
La coalizione Europe for Peace, a livello nazionale formata dalle principali reti per la pace con l’adesione di centinaia di associazioni e sindacati, profondamente preoccupata per l’escalation militare che ha portato il conflitto armato alla soglia critica della guerra atomica, torna di nuovo nelle piazze italiane per chiedere percorsi concreti di Pace in Ucraina e in tutti gli altri
conflitti armati del mondo.
Anche a Piacenza l’appello è stato accolto e decine di associazioni di diverso tipo ed estrazione si sono mobilitate e invitano tutti a partecipare alla manifestazione “Piacenza in marcia per la Pace” che si terrà Sabato 22 ottobre – concentramento alle 16,15 davanti ai giardini della Stazione – lato monumento a Garibaldi- dove partirà il corteo che si concluderà in Piazza Cavalli.
Si è cercato di promuovere un’iniziativa che consentisse la partecipazione più ampia possibile, dove tutti e tutte coloro che vogliono fare qualcosa per la Pace si possano sentire rappresentati. Non c’è nessuna guerra da vincere: ma una pace da costruire con il contributo di tutti. La partecipazione alla manifestazione sarà a titolo personale, invitiamo tutte e tutti a partecipare con la
bandiera della Pace senza bandiere o striscioni di partito o associazione.
All’arrivo in Piazza Cavalli sono previsti:
● suoni e rumori della Guerra;
● letture del documento nazionale della rete e letture di narrativa sulla Guerra e la Pace (max 3 minuti , occorre prenotarsi scrivendo a antonio.mosti@gmail.com);
● composizione simbolo della Pace con i corpi delle persone;
● alcune danze popolari finali;
● saluto ed adesione dell’amministrazione comunale.
Le Associazioni promotrici, ricordano che:
● La minaccia nucleare incombe sul mondo. È responsabilità e dovere degli stati e dei popoli fermare questa follia. L’umanità ed il pianeta non possono accettare che le contese si risolvano con i conflitti armati. La guerra ha conseguenze globali: è la principale causa delle crisi alimentari mondiali, ancor più disastrose in Africa e Oriente, incide sul caro-vita, sulle fasce sociali più povere e deboli, determina scelte nefaste per il clima e la vita del pianeta. La guerra blocca la speranza di un avvenire più equo e sostenibile per le generazioni future. Questa guerra va fermata subito.
● Condanniamo l’aggressione russa, rispettiamo la resistenza ucraina, ci impegniamo ad aiutare, sostenere, soccorrere il popolo ucraino, siamo a fianco delle vittime. Siamo con chi rifiuta la logica della guerra e sceglie di utilizzare altri strumenti. Siamo vicini e solidali con chi è costretto ad abbandonare le proprie case, il proprio lavoro, vittime di bombardamenti, violenze, discriminazioni, stupri, torture.
● La guerra si avvia a diventare un conflitto globale tra blocchi militari con drammatiche conseguenze per la vita e il future.
● Occorre cercare una soluzione negoziale, ma non si vedono sinora iniziative politiche né da parte degli Stati, né da parte delle istituzioni internazionali e multilaterali. È necessario che il nostro Paese, l’Europa, le Nazioni Unite operino attivamente per favorire il negoziato avviando un percorso per una Conferenza internazionale di pace che, basandosi sul concetto di sicurezza condivisa, metta al sicuro la pace anche per il future
● Insieme con Papa Francesco diciamo: “Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili”.
● Le armi non portano la pace, ma solo nuove sofferenze per la popolazione. Non c’è nessuna guerra da vincere: noi invece vogliamo vincere la pace.
● Occorre garantire la sicurezza condivisa.
● Le guerre e le armi puntano alla vittoria sul nemico ma non portano alla pace: tendono a diventare permanenti ed a causare solo nuove sofferenze per le popolazioni. Bisogna invece far vincere la pace, ripristinare il diritto violato, garantire la sicurezza condivisa. Non esiste guerra giusta, solo la pace è giusta. La guerra la fanno gli eserciti, la pace la fanno i popoli.
● L’Italia, la Costituzione, la società civile ripudiano la guerra. Insieme esigiamo che le nostre istituzioni assumano questa agenda di pace e si adoperino in ogni sede europea ed internazionale per la sua piena affermazione.
● Quando l’Assemblea Generale dell’Onu nel 2017 ha approvato il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari, il Governo Italiano di allora non ha aderito.
● Anche dopo l’annessione della Crimea l’Italia ha continuato a vendere armi alla Russia.
● In questi mesi le reti nazionali per la Pace hanno dato vita a diverse carovane dirette a Leopoli, Odessa e Mykolaiv portando aiuti e riportando in Italia un migliaio di persone in fuga dalla Guerra.
● Inoltre riteniamo giusto esprimere piena solidarietà a tutte e tutti coloro che, nonostante la dura repressione, continuano a chiedere, in Iran, il rispetto delle libertà fondamentali, l’uguaglianza, la giustizia sociale e la fine di un sistema patriarcale oppressivo. La cruenta uccisione della ventiduenne Mahsa (Zhina) Amini, curdo-iraniana, da parte della polizia morale (Gasht-e Ershad, la pattuglia della morte) lo scorso 16 settembre, ha reso particolarmente visibile, a livello internazionale, l’oppressione delle donne nel sistema patriarcale iraniano.
Alla manifestazione parteciperanno credenti e non, cittadine e cittadini di diversi orientamenti politici e noi pensiamo, anche esponenti di partiti come testimonianza di impegno personale. Noi chiediamo agli amministratori locali e nazionali e ai rappresentanti dei partiti che saranno presenti sabato, di ascoltarci e di essere coerenti con la loro presenza quando nelle aule del Consiglio Comunale o del Parlamento e nelle occasioni ufficiali dovranno prendere delle decisioni sul tema della Pace.
Le Associazioni promotrici di Piacenza :
Acli, Anpi, Arci, Associazione Arcangelo Dimaggio , Attac, Avé, Cgil, Centro Antiviolenza donne, Cisl, Collettivo Permanente Piacenza, Comunità Islamica di Piacenza, CPP, Fabbrica e Nuvole, Fiorenzuola Oltre i confini, Gap, Lab. Pop. Cult. Art., Legambiente, Mce, Mondo Aperto, Progetto Mondo Mlal, Punto Incontro – Don Eliseo Segalini – Servizio Diocesano Cultura – Lavoro , Rete Radié Resch, Unicef, Volontari Emergency,




