Daniel Negri: “Confcooperative ha le risposte alle nuove domande del nostro Paese”

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“Le Consultazione europee, di recente concluse – annota Daniel Negri, presidente di Confcooperative Piacenza –  sono state occasione per il mondo cooperativo per fare fronte comune ed avanzare, ai futuri europarlamentari, una proposta unitaria. Abbiamo infatti elaborato un vero e proprio Manifesto dell’Alleanza delle Cooperative Italiane per la prossima legislatura europea.” In Emilia-Romagna, secondo dati recenti di Unioncamere, l’insieme delle imprese e organizzazioni che formano l’arcipelago dell’economia sociale (cooperative, associazioni, Enti del Terzo settore, società benefit) rappresenta l’8,5% delle imprese, incide per quasi il 15% sul totale degli addetti e per il 7% sul valore aggiunto. La cooperazione rappresenta il 70% del valore aggiunto dell’economia sociale regionale. Nel 2022 le cooperative dell’Emilia-Romagna hanno realizzato un fatturato di circa 37 miliardi di euro, equivalente al 29 per cento del valore di tutte le cooperative italiane. Le 4.442 cooperative presenti in Emilia-Romagna (al 30 giugno 2023) contano oltre 237 mila occupati, il 13,3% del totale degli occupati in regione. “È chiaro a tutti come – prosegue Negri – da un lato, le politiche europee abbiano ricadute dirette sulle imprese cooperative e sulle comunità e come, dall’altro, le cooperative siano un patrimonio sociale, economico e civile. Elementi che rafforzano il capitale sociale dell’Emilia-Romagna e che contribuiscono a farne un riferimento europeo sui temi dello sviluppo sostenibile” Ciò è esattamente quanto hanno dichiarato Daniele Montroni, Francesco Milza e Massimo Mota, copresidenti dell’Alleanza delle Cooperative dell’Emilia-Romagna e che hanno ribadito come siano determinanti temi quali: la tutela delle banche di credito cooperativo; un ruolo forte delle Regione della Politica Agricola Comune, un maggiore impegno per la promozione dell’economia sociale e il sostegno alle imprese per la transizione energetica e la decarbonizzazione; una nuova normativa per la promozione di Cooperative di Comunità nell’ambito delle politiche di coesione dell’Unione Europea.

l’Ue riveda la propria politica green

Sui temi europei, ed in particolari su quelli legati alla politica green è intervenuto, in una recente intervista pubblicata sabato 1 giugno su ItaliaOggi, anche il presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza. “Spero che il prossimo Parlamento Europeo – ha affermato Milza – ponga come prioritario l’aiuto alle imprese nelle transizioni, a partire da quella digitale fino a quella ecologica. Anziché imporre, com’è stato fatto, scadenze e obblighi impossibili da rispettare, a meno che non si vogliano smantellare intere filiere italiane, per esempio quella del packaging, del riciclo o alcuni comparti dell’agroalimentare. Le transizioni devono essere sostenibili, altrimenti non si completano. L’auspicio è che il nuovo corso dell’Europa, coi nuovi eletti, parta da questa consapevolezza. Il 2024 sarà un anno di sostanziale tenuta ma col rischio di una forbice sempre più allargata tra le realtà più strutturate che possono meglio reggere all’incertezza e all’instabilità globale di questa fase storica, e quelle più piccole, che risentono di più dei fattori esogeni. Inoltre nell’ambito agroalimentare il cambiamento climatico sta mettendo in seria difficoltà la produzione, in particolare ortofrutta e vino, mentre la pesca e l’acquacoltura sono alle prese con l’emergenza del granchio blu. Le preoccupazioni quindi non mancano. Tra l’altro quest’anno entrerà in vigore il nuovo contratto di lavoro che riconosce importanti aumenti salariali ai dipendenti. Poi c’è il fronte internazionale che interessa soprattutto molte aziende che esportano. Le tensioni geopolitiche provocano infatti conseguenze commerciali, in queste condizioni diventa molto difficile investire e pianificare le proprie attività”

Gli interventi presso il Festival dell’Economia di Trento, una kermesse in cui il mondo cooperativo è stato protagonista

“Quo Vadis? I Dilemmi Del Nostro Tempo” è stato il tema conduttore della 19ª edizione del Festival dell’Economia di Trento organizzata dal Gruppo 24 ORE e da Trentino Marketing e tenutosi dal 23 al 26 maggio scorsi. “Confcooperative, sponsor dell’iniziativa – spiega Daniel Negri – in questa sede ha portato all’attenzione degli oltre 700 relatori moderatori e dei media presenti molti ed interessanti temi, focalizzando sui concetti dell’Economia sociale. Ad esempio, sulle questioni del credito, dell’export e dell’inflazione, cruciali per il mondo delle imprese e non solo quelle cooperative, è emerso che le aggregazioni sono oggi cruciali per vincere le sfide sempre più complesse del mercato. Nell’incontro denominato ‘Innovare cooperando. L’agroalimentare cooperativo alla prova dei mercati’ organizzato da Confcooperative sono intervenuti Stefano Berni, direttore generale del Grana Padano; Ernesto Seppi presidente di Melinda e Maurizio Gardini, presidente Conserve Italia. Come ha affermato il nostro presidente nazionale Maurizio Gardini, le imprese sono in affanno e costrette alla difesa. Sono provate dai rincari dell’energia e delle materie prime, dal mismatch e dalla contrazione dei consumi interni. Nei servizi solo 1 impresa su 2 riesce ad accedere al credito L’inflazione sta calando e come raccomanda il governatore della Banca d’Italia Panetta la Bce deve iniziare a tagliare il costo del denaro. In questo contesto è più facile per la gdo fare aggregazioni e semplificazioni rispetto alla parte produttiva. In merito all’importanza delle politiche di aggregazione l’utilità della cooperazione si spiega nei numeri: nelle stalle che producono latte la media del dividendo è stata del 15% più alta nelle 2500 stalle associate in cooperativa che conferiscono il prodotto al Grana Padano rispetto alle 1500 che sono fuori dal sistema cooperativo, a testimoniare un modello di impresa che funziona.”

Le sfide che interessano i comuni delle aree interne

Sempre al festival dell’Economia di Trento Maurizio Gardini è intervenuto anche sul tema delle aree interne. Dove “Perdere la battaglia sule aree interne significa perdere la coesione del Paese e dove le Cooperative di comunità rappresentano una concreta risposta allo spopolamento. Sulle aree interne, sugli oltre 5.000 comuni a rischio spopolamento dobbiamo infrastrutturare risposte prima che sia troppo tardi. Perdere la battaglia significa perdere la coesione del Paese. Se i fondi di coesione e i fondi strutturali arrivassero nei tempi giusti si potrebbero costruire buoni progetti per le aree interne. C’è lavoro per tutti, imprese, politiche, persone, comunità enti locali. Non penso solo alle strade: l’infrastrutturazione digitale diventa quasi più urgente del mantenimento di un fondo stradale. Dove non arriva la fibra si resta esclusi da tutto. Poi c’è l’infrastrutturazione sociale: perdiamo pezzi significativi di scuole, di assistenza, di welfare. Nei comuni con 800-90 abitanti nasce 1 bambino all’anno se va bene, ma gli ultrà 65enni sono più della metà della popolazione. Cambiano bisogni e richieste che diventano emergenziali”.

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