“Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi” recita l’incipit di “Progetto uomo”, la filosofia che accompagna l’Associazione “La Ricerca” dalla sua fondazione – per opera di Don Giorgio Bosini – nel 1980. “Dopo quarant’anni, ‘Progetto Uomo’ rimane il cardine fondante attorno al quale ruota tuttora l’attività della nostra Associazione”, afferma il presidente Enrico Corti, il quale spiega: “Siamo qui giorno dopo giorno per aiutare le persone ad affrontare le proprie dipendenze non solo dal punto di vista terapeutico ma attraverso un percorso umano di accoglienza e ascolto, di cura e condivisione, di educazione e cultura, volto a ritrovare i valori della propria esistenza”. Ciò è possibile solo attraverso la “condivisione delle proprie paure” e il “confronto di se stessi negli occhi e nei cuori degli altri”. Il modello terapeutico di Don Mario Picchi – fondatore del Ceis – è più che mai attuale, dopo i pesanti effetti causati dalla pandemia da covid-19 che ha fatto emergere nuovi segnali di disagio sociale e con esso nuove dipendenze: “Il disorientamento generato dalla pandemia e dal lockdown hanno prodotto il dilagarsi di forme di disagio come ansia, depressione e segnali di chiusura relazionale negli adolescenti, con un elevato rischio di dispersione scolastica. In questi anni – infatti – è aumentato notevolmente il numero dei nuovi accessi ai 14 punti di ascolto istituti presso gli istituti scolastici del territorio provinciale”, afferma il presidente dell’Associazione ‘La Ricerca’ Onlus di Piacenza, che evidenzia come gli operatori (così come gli insegnanti) si siano trovati difronte ad un fenomeno nuovo rispetto al passato: “La rete comunitaria – oggi – è in crisi perché in molti casi sono venuti meno alcuni punti saldi – come la parrocchia, la famiglia, lo sport – che per le generazioni precedenti hanno rappresentato i luoghi di formazione e di crescita”, aggiunge il presidente Corti, che è volontario dell’Associazione ‘La Ricerca’ dal 1980 ed è stato a fianco di Don Bosini fin dal 1976 al Centro diocesano di Azione Cattolica. Accanto al consumo di droga – che dilaga tra i giovanissimi – l’Associazione La Ricerca ha riscontrato – attraverso l’AR.C.A., l’Area Consulenza e Ascolto, che ha mediamente cento ingressi al mese – una forte crescita del gioco d’azzardo: “Alcol e gioco d’azzardo hanno un’incidenza molto ampia nella popolazione e colpiscono trasversalmente tutte le fasce di età, con dinamiche personali e familiari complesse e – nel caso del gioco d’azzardo – con aspettative illusorie che portano a rincorrere un cambiamento rapido della propria condizione sociale, provocando serie conseguenze – oltre che a se stessi – ai propri sistemi familiari, che vengono disgregati totalmente”. Per questi motivi è prioritario per il presidente Corti portare avanti l’impegno nella promozione educativa: “Dobbiamo fare cultura non solo della prevenzione e della cura ma anche per incentivare nuovi modelli educativi ed avviare relazioni nuove (dentro e fuori dalle mura domestiche). Insieme ai nostri operatori organizziamo incontri culturali (dalla poesia all’utilizzo sano dei social network) e promuoviamo collaborazioni tra tutti i soggetti in rete sul territorio”, evidenzia Corti, che anticipa: “Intendiamo valorizzare la nostra biblioteca e predisporre un nuovo programma di convegni e di incontri pedagogici dedicati ad adolescenti e ad adulti. Stiamo portando avanti, inoltre, nuove partnership con le aziende del territorio per offrire risposte concrete alle difficoltà che incontrano le persone che ogni giorno assistiamo”.
Cinque Comunità, a fianco dei più fragili
Fondata da Don Giorgio Bosini nel 1980, l’Associazione “La Ricerca” è costituita da 5 comunità: La Vela, Emmaus, la Casa di accoglienza Don Venturini, Luna Stellata e Stella del Mattino. Anita Barbieri, responsabile della comunità Emmaus (che accoglie 14 pazienti con problematiche psichiatriche e pazienti in disagio psicologico) evidenzia il progetto degli ‘Appartamenti a bassa intensità terapeutica’, realizzato in collaborazione tra ‘La Ricerca’ e la Psichiatria di Collegamento dell’Ausl piacentina: “Il primo ottobre inaugureremo un nuovo appartamento in via Roma (6 posti letto) che si aggiunge a quello riservato all’utenza femminile – aperto da dicembre 2021 – in via Taverna (con 4 posti letto) e all’appartamento di Cortemaggiore (con 6 posti per l’utenza maschile)”. La comunità “Luna Stellata” – la cui referente è Loretta Volta – ospita oggi 12 mamme e 11 bambini e “consente alle donne di recuperare la propria autonomia senza doversi separare dai propri bimbi”. Le comunità La Vela (che accoglie 20 ospiti) e La Pellegrina (10 posti) non si limitano ad offrire percorsi terapeutici ma progetti riabilitativi per tornare a vivere in modo autonomo e in società. Mauro Madama – responsabile operativo dei servizi ‘La Ricerca’ – e Paolo Savinelli – responsabile dei servizi educativi – nell’evidenziare il disorientamento causato dalla pandemia, con segnali di chiusura relazionale tra gli adolescenti, sottolineano il filo conduttore che accomuna tutti i servizi a sostegno dei più fragili: “E’ necessario costruire nuovi modelli di riferimento per far fronte alle nuove fragilità ma – concludono – va segnalata la grande capacità di adattamento al cambiamento da parte delle nuove generazioni, che in epoca di pandemia hanno dimostrato grande resilienza”.




