”.

E’ una impressione o nell’opinione pubblica qualcosa, in termini di sensibilità al tema, si sta muovendo? Sono i cittadini più avanti e consapevoli dei loro amministratori?laura

“Che la sensibilità ambientale stia crescendo tra i cittadini è fuor di dubbio, così come è sicuro che la classe politica sia rimasta indietro: quasi mai coglie la necessità, ormai imprescindibile, di coinvolgere gli amministrati nei percorsi partecipativi. Incoraggiante, oggi, è il fatto che in presenza di minacce ambientali i comitati in difesa del territorio ormai sorgono spontaneamente; penso a San Salvatore, alla difesa delle volpi, al biogas. I cittadini, insomma, fanno le veci degli amministratori, perfino per quanto riguarda le ricerche e gli studi: significativo il caso del biogas a Borgotrebbia, nel quale il comitato di opposizione all’impianto ha smascherato energie rinnovabili fasulle, utili solo a chi le produce. I cittadini si stanno mobilitando anche sul caso Cementirossi, e questo ancora una volta è positivo. La cosa grave è che le amministrazioni avrebbero la possibilità di sapere come intervenire dal punto di vista tecnologico e scientifico, poiché hanno tutti gli strumenti necessari, eppure non lo fanno. Un’altra vicenda esemplificativa riguarda l’ex polveriera di Rio Gandore: il Demanio avrebbe ceduto al comune di Gazzola un’area naturale già pronta e perfetta per farne un parco e il comune, pur potendolo fare, decide invece di ‘girarla’ ai privati, ancora una volta per costruire. La scusa, da parte del comune, è la solita: non si hanno soldi per gestirla. In realtà, chiedendo aiuto alle associazioni e usufruendo di fondi europei, si potrebbe fare. E’ la dimostrazione che molti amministratori sono rimasti a una cultura anni sessanta. L’augurio che faccio a Piacenza e al nostro territorio per i prossimi anni è che a fronte della nuova e consapevole sensibilità ambientale dimostrata da tanti cittadini sui temi del consumo di suolo, inquinamento, acqua, energia, benessere animale, si formi una altrettanto preparata e sensibile classe politica che ne sappia essere interprete”.

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