Aria di una larga vittoria renziana a livello nazionale, che non invita a mettersi di traverso, o “crisi di vocazioni” perfino nel partito erede di quella che veniva definita la “chiesa rossa”? Viene da chiederselo, guardando il fuggi fuggi generale che caratterizza i big piacentini del Partito Democratico nei giorni in cui devono definirsi le candidature alla segreteria in vista del prossimo congresso provinciale.
Vero che il perdurare – ormai quasi solo italiano – della crisi economica, il traballare senza costrutto della politica nazionale, il numero da Guinness di litigiose correnti interne a livello nazionale e il mai del tutto definito dna di un partito finora incapace di far sintesi delle tante storie (qualcuno dell’area cattolica potrebbe preferire il termine “anime”) che ci si sono incrociate ha inevitabili riflessi anche sulla situazione piacentina, ma resta per molti sorprendente che una poltrona che in altri momenti sarebbe stata ambitissima sembri ora produrre soprattutto dei “no, grazie” a raffica.
L’ultimo a farsi da parte – adducendo motivi personali e professionali – è stato l’ex capogruppo Pd a Palazzo Mercanti Christian Fiazza, sul quale puntavano il vicesindaco Francesco Cacciatore, l’influente assessore Silvio Bisotti e la parlamentare piacentina Paola De Micheli, e di certo non più entusiasti di lui – secondo i bene informati – sarebbero altri potenziali aspiranti come il capogruppo in Comune Daniel Negri e il capogruppo in Provincia Marco Bergonzi.
Il termine per presentare le candidature alla segreteria provinciale scade tra poche ore e, mentre scriviamo, in campo ufficialmente c’è solo Elisabetta Rapetti, segretaria del circolo di Gossolengo e vicina a Barca.
Ormai certa e con ogni probabilità vincente, per la verità, è però la candidatura del sindaco di Vernasca Gianluigi Molinari: spinto dai renziani capitanati dall’ex sindaco di Piacenza Roberto Reggi e dall’assessore Katia Tarasconi, Molinari ha non a caso già dichiarato di voler superare le divisioni tra renziani, bersaniani, civatiani o cuperliani e sembra poter essere il più scontato vincitore di una sfida a cui prenderà quasi sicuramente parte anche la vicesindaco di Travo, Roberta Valla, vicina a Bersani.




