“Vite svelate”: ecco il filo conduttore del Festival del Pensare Contemporaneo 2025

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È “Vite svelate” il filo conduttore per la prossima edizione del Festival del Pensare Contemporaneo, iniziativa di Rete Cultura Piacenza, è promosso da Amministrazione comunale, Fondazione di Piacenza e Vigevano e Fondazione Teatri, in collaborazione con Regione Emilia Romagna, Camera di Commercio dell’Emilia, Provincia e Diocesi di Piacenza/Bobbio, presentato giovedì 5 dicembre al Ridotto del Teatro Municipale dal curatore Alessandro Fusacchia e dal direttore filosofico Andrea Colamedici, alla presenza della sindaca Katia Tarasconi, del presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi e della direttrice della Fondazione Teatri Cristina Ferrari. Contenti del successo delle prime due edizioni, per il 2025 si è voluto rimodellare il numero e i format che, dall’11 al 14 settembre, comporranno le diverse conferenze: dalle immancabili lezioni magistrali per “lo svelamento come condizione”, si giunge a “intrecci di saperi” a tre voci che dialogano su uno stesso tema, “confessioni del presente” in cui la notte è protagonista e aiuta a scoprirsi e mettersi in gioco, e infine si costituirà un nuovo “archivio delle vite” che raccoglierà, in sessioni di ascolto, storie personali, testimonianze, frammenti biografici attraverso domande profonde che possono creare consapevolezza di sé e dell’altro.

È quindi la vulnerabilità la condizione esistenziale motrice del prossimo Festival, che “coglie, come sempre, una questione centrale del nostro tempo”, come afferma Katia Tarasconi. “Il valore aggiunto di questo grande evento culturale è l’unire una dimensione intellettuale di altissimo profilo, immediatezza divulgativa e capacità di intuire una sensibilità collettiva. Il Festival vuole investire nella cultura non solo per attrarre sempre più persone nel territorio, ma anche per essere fattore di coesione sociale per la nostra comunità”.

E continua Alessandro Fusacchia, “Il raddoppiamento del pubblico ha portato a un numero maggiore di proposte per giorno, ma proprio questa immensità ha creato una certa FOMO, ed è qui che parte l’idea di ridurre ma potenziare ogni singolo appuntamento attraverso esperimenti di immersività, che non comporta il solo ascolto passivo di un relatore, ma una condivisione di sapere e di conoscenze”.

Roberto Reggi aggiunge: “Sarà un festival più intimo per le fragilità che sappiamo attraversare il mondo giovanile e che devono essere trasformate in potenzialità in quanto protagonisti tra gli altri in tutte le proposte che ci saranno: questi giorni ci aiutino tutti, tra enti e istituzioni oltre al singolo, anche a trasformare la fragilità in motivazione per costruire ponti per costruire un percorso di sviluppo inclusivo e sostenibile”.

“Il Festival e la dimensione del Teatro sono intrecciati con gioia e intendono così proseguire un solido percorso insieme”, aggiunge Cristina Ferrari. “Il tema della prossima edizione appartiene profondamente al palcoscenico, luogo che promuove questo svelamento artistico della condizione umana e dei suoi sentimenti universali”.

Conclude l’incontro Andrea Colamedici: “Studi scientifici dimostrano che le persone coraggiose sono le più vulnerabili, e vogliamo creare uno spazio protetto in cui si può scoprire coraggiosamente a vicenda, esplorando questa condizione come un varco verso nuove forme di consapevolezza, riconoscendo la ferita che sia slancio verso una nuova conoscenza. Il racconto di sé non sia solo terapeutico ma anche politico, che riguarda la comunità”.

Oltre all’annuncio del titolo, ci sono state altre due conferme importanti: l’appuntamento con gli Italian Podcast Awards, che Piacenza ospiterà il 10-11 maggio 2025, nonché l’assegnazione del Premio Internazionale Pensare Contemporaneo, durante il Festival stesso, 2024 conferito a Byung-chul Han.

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