Cristina Repetti:”Sistema Confindustria, qualità all’avanguardia. Forpin ne è una espressione”

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La presidente di Forpin Cristina Repetti e la direttrice Antonelle Vologni

Prima l’annuncio all’80esima Assemblea di Confindustria, il maggio scorso, poi la presentazione del progetto della
nuova sede in Strada della Bosella: “Cittadella delle Imprese, della Formazione e dell’Innovazione” che riunirà
Confindustria a Forpin ed Assoservizi in un unico polo.
Episodi che hanno creato la necessità di conoscerne meglio i componenti: soprattutto quelli meno conosciuti dal grande pubblico.
Il recente passaggio di consegne al vertice di Forpin ci offre l’occasione per conoscere la nuova presidente Cristina
Repetti e porre sotto i riflettori l’intera struttura. La presidente entra subito nel vivo e scambiandosi occhiate
con la direttrice Antonella Vologni, al suo fianco, inizia una puntuale esposizione.
“Il sistema Confindustria non nasce con la nuova sede, ma è un sistema integrato da sempre, ciò che al territorio non risulta così evidente è la sinergia che c’è tra le braccia di Confindustria stessa. Le braccia siamo noi e Assoservizi che lavoriamo per gli stessi obbiettivi: da offrire al territorio ed alle aziende associate di Confindustria un servizio di qualità e all’avanguardia”.
Chiariamo anche questo aspetto, offrite servizi anche ai
non associati…

“Corretto, i nostri utenti vanno dai neodiplomati, al disoccupato, al lavoratore, al professionista, fino all’imprenditore…”

Questa precisazione è importante per comprendere meglio chi sono i destinatari del vostro lavoro
“E’ nostro interesse che ciò di cui stiamo parlando risulti chiaro: non ci rivolgiamo solo al mondo aziendale, ma
dando un servizio agli studenti ed ai neodiplomati è interessante e utile porlo all’attenzione delle famiglie. Il
servizio che facciamo con le scuole e le attività di orientamento sempre con le scuole, non è legato solo al
mondo aziendale ma del territorio”.
Proviamo ad elencarli questi servizi. La presidente lascia la parola alla direttrice Antonella
Vologni

“Per spiegare meglio, inizierei da una velocissima panoramica: quando siamo nati, nel 1990, avevamo come
obbiettivo sostanzialmente, secondo le disposizioni del Fondo sociale europeo, la formazione professionale per i
giovani in cerca di occupazione. Quindi formare e specializzare i giovani da inserire poi nel mondo del lavoro.
L’apprezzamento guadagnato sul campo, grazie al passaparola tra gli utenti, ha fatto crescere la nostra
immagine. E’ stato determinante per vincere questa prima sfida. Successivamente abbiamo allargato il nostro ambito operativo dedicandoci più specificatamente alle aziende: non solo proponendo loro giovani specializzati e ben preparati, ma cercando di capire quali fossero le loro esigenze in termini di specializzazioni da inserire in
azienda”.

Presidente ci dica qualcosa di lei, come è entrata in Confindustria?


“Circa cinque anni fa con la presidenza Rolleri: sono entrata in Confindustria come consigliera con la delega
all’Education. Confermata poi nel Consiglio di presidenza dell’associazione da Nicola Parenti”.
Spieghiamo meglio cosa si intende delega all’Education.
“Riconoscere una delega all’Education da parte di Confindustria non è cosa da poco: comprende tra le sue
attività anche quella legata alle relazioni con le scuole del territorio, università e centri di ricerca. L’attività che facciamo per le scuole e con le scuole a favore della conoscenza delle competenze necessarie alle nostre aziende: ora stiamo puntando sui corsi di formazione ITS per gli istituti tecnologici superiori. Li abbiamo introdotti qualche anno fa in Forpin e ci stanno dando molta soddisfazione. Siamo in
continua evoluzione, in continuo fermento: non si dice che
chi sta fermo è perduto?
Nella sua azienda, – “TGR – Lavorazioni meccaniche di precisione” di Castel San Giovanni – è responsabile delle risorse umane…
“Provengo da una formazione differente da questo ambito però il mondo delle risorse umane mi ha sempre coinvolta: per l’azienda di famiglia, essendo un’azienda manifatturiera, la gestione delle risorse umane è uno dei pilastri fondamentali”

Quando in Confindustria hanno iniziato a parlare del progetto “Cittadella delle imprese e della Formazione e dell’Innovazione” con un richiamo diretto a Forpin, cosa ha pensato?
“Che è progetto totalmente innovativo, con una visione. Non
si tratta di un progetto logistico, ma di unire le persone a
livello strategico. Questo penso sia il punto di forza di
Confindustria, che mette a disposizione del territorio. Il fatto
di unirsi tutti insieme in una nuova sede credo dia valore
aggiunto all’intero sistema e che il territorio possa
riconoscerne Il valore…”
Penso che questa visione abbia creato interesse e tanto
entusiasmo, non trascurerei però la maggiore
responsabilità verso il sistema imprenditoriale e sociale
che tutto ciò produce
“Per definizione la responsabilità fa parte dell’impegno degli
imprenditori, senza rischio non si va da nessuna parte. In
questo caso, il presidente Parenti di rischio se n’è preso
parecchio: però è grazie a lui che stiamo mettendo a terra
un progetto che da anni inseguivamo. Erano anni che si
parlava di cambiare sede, l’esigenza logistica è stato un
pretesto per raggiungere altri obbiettivi. Poi il nome,
“Cittadella”, perché diventi un punto di incontro: qui sta la
visione. Oggi si lavora da remoto, si fanno le call, qui invece
puntiamo sui rapporti personali. L’obbiettivo è andare verso
una forma di aggregazione del sistema: la presenza fisica
diventa importante perché favorisce lo scambio di informazione e di esperienze che favoriscono lo sviluppo di
nuove idee”.

