Riflessione di Maurizio Bottigelli su Piacenza città violenta. Dai Sex Pistol: “Who killed Bambi?”

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MAURIZIO BOTTIGELLI

OSPITIAMO UNA RIFLESSIONE DI MAURIZIO BOTTIGELLI SULLA VIOLENZA NELLE CITTA’ E PIU’ SPECIFICATAMENTE A PIACENZA

L’irrompere del perturbante determina il crollo delle antiche case: Le barriere sono state divelte, davanti solo desertiche lande battute dal gelido vento del nichilismo. Lo spazio è quello che non consente vie risolutive, è un campo di tensioni, il luogo di una battaglia, non generazionale, ma una battaglia in cui non ci sono vincitori ma solo interminabile conflitto. Angeli “malati” nel tempo frantumato della città groviglio.

Gli enfants terribili dispongono i propri cerimoniali sull’abisso spalancato. Nel continuo delirio dei travestimenti e delle maschere la città scopre la propria insignificanza. Il piacere e il terrore sono gli estremi di questa nostra Piacenza.

  Agli scapigliati nichilismi, ai disperati crucifige, agli assurdi manifesti fanno eco le miopi ripetizioni, le standardizzazioni parassitarie, le robotizzazioni massificanti. 45 dapso o frasi algida

Generazione Z imprigionata tra solitudine e crisi di panico…?

 
 La città, ancora una volta, si trova ad un bivio: I rivolgimenti contemporanei investono l’intero palinsesto socioculturale e si traducono in autentica crisi della cultura. Al culto del nulla sancito dal nichilismo subentra sovente il niente di cultura. Al culto del non essere si coniuga l’annichilimento del sapere. All’uomo interiore, che si nutre di valori culturali e spirituali, si contrappone un’umanità assetata di effimero, di emozioni anche violente, ma senza spessore e profondità. Prometeo, il gigante che voleva farsi dio, si è trasformato in Poliremo, l’energumeno cieco. L’uomo, che brama divinizzarsi, si è accecato con le proprie mani ed ora, privo di riferimenti, vaga sovente   incapace di visualizzare i punti cardinali dell’esistenza.

La società, la Piacenza contemporanea quella amministrata dal solido capitalismo quella in cui vivo io e molta altra gente, ci vende un regno a venire luccicante, ma in realtà la pubblicità è ingannevole: le spigolose risse tra minori sono il risultato di tutti i tradimenti della società dello spettacolo. La sua palpabile finzione introduce l’umanità nel più grande ordine “criminale del mondo”.  Nel mondo così com’e, come scriveva Eduardo Galeano i paesi che custodiscono la pace universale sono quelli che fabbricano più armi   […] le industrie di maggior successo sono quelle che avvelenano il pianeta; e la salvezza dell`ambiente è l’affare più brillante delle imprese che lo distruggono. […]  Le scuole insegnano a subire la realtà invece di cambiarla, a dimenticare il passato invece di ascoltarlo e ad accettare il futuro invece di immaginarlo: […] Nella scuola, sono obbligatorie le lezioni di impotenza, amnesia e rassegnazione. Giorno dopo giorno, si nega ai ragazzi il diritto di essere tali. […]  La scuola “educa” i ragazzi come se fossero denaro, affinché si abituino ad agire come agisce il denaro. Nella landa desolata del capitale si ergono le isole del privilegio. Sono baraccopoli di lusso come li chiamava Bianciardi nella Vita Agra, dove i potenti si ritrovano con i potenti non dimenticano mai, nemmeno per un attimo, di essere potenti.   Bisogna interrogarsi sulla catastrofe, sul tracollo di un ordine, la sua fine, interrogarsi sull’avvelenamento delle nuove generazioni. Quali sono le cause del collasso culturale? Chi ha ucciso Bambi? Per Pasolini  “Nessun potere ha avuto infatti tanta possibilità e capacità di creare modelli umani e di imporli come questo che non ha volto e nome”. Pasolini anticipa di decenni quanto oggi ci appare familiare.  Pasolini ha individuato il declino della civiltà. 

    Oggi l’etica e la solidarietà che avevano legato un mondo, aperto alla ragione   confortato dalla luce della cultura, sono valori in crollo verticale.  L’irrazionalità” finanziaria” alle sue estreme conseguenze spinge il genere umano verso quell’oscurità che è sempre pronta a prendere il sopravvento, come avevano denunciato Horkheimer e Adorno nella loro Dialettica dell’IlluminismoDunque una ragione fragile e una irrazionalità dominante.

Il declino della città  si porta inevitabilmente dietro il declino della cultura e, di conseguenza, dell’età della ragione.  Il modello di città attuale ha  frantumato le solide basi sulle quali la ragione si poteva reggere.    

 Nella contemporanea metafisica sociale, la città   viene così cristallizzata e riprodotta   dalle tecnologie della comunicazione.

 I social sono uno spazio unico ed identico, senza orologi, senza passato e senza futuro, dove l’unico riferimento al tempo reale è scandito   attraverso gli onnipresenti schermi. Spazio e tempo in questo ambiente sono quindi ridotti ad una funzione primitiva, ad   un presente-continuo.” Il Chaos viene prima di tutti i principi di ordine ed entropia; non è un dio né una larva, il suo desiderio idiota contiene e tratteggia ogni possibile coreografia, ogni insignificante etere e flogisto: le sue maschere, come nubi, sono cristallizzazioni della sua stessa impersonalità”. (Hakim Bey)

Paolo Maurizio Bottigelli

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