Da Piacenza al Kenya per aiutare a camminare meglio: la missione di Francesco Rossetti

0

«Non dobbiamo dare nulla per scontato. Mai». È con questa consapevolezza che Francesco Rossetti, fisioterapista piacentino di 22 anni, è tornato da un’esperienza di volontariato in Kenya che gli ha cambiato la vita. Per due mesi ha lavorato al St. Orsola Catholic Mission Hospital, nel villaggio di Matiri, affiancando medici e tecnici ortopedici locali.

Partito a maggio, Francesco era ispirato dalla figura del medico missionario italiano Beppe Gaido. «Non sapevo cosa aspettarmi – racconta ad Elisa Pagani di Libertà – ma avevo già fatto volontariato in India e desideravo rimettermi in gioco». A Matiri, nel cuore del Kenya, ha trovato una comunità accogliente, ritmi di vita lenti e un forte spirito collettivo. Qui la domenica è una festa e spesso l’unico giorno in cui si mangia carne.

All’ospedale ha affrontato anche difficoltà linguistiche: oltre all’inglese e al kiswahili, molti parlano il kimeru, dialetto che Francesco ha voluto imparare per comunicare meglio con i pazienti. Un gesto che ha rafforzato i rapporti umani. Tra i progetti, ha creato un “gruppo mal di schiena” per le donne del villaggio, con esercizi di ginnastica dolce, molto apprezzati.

Ma il sistema sanitario kenyota mostra anche gravi criticità: «C’è corruzione – spiega – e chi non paga in anticipo rischia di non essere curato, anche in urgenza». Racconta di un bambino che non ha potuto visitare perché la madre non aveva i soldi, nonostante lui si fosse offerto di farlo gratuitamente.

Nel tempo libero ha scoperto altre realtà di volontariato, come la “Cà dei Cit”, fondata dalla missionaria italiana Rita “Makena” Drago, che accoglie orfani e li sostiene negli studi. «Consiglio a tutti un’esperienza simile – conclude – non servono competenze mediche per fare volontariato: basta offrire ciò che si ha e si sa fare. È un viaggio che cambia dentro».

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.