
Il direttore Gianluca Barbieri: “Nel segno della democraticità, come si è fatto fino ad ora, offriteci la possibilità di aggiornare le nostre proposte inserendo, per esempio, il recupero del progetto Baia di San Sisto
Il percorso verso la stesura del Piano urbanistico generale (PUG) è entrato in una nuova fase: dopo le tavole rotonde e incontri mirati con le varie categorie economiche, l’Amministrazione comunale ha avviato un ciclo di sopralluoghi negli spazi presi in considerazione per essere rianimati attraverso l’elaborazione e realizzazione di grandi progetti di rigenerazione urbana. La prima attenzione si è rivolta nel comparto nord della città, tra la ex-chiesa del Carmine, Palazzo Farnese, le ex Scuderie di Maria Luigia, il padiglione Palmanova, l’ex Laboratorio Pontieri. Luoghi oggetto di idee progettuali di istituzioni e associazioni del territorio. Tra le associazioni di categoria, Confcommercio Piacenza si è distinta per l’elaborazione di un approccio sistemico che non si limiti al “centro antico” ed apra alla “città di nuova formazione”. Ne abbiamo parlato con il Gianluca Barbieri direttore dell’Unione Commercianti dal giugno 2021 dopo essere stato già vicedirettore e praticante dirigente dal 2000.
Direttore, la riqualificazione urbana che avete immaginato si articola su quattro nodi urbanistici situati ai punti cardinali dell’anello delle mura. Quello che ha attirato maggiormente la mia attenzione è il “Comparto Nord: dalla caserma Genio Pontieri in dismissione alle aree, sempre in dismissione, afferenti alla stazione ferroviaria (scalo ferroviario in primis) con le possibili proiezioni verso la sponda con gli scali fluviali e il Parco naturale del Po”. Che dire? Dico che mi ritorna in mente il progetto Baia di San Sisto…
“Certo, è un progetto a cui ha lavorato tantissimo il nostro direttore Giovanni Struzzola, fino al 2018 quando poi è andato in pensione. Ricordo che nel 2013 riuscì ad ottenere un finanziamento dal Laboratorio Urbanistica di Confcommercio nazionale per dare vita alla associazione temporanea di scopo (ATS) finalizzata alla realizzazione del progetto, già inserito in Vision 2000, che proponeva un ripensamento della zona Nord di Piacenza. Aderirono alla costituzione Confesercenti Piacenza, Confindustria, CNA, Legacoop, Unione Commercianti e Unione Provinciale Confcooperative. Il progetto ebbe l’adesione dell’architetto Marcello Spigaroli.
Nel 2018 Struzzola lasciò l’ATS Baia di San Sisto cosicché gli studi portati avanti fino ad allora non ebbero seguito. Considerato che il Comune sta facendo delle ricognizioni nel comparto Nord della città, con l’architetto Spigaroli abbiamo valutato l’opportunità di rivisitare quello che fu il nostro progetto. L’idea, ancora a livello embrionale, sarebbe quella di ridare vita all’ATS Baia di San Sisto per sfruttare il patrimonio di studi che potrebbe essere messo utilmente a disposizione. Ho avviato contatti con i componenti dell’ATS di allora per valutare se riprendere l’esperienza: vedremo”.
Se son rose fioriranno, auguriamocelo…
“Resto nella concretezza per sottolineare come i lavori, coordinati dall’assessore all’Urbanistica Adriana Fantini, per arrivare alla stesura del PUG, attraverso consultazioni partecipate da associazioni di categoria, architetti, Legambiente e altri per raccogliere una serie di proposte, siano ormai conclusi. Dopo una serie di incontri di verifica delle indicazioni e materiali raccolti, le commissioni comunali inizieranno l’elaborazione del Piano: la nostra proposta è di potervi partecipare. Vorremmo che si continuasse a lavorare nel segno della democraticità come si è fatto fino ad ora, offrendoci la possibilità di aggiornare le nostre proposte inserendo, per esempio, il recupero del progetto Baia di San Sisto. Oppure considerare nuove esigenze manifestatesi nel frattempo ed emerse anche in confronti con l’architetto Adriana Fantini e l’assessore al Commercio Simone Fornasari”.