Immagino che al centro di questa nuova visione ci sia anche un programma di formazione dei vostri
collaboratori dovendo misurarsi con obbiettivi e problematiche diverse

“Per fortuna non siamo cosiddetto il calzolaio che va in giro con le scarpe buche… Per noi la parola d’ordine è sempre formazione continua. I  modelli formativi cambiano continuamente, di conseguenza cerchiamo di adeguare continuamente le competenze dei nostri collaboratori. Per esempio, l’intelligenza artificiale sta prendendo piede più che mai, per cui è diventato importante andare a capire in che misura i nostri collaboratori sono in grado di fornire informazioni per raccogliere le esigenze, ma anche per dare programmi e percorsi formativi in linea con le singole esigenze aziendali. Il punto di forza di Forpin è stato seguire le aziende offrendo una formazione su misura calata su ogni singola realtà. Anche per i giovani i nostri percorsi formativi post diploma sono ogni anno puntualmente aggiornati”.

Il vostro intervento è strategico anche per le cosiddette start up…

“Certo, possiamo offrire il nostro contributo, un’esperienza che abbiamo già vissuto: per esempio da qualche anno abbiamo lanciato la proposta dell’alta formazione, una sorta di master per gli imprenditori o per il management dell’azienda.  Quindi, anche una start up può affidarsi a un percorso di alta formazione fatto con docenti all’interno di nostre competenze ed in alcuni casi appoggiati ad università importanti del territorio. Alla nostra proposta il mercato ha risposto bene, anche le piccole aziende: ciò significa che il percorso interessa e del quale il territorio ha necessità.

Il problema del ricambio generazionale sarebbe un’altra opportunità di utilizzo dell’alta formazione: abbiamo aziende, piccole e medie, che oggi devono fare i conti con il garantirne la continuità e quindi inserire figli o nipoti. Spesso non è facile: sicuramente un momento critico, importante per l’azienda. In queste occasioni, i corsi di alta specializzazione sono assolutamente strategici”.

Penso che siate protagonisti della realizzazione della “Cittadella delle Imprese” anche dal punto di vista logistico perché voi qui ci siete nati; quindi, conoscete bene la situazione di partenza…

“Certo, la scelta di venire qui nasce anche dal fatto che Forpin è un’anima importante di Confindustria, che da tre anni assieme ad Assoservizi opera in questi locali necessariamente ampliati. Ampliamento che ne ha determinato la crescita di entrambi dal punto di vista economico con un andamento esponenziale. Esperienza probabilmente propedeutica alla ideazione della Cittadella delle Imprese: più spazi meglio organizzati per nuovi orizzonti”.

Nel favore di questo nuovo progetto, qual è la visione di Forpin? Come pensate di potenziare i vostri servizi, di fare meglio?

“Proporre un servizio di formazione e consulenti di qualità: lo è già ora, il progetto integrato di sede comune ne favorirà il potenziamento: nonché la velocità, qualità e reazione con le aspettative delle nostre aziende. Il mondo è talmente veloce che, se non stiamo con questi tempi, rischiamo di  restare indietro e non essere di supporto alle aziende.

La domanda e la sfida che ci poniamo sono come possiamo aiutare le aziende nei prossimi sei mesi e non nei prossimi cinque anni: siamo ormai ad una estremizzazione del   cambiamento.

Tengo poi a sottolineare come per noi la parola d’ordine  è  mettersi sempre in discussione”.

Ne è convinta anche la direttrice Antonella Vologni:” Metterci in discussione è sempre stato l’elemento che ci ha caratterizzato: volendo offrire dei servizi ad hoc occorre essere molto attenti ad ascoltare, fare domande appropriate per mettere a fuoco le reali esigenze. Questo è un approccio che va sempre cercato: il cliente è al centro, inteso per noi il giovane in cerca di formazione così come l’azienda e le persone che le gravitano attorno. La nostra funzione è tendere la mano, ascoltare ed offrire servizi di qualità. Se possibile con finanziamenti pubblici che siamo in grado di intercettare e gestire, se ci sono le condizioni, ed abbattere i costi della formazione”.

“C’è poi una parte innovativa, – aggiunge la presidente Cristina Repetti – oltre a recepire le esigenze cerchiamo di leggere i mutamenti del mercato per poi stimolare le piccole e medie imprese, che spesso non hanno al loro interno strutture in grado di svolgere queste analisi, e proporre loro scenari di riferimento futuri ai quali prepararsi. Quindi, non essere solo passivi ricettori di esigenze che ci vengono espresse ma essere noi a portare in azienda stimoli nuovi per farle crescere”.

In chiusura, qual è lo spazio-tempo che ci divide dal completamento dei lavori per la realizzazione della “Cittadella delle Imprese della Formazione e della Innovazione? Approssimativamente…

“L’inaugurazione è ipotizzabile nell’autunno del 2027. È importante assicurare che parallelamente l’attività del sistema Confindustria procederà regolarmente”.


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