Passoni, l’addio è uno scossone per la Provincia:
frizioni con Trespidi? Opposizione all’attacco

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passoni trespidiPer quanto ventilate qualche settimana fa, le dimissioni di Paolo Passoni da assessore al Bilancio della giunta provinciale, hanno provocato uno scossone nelle dinamiche interne all’amministrazione Massimo Trespidi. Per la terza volta da quando si è insediato in via Garibaldi, e cioè dal giugno 2009, Trespidi di trova a dover fare i conti con la partenza di un suo assessore e con l’inevitabile dilemma: sostituirlo o no? Le dimissioni di Davide Allegri furono la logica conseguenza di un’inchiesta giudiziaria; qualche tempo fa quelle di Filippo Pozzi, titolare dell’agricoltura cui è succeduto Manuel Ghilardelli, che ha preferito lidi europei piuttosto che il grigiore piacentino; ed ora quelle di Passoni, a capo dell’assessorato più importante. Sulle motivazioni del’abbandono torneremo tra poco. Ma intanto va annotato che, se una volta, reggere o far parte dell’amministrazione provinciale era motivo di vanto, con i chiari di luna che corrono e le Province destinate a chiudere i battenti, gli incarichi hanno sempre meno appeal.
“Tra 8 milioni e 300mila euro di tagli ai trasferimenti e i vincoli imposti dal patto di stabilità è impossibile fare l’assessore al bilancio – ha detto Passoni poco dopo aver comunicato la sua decisione al presidente Massimo Trespidi – Il mio ruolo, che è politico, viene svuotato della sua funzione. Se l’esercizio economico deve essere solo tecnico, può essere stilato dagli uffici competenti. Una protesta la mia? E’ il rifiuto di accettare questa situazione”. Passoni è inequivocabilmente un amministratore competente, cui sono andate comunque le lodi in maniera trasversale. Ma proprio perché è un politico raffinato viene da chiedersi se le motivazioni addotte, pur oggettivamente legittime e inconfutabili, possano essere sufficienti a indurre un assessore al Bilancio a fare un passo indietro. Le informazioni che circolano sottotraccia puntano invece altrove.
Ebbene, che Passoni abbia dovuto trovare una “pezza giustificativa” per abbandonare l’incarico assunto nel 2009, questo sta nelle vicende della politica. In realtà, i sospetti affondano nel rapporto fattosi via via sempre più difficile con il presidente della Provincia Massimo Trespidi. In particolare Passoni già da qualche tempo avrebbe dovuto fare i conti con un presunte ingerenze del presidente nelle materie di bilancio a lui delegate. All’inizio una semplice insofferenza. Fino a quando, negli ultimi tempi, Trespidi sarebbe diventato una sorta di assessore-ombra con rapporti – dicono – diretti ed esclusivi con il ragioniere capo dell’ente di via Garibaldi (Vignati). Impossibile reggere una situazione di questo tipo, deve aver pensato Passoni. Che è arrivato dunque alle dimissioni.
E che all’origine della scelta possano davvero esserci i rapporti incrinati con Trespidi, lo starebbero a confermare ulteriori indiscrezioni che parlano di altri assessori, non ancora sul punto di dimettersi, ma certo non particolarmente entusiasti del clima nell’amministrazione.
Mentre Trespidi sta dunque decidendo il da farsi (con ogni probabilità non lo sostituirà, ma magari ricorrerà un nuovo rimpasto di deleghe), l’opposizione affila le armi. “Premesso che ho stima dell’assessore Paolo Passoni e che lo ritengo una persona come si deve, mi pare evidente che le sue improvvise dimissioni, aprano molti interrogativi ed evidenzino profonde criticità in questa Amministrazione Provinciale” ha detto il capogruppo del Pd Marco Bergonzi. “Se come si affermato, “non c’è più la possibilità di esercitare un ruolo politico, ma solamente contabile”, non dovrebbe lasciare solo l’Assessore al bilancio, ma anche, solo per fare un esempio, quello alle infrastrutture e viabilità, giacchè con un Piano di investimenti vuoto, cosa ci sta a fare? Anzi, a ben guardare, le motivazioni addotte comporterebbero, come logica conseguenza, le dimissioni di un’ intera giunta e non del solo assessore al bilancio. In ogni caso, mi sembra abbastanza ovvio che l’assessore dimissionario, non debba essere sostituito, ma che le sue deleghe tornino in capo al Presidente, che deciderà di tenerle per se’ o riassegnarle all’interno dell’attuale Giunta. Ma con che prospettive e fino a quando?”. Per Luigi Gazzola (Idv), le dimissioni di Passoni sono l’ennesimo segnale che la “Provincia si sta sgretolando”. “Quando il passato Parlamento, per ragioni elettoralistiche, decise di non convertire il (pessimo) decreto governativo di riordino e accorpamento anche a Piacenza si salutò la conquistata salvezza con canti di vittoria: la resa di Passoni conferma che si trattò di una vittoria di Pirro. Ciò che non si ottenne per decreto si ottiene ora tagliando l’ossigeno delle risorse. Al di là della vicenda specifica, di chi presenterà il prossimo bilancio preventivo o di come sarà assegnata la delega vacante (sempre che i superstiti componenti della giunta non intendano opportunamente prendere atto della situazione e accodarsi al collega), il problema vero sta nella perdurante mancanza di un disegno complessivo e organico di riforma degli Enti Locali per raccordare, attraverso la riorganizzazione delle attività, i minori flussi di spesa con il miglioramento dei servizi e l’eliminazione degli sprechi e dei costi della politica”.

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