Il centrodestra attacca Bardasi: «Sanità al collasso, ora si dimetta»

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Prosegue la bufera politica attorno alla sanità piacentina. Al centro delle polemiche, l’intervista rilasciata dalla direttrice generale dell’Ausl di Piacenza, Paola Bardasi, che nei corridoi dell’azienda si è definita, con tono ironico, «commissaria» della stessa. Una dichiarazione che ha fatto infuriare i gruppi consiliari del centrodestra – Civica Barbieri Sindaco – Trespidi con Liberi, Fratelli d’Italia e Lega – che ora chiedono le sue dimissioni e l’intervento immediato della Regione per nominarne un sostituto.

Secondo l’opposizione, Bardasi avrebbe adottato un atteggiamento «superficiale e inconsapevole» in un momento gravissimo per la sanità piacentina, segnata da scandali giudiziari, servizi in difficoltà e un disavanzo record di quasi 62 milioni di euro. Le parole della direttrice sarebbero la conferma di uno scollamento dai reali problemi della sanità territoriale.

«Invece di assumersi la responsabilità del disastro – attaccano i consiglieri – la direttrice scarica tutto sul governo nazionale, secondo un copione tipico della sinistra. Ma la sanità è competenza regionale, e la crisi attuale nasce proprio da scelte fatte in Regione e attuate dall’attuale direzione».

A preoccupare non è solo la situazione economica: il centrodestra definisce «gravissime» le affermazioni di Bardasi su una presunta «opacità diffusa» all’interno dell’Ausl. «Chi è al vertice dell’azienda – affermano – non può limitarsi a denunciare zone d’ombra, ma deve spiegare nel dettaglio cosa intende e assumersi le proprie responsabilità».

I consiglieri ricordano inoltre che Bardasi si dimise da Ferrara con un disavanzo di 35 milioni, mentre a Piacenza il deficit ha superato i 60: «Perché qui non lo fa?».

Da qui la richiesta di un cambio radicale ai vertici. L’opposizione invoca un nuovo management che si occupi concretamente di sanità, ridia dignità al personale sanitario e garantisca trasparenza nella gestione delle risorse. «Basta con le polemiche e le accuse: serve responsabilità, chiarezza e un nuovo inizio per tutelare cittadini e lavoratori».

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