
Il 2025 è l’Anno internazionale delle cooperative, un’occasione per celebrare la cooperazione come modello di sviluppo economico e sociale e per riconoscerne l’impegno nella costruzione di un futuro sostenibile. “L’iniziativa rappresenta l’opportunità di riaffermare il valore e la centralità delle cooperative nel tessuto economico e sociale”, afferma il direttore di Confcooperative Piacenza, Gianluca Bariola, che evidenzia l’importanza di “ragionare con il territorio sui vantaggi derivanti dalla creazione di contesti favorevoli alla nascita di nuove imprese cooperative”. Il direttore di Confcooperative anticipa le sfide che attendono il settore nel breve futuro: “Accanto al ruolo di supporto per le imprese socie – attraverso la continua offerta di servizi competitivi sul mercato e la risposta puntuale ai bisogni emergenti – cerchiamo di sviluppare, nel dialogo con le cooperative aderenti, politiche di sviluppo su alcuni ambiti che riteniamo centrali per la società, a partire dalle tematiche energetiche, abitative e sociali”. Prioritario per il direttore Bariola è “diventare attori e promotori di sviluppo territoriale, intensificando i rapporti con gli enti pubblici e i soggetti economici che operano sul territorio, al fine di rispondere alle nuove sfide della società”. Fondamentale per Confcooperative è accrescere la fiducia dei piacentini negli investimenti sul territorio e nell’esplorazione di nuovi segmenti di mercato. Secondo il recente Rapporto annuale del sistema economico piacentino – presentato da Banca di Piacenza, Camera di Commercio e Università Cattolica del Sacro Cuore – è calata la propensione agli investimenti: “A fronte di una crescita dei depositi bancari – che sono saliti a 10,8 miliardi – si riscontra un calo dei prestiti, che sono fermi a poco più di 6 miliardi (6,2). Il rapporto prestiti-depositi è pari al 57,6%, un dato – che è di molto inferiore alla media regionale (83,4%) e alla media nazionale (81,5%) – che indica la scarsa propensione dei piacentini ad investire sul territorio. Come Confcooperative – prosegue il direttore Bariola – intendiamo incoraggiare nuovi investimenti verso un sistema di imprese credibile e capace di operare in logica generativa, per il bene della comunità”. Perché ciò sia possibile è necessario diffondere la cultura della cooperazione ed investire sulle nuove generazioni. “Per rendere lo strumento cooperativo maggiormente appetibile – aggiunge Bariola – siamo chiamati a stringere nuove partnership, al fine di attrarre nuovi investimenti e a ragionare in ottica di sistema”. A tale proposito Confcooperative intende promuovere la costituzione di una comunità energetica rinnovabile: “Abbiamo organizzato diversi incontri con i nostri soci per spiegare le opportunità derivanti dalla comproprietà di un impianto energetico, in cambio dell’offerta di un rischio condiviso. E’ nostra intenzione – prosegue il direttore – costituire a breve un soggetto gestore che ci consenta di indirizzare la cooperazione locale verso la produzione di energia rinnovabile”. Altro obiettivo è intervenire sull’emergenza casa: “Stiamo ragionando con le nostre imprese socie sul ruolo della cooperazione nell’intermediazione tra domanda e offerta, e sulla possibilità di proporci come soggetti di garanzia per i proprietari di casa”. Confcooperative accompagna i giovani nella realizzazione di idee imprenditoriali che affiancano alla dimensione economica la promessa di uno sviluppo comune. “I vantaggi sono molteplici: non servono grandi risorse e sono sufficienti 3 soci per dare vita ad una startup. Bisogna però avere le idee chiare ed essere aperti alla possibilità di allargare la propria idea imprenditoriale ai futuri soci”, evidenzia il direttore Bariola che ricorda i principi su cui si fonda la cooperazione: “I valori della partecipazione democratica, della mutualità, della responsabilità sociale e della sostenibilità consentono di rispondere meglio alle sfide globali e di investire nella crescita della comunità”. Confcooperative è impegnata a potenziare i servizi alla imprese socie – nei settori: sociale, agroalimentare, lavoro e cultura -, “attraverso la realizzazione di nuove strutture, la formazione di nuove figure professionali e lo sviluppo di nuove politiche di rete”, aggiunge Bariola che evidenzia, inoltre, il dialogo aperto con le realtà locali impegnate nel rilancio delle aree interne “attraverso la promozione di itinerari culturali e gli investimenti nella ricettività”. Da ultimo l’impegno nello sport: “Intendiamo rilanciare la funzione educativa dello sport attraverso lo sviluppo di nuove imprese cooperative al fine di investire – conclude il direttore – in nuove figure professionali e nella ristrutturazione dei luoghi esistenti”.