Ho trovato interessante il convegno, tenutosi a Palazzo Farnese, “Commercio in centro storico: opportunità e strategie” dove il professore del Politecnico di Milano Luca Tamini ha offerto una disamina ponderata sulle trasformazioni sociali, economiche e urbanistiche molto utili. Che indicazioni ne avete tratto?
“Indicazioni molto utili soprattutto per la precisione: la dimensione corretta dei fenomeni è indispensabile per pensare i progetti. Ho apprezzato poi la convergenza sulle tematiche proposte dagli intervenuti, da Confesercenti, CNA, Confedilizia, FIAIP e FIMAA. Tutti elementi che uniti ai dati che emergono dall’Osservatorio Economico Confcommercio Piacenza, sviluppato da Format Research offrono un quadro da cui si può ripartire per un progetto più aderente alla realtà: il settore terziario si conferma come il motore trainante dell’economia piacentina, contribuendo al 72% del valore aggiunto delle imprese sul territorio e rappresentando il 63% delle aziende attive.
Dai rapporti di Confcommercio con il territorio a quelli con il vostro mondo: i commercianti di Via Dante, Via Manfredi e Via Pietro Cella, delle zone importanti fuori dalle mura per capirci, lamentano di essere trascurati. Ripetono che la vostra attenzione, per la gran parte, è riservata agli operatori del centro storico…
“Siamo a conoscenza di questo punto di vista e ci dispiace perché il nostro impegno è rivolto allo sviluppo del commercio su tutto il territorio provinciale. Il commercio è in crisi ovunque: nel centro storico, nella prima periferia, nelle frazioni e nei paesi. Le cause sono però differenti: il commercio di vicinato della prima periferia e quello dei paesi ha subito un grave danno dalla sproporzionata presenza dei centri commerciali il cui dilagare è stato favorito dalle leggi regionali che lo hanno permesso; mentre il centro storico soffre la difficoltà di accedervi, lo spopolamento verso le periferie e il trasferimento di importanti centri direzionali: si può dire che abbia perso la funzione di comunità che aveva fino agli anni ’80. Ciò che viene considerata maggiore attenzione è l’organizzazione degli eventi in centro storico. Ma se vogliamo attirare turisti, gli stessi eventi non si possono organizzare in via Dante o Via Manfredi: si organizzano in centro storico per attirare turisti da fuori. Di queste diverse cause ne stiamo tenendo in grande conto nel rappresentare le criticità del nostro settore ai tavoli del PUG perché in tema di sviluppo urbanistico se ne tenga conto”.
Durante gli incontri che avete avuto con l’architetto Fantini e le altre associazioni di categoria avete riscontrato un idem pensare? Dalle note che avevate preparato in vista della tavola rotonda del 17 gennaio alla Chiesa del Carmine emerge un approccio sistemico che raramente mi è capitato di cogliere in altre occasioni. Spesso, alle tavole rotonde tenutesi negli scorsi anni su argomenti diversi c’era un convitato di pietra … L’interesse di cortile.
“Le cose stanno cambiando, è una piacevole novità per Piacenza, città notoriamente chiusa e diffidente per troppo tempo e per questo statica: abbiamo perso vent’anni buoni, mentre altre città, vedi Brescia hanno trovato un nuovo equilibrio dettato dall’evoluzione del pensiero comune, del costume e dall’apertura a nuove esperienze. Ora anche tra noi ci sono segnali positivi: si sta manifestando la tendenza a “fare rete”, Luca Groppi, direttore di Confindustria, ne è un instancabile predicatore.
Il percorso di studio per la realizzazione del PUG aiuta a sviluppare questo cambiamento, è un’occasione storica: mettiamoci a confronto, ognuno con le proprie esigenze, proposte ed anche visioni perché, se facciamo rete, saremo più forti. Altrimenti Piacenza rischia di diventare una città satellite”.




