
Che sarebbe stato un 25 Aprile speciale lo si avvertiva da tempo: l’80°
anniversario della Liberazione era entrato, già dallo scorso anno, tra gli eventi
programmi sul territorio. Solo successivamente, su proposta di Romano
Repetti dell’Anpi, condivisa anche da Isrec, Partigiani Cristiani, dal Comune di
Piacenza e dalla Prefettura è stata condivisa l’idea di programmare un’unica
celebrazione provinciale, in Piazza Cavalli, dove sarebbero confluiti tre cortei
provenienti da Val Trebbia, Val Nure e Val d’Arda.
Nonostante la “sobrietà” auspicata dal ministro Piantedosi ed il lutto
nazionale di cinque giorni indetto per la scomparsa di Papa
Francesco, il successo delle celebrazioni non ne hanno sofferto: è
stato davvero un 25 Aprile speciale. Per aver messo al centro il
sempre più ricorrente tema della memoria contro il rischio di latenti
revisionismi soprattutto in questi momenti difficili, di guerre, tensioni
internazionali e nazionalismi.
Ha partecipato al tavolo del comitato promotore dell’80° anniversario della
Liberazione anche Il “Museo della Resistenza piacentina” proponendo la
ripetizione di “I passi della libertà”, trekking urbano animato poi, domenica 27
aprile, dall’attrice Letizia Bravi e Riccardo Bursi sul percorso cittadino: Barriera
Genova, il Dolmen, piazzale Veleia, la Lupa in piazzale Roma, Piazza Casali, Piazza
Cavalli ed infine la Prefettura.
L’unica celebrazione provinciale degli 80° della Liberazione e la frana in Val d’Arda
poco prima di Sperongia di Morfasso, dove ha sede il Museo della Resistenza
piacentina, non hanno ridotto l’affluenza dei visitatori nel weekend 25-27 aprile:
centinaia di visitatori ogni giorno hanno potuto beneficiare della ormai solita
accoglienza professionale e molto partecipata. Visite libere e visite guidate ai
pannelli che raccontano come e dove è nata la Resistenza nel Piacentino; poi la
collezione di cimeli: documenti, armi, frammenti di bombe, berretti e altro
abbigliamento originale. Una serie di pannelli audiovisivi consente al
visitatore, tramite touch screen, di scorrere la mappa della provincia
soffermandosi su date specifiche e approfondendo quanto vi
accadde visualizzando fotografie, testimonianze e documenti
dell’epoca. È inoltre possibile consultare la banca dati ufficiale dei
partigiani piacentini.
È stata una giornata pienissima per i volontari del Museo, durante la quale è stato
trovato anche il tempo di organizzare attività ludiche per i bambini ed un servizio
ristoro con prodotti del territorio. La celebrazione molto informale si conclusa con
l’applauditissimo intrattenimento musicale del gruppo Enerbia diretto da
Maddalena Scagnelli. Per i visitatori, tanto da vedere in un clima di partecipata
rievocazione storica raccontata dai materiali esposti e dall’impegno dei volontari
del Museo.
La possibilità di consultare la banca dati ufficiale dei partigiani piacentini mi farà
tornare certamente a Sperongia. Nel frattempo, mi rimanda allo sforzo per
intervistare partigiani e partigiane prima che muoiano che da qualche anno l’ANPI
nazionale sta producendo per il Memoriale della Resistenza italiana, progetto
avviato da Laura Gnocchi e Gad Lerner in collaborazione con la stessa
l’Associazione nazionale partigiani d’Italia (ANPI).




