
In un panorama politico italiano segnato da frammentazione e crescente sfiducia, nel settembre del 2024 è nato Drin Drin, un movimento politico fondato dall’economista Michele Boldrin e dall’imprenditore Alberto Forchielli. L’iniziativa prende il nome da una rubrica online con cui i due, durante l’estate, avevano discusso di attualità e di problemi strutturali del paese, trovando un terreno.
Il movimento nasce con l’obiettivo di colmare un vuoto nel panorama politico italiano. Secondo i fondatori, non soltanto le forze tradizionalmente centriste ma anche la destra e la sinistra hanno fallito in egual misura, dimostrandosi incapaci di offrire soluzioni credibili ai problemi del Paese.
Di fronte a sfide urgenti – dalla stagnazione economica alla burocrazia soffocante, dall’emigrazione giovanile all’arretratezza del sistema formativo – Drin Drin rivendica la necessità di risposte rapide, pragmatiche e basate su competenza. I punti fondamentali del movimento includono innovazione, produttività, crescita demografica, riforma della scuola e della pubblica amministrazione. L’intento è proporsi come un’alternativa concreta a destra e sinistra, capace di parlare a cittadini spesso disillusi e soprattutto ai giovani che scelgono di lasciare l’Italia in cerca di migliori opportunità.

Il percorso immaginato dai fondatori si è ormai completato: dall’associazione iniziale si è arrivati alla costituzione formale del partito, con gruppi tematici e territoriali già operativi e un nucleo di professionisti e imprenditori a sostegno del progetto. Definite le linee programmatiche, resta ora solo l’elezione del segretario nazionale e del presidente, passaggio decisivo per dare al movimento un’identità politica compiuta.
La vera sfida che attende Drin Drin è dimostrare di poter trasformare in pratica l’ambizione di un centro politico nuovo, credibile e incisivo. In un’Italia alla ricerca di risposte concrete, il movimento di Boldrin e Forchielli punta a suonare la sveglia: se il “drin drin” sarà solo un segnale effimero o l’inizio di un cambiamento reale, sarà la politica dei prossimi anni a stabilirlo.
Nel frattempo, anche a Piacenza si è costituito il gruppo locale del partito, che conta già diversi membri attivi e impegnati a radicare l’iniziativa sul territorio. Abbiamo avuto modo di sentire Andrea Valeri, giovane iscritto al movimento.
Hai mai avuto esperienze politiche precedenti?
“Non ho mai fatto politica e non sono mai stato iscritto a partiti. Finora mi sono sempre limitato a seguire il dibattito pubblico e a interessarmi ai temi civici, ma non avevo mai partecipato attivamente a iniziative politiche organizzate”
Cosa ti ha spinto a iscriverti a Drin Drin
“Mi sono unito al movimento drin drin perché guidato da persone altamente competenti, con esperienze di rilievo in vari ambiti professionali, capaci di presentare proposte concrete e approfondite, sempre coerenti con gli obiettivi del movimento. Ciò che lo distingue è la volontà di mettere al centro i talenti del paese, valorizzandoli e aiutando ciascuno a scoprirli. In un contesto politico dominato dalla paura, drin drin sceglie invece di offrire speranza e sicurezza, ciò che oggi manca di più”.
Cosa state facendo a livello locale e quali sono le vostre intenzioni?
“Siamo ancora in una fase di organizzazione: stiamo costruendo il gruppo locale, definendo le modalità di partecipazione dei membri e pianificando le prime attività per far conoscere il movimento sul territorio e coinvolgere cittadini e giovani interessati.”
È in corso il congresso nazionale, durante il quale, nel mese di ottobre, dovrebbero essere eletti il presidente nazionale e il segretario generale del partito, con diversi candidati già in competizione.
Parallelamente si sta discutendo anche del nome: presto verrà scelto quello definitivo, mentre la formula provvisoria Drin Drin verrà accantonata a favore di un’identità più “seria”, avendo ormai esaurito la sua funzione iniziale. L’obiettivo è sempre più chiaro: arrivare pronti a giocare un ruolo da protagonisti nelle urne dei prossimi anni e scardinare il tradizionale bipolismo tra destra e sinistra




