
Il prossimo 4 maggio a Roma si deciderà il futuro della privatizzazione della CRI Italiana: ‘Chiederemo – al nuovo Governo – di rivedere i termini del provvedimento che prevede la trasformazione della CRI in un ente privato a diritto pubblico’, afferma Renato Zurla, presidente provinciale della CRI di Piacenza che aggiunge: ‘Il quadro normativo non è chiaro. Servono garanzie per i dipendenti e per il patrimonio immobiliare delle Associazioni virtuose e una proroga del termine previsto per il riordino: il traguardo del 31 dicembre 2013 è impensabile’.
La privatizzazione dell’ente voluta dal Governo Monti (tra i provvedimenti di ‘Spending review’) si inserisce in un periodo di grave ristrettezza economica che rende ancora più critica la riorganizzazione interna dell’ente: ‘Sono tornato in un momento di forte cambiamento e tra i più difficili tra quelli affrontati dalla Croce Rossa italiana in questi anni’, afferma Zurla (già presidente Cri regionale dal 2004 al 2007 e provinciale fino al 2005), ai vertici della Cri da fine 2012: ‘Sempre più famiglie – molte anche piacentine – si rivolgono alla CRI e chiedono aiuti alimentari, (dalle borse viveri a latte e prodotti per i bambini), assistenza (per pagare ticket ospedalieri e visite), ospitalità e cure’. Tali criticità impongono scelte coraggiose e Renato Zurla – ottimista e combattivo – non si lascia demoralizzare: ‘Per far fronte ad una tale situazione di emergenza abbiamo bisogno di strutture adeguate e rispondenti alle esigenze delle famiglie, motivo per cui – aggiunge – tra le mie priorità c’è anche la ristrutturazione della sede della Croce Rossa di viale Malta, il cui progetto è stato realizzato – già nel 2004 – gratuitamente dal presidente dell’Ordine degli Architetti piacentini Benito Dodi, che ringrazio ancora per il gesto concreto di aiuto a CRI di Piacenza. Per finanziarlo, la CRI piacentina – che può beneficiare di una gestione patrimoniale oculata ed in attivo – intende organizzare manifestazioni di beneficenza di grande richiamo per i piacentini, auspicando la collaborazione di enti e istituti privati per poter salvaguardare l’operato di un’associazione che ha dato tanto a Piacenza: ‘A luglio organizzeremo in città una serata magica con l’Italian Gospel Choir di Francesco Zerbano che auspichiamo di ospitare nella splendida piazza S.Antonino. In autunno proporremo un concerto di musica classica in Prefettura e l’esibizione del cantautore Daniele Ronda al Teatro Municipale’.
‘Premiare le CRI virtuose’
La gestione del patrimonio associativo è tra le prime richieste che Renato Zurla intende sottoporre al Parlamento: ‘Vogliamo sapere con chiarezza come verrà trattato il patrimonio associativo. Esiste la volontà di premiare le Cri virtuose come la nostra oppure verrà utilizzato per sanare situazioni che non dipendono da noi?’, chiede Zurla che poi aggiunge: ‘La partita dei dipendenti (a tempo indeterminato e determinato) come sarà gestita? Non possiamo prescindere dal loro contributo e chiediamo una normativa specifica e uniforme’. Per quanto riguarda i mezzi della Cri il presidente Zurla chiede di conoscere quali siano le decisioni prese ‘per mantenerli operativi soprattutto in ambito di Protezione Civile, che è di grande rilevanza per ciascun territorio’. Se da una parte secondo Zurla ‘è necessario ridiscutere – almeno in alcune parti – la privatizzazione della CRI’, dall’altra il presidente provinciale invita le sei aree interne della Croce Rossa (Sanità e Formazione, Socio Assistenziale, Protezione Civile, Disseminazione del Diritto Internazionale Umanitario, Cooperazione Internazionale, Gioventù, Sviluppo e Comunicazione e Promozione del Volontariato) ‘a recuperare il grande senso di responsabilità che da sempre contraddistingue la CRI, la più antica associazione di volontariato internazionale, per agire nel bene della comunità, integrandoci e cooperando insieme per rispondere ai nuovi bisogni della società’.
I nuovi bisogni
La privatizzazione imposta dall’alto si inserisce nel contesto drammatico della crisi e dell’aumento delle situazioni di povertà: ‘Diventa così prioritario – spiega Renato Zurla – intensificare la collaborazione con i territori provinciali implementando i servizi ambulatoriali e assistenziali, tra i quali il progetto del Cut (Centro di trasporto unico, in collaborazione con Anpas )’, afferma Zurla che aggiunge la volontà di potenziare i servizi ambulanziali e di emergenza in collaborazione con il 118 in Alta Valtrebbia, Alta Valtidone e Valluretta insieme al distretto di Levante (da Cadeo a Podenzano). L’attenzione alla Protezione Civile e al tema dell’accoglienza sono prioritari per Zurla – già dirigente medico dell’Ausl che è stato impegnato in innumerevoli missioni umanitarie – secondo il quale il tema dell’accompagnamento ‘è complementare a quello della cura’. Tra le attività che il presidente della CRI piacentina intende intensificare ricordiamo le attività socioassistenziali rivolte agli anziani e la lotta alle dipendenze e all’alcol tra le giovani generazioni’. Fondamentale poi l’impegno nella formazione ‘con la proposta di numerosi corsi come quelli di disostruzione pediatrica rivolti agli operatori di scuole e nidi in collaborazione con la Prefettura e i Comuni del territorio’.
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