Rathaus, il “Municipio” dei creativi di Piacenza apre nell’ex cartoleria Sgorbati.

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Cinque ragazze ventenni fondano un nuovo circolo Arci. Si chiama Rathaus, è stato inaugurato a fine giugno e si trova in una storica bottega di via Giordani, l’ex cartoleria Sgorbati. Nali, Alice, Aikaterini, Lesley e Maria si sono conosciute all’università e scommettono sul potenziale creativo e sul desiderio di partecipazione della città. “Sentiamo che c’è bisogno di un posto come questo”, dice Alice Kovawsky.

A metà fra circolo culturale, caffè letterario e spazio per eventi, performance e persino smart-working, il progetto sarà una fucina polivalente e poliglotta di arte, letteratura e creatività, un perimetro in cui condividere idee e sperimentare nuovi linguaggi e orizzonti. C’è anche un bistrot in cui rifocillarsi e una sala studio.

I locali riammodernati presentano degli spazi arredati con un design vintage e minimal. Come è minimal anche il simbolo del progetto: un simpatico topolino dal muso lungo e dagli occhi curiosi.

“Rathaus significa diverse cose – spiega Nali Marcocci. Evoca innanzitutto una corrente culturale tedesca dell’inizio del ‘900 (il “Bauhaus”) ed è un gioco di parole fra “art e rat”.

Come il topolino del logo, lo spazio vuole essere anche una tana per gli artisti. Infine, “Rathaus” significa “Municipio” in tedesco. “Ci piace l’idea di essere un punto di riferimento per tutta la comunità”, aggiunge Alice Kovawsky.

Oltre a fornire un ambiente stimolante per la cittadinanza, Rathaus vuole essere il baricentro per le iniziative culturali delle varie associazioni già costituite in città. Come i “Cinemaniaci” che hanno lanciato, proprio a Rathaus, la 7a edizione di “filmONfilm – 35mm extravaganza”, un evento che celebra la pellicola 35 millimetri.

Il palinsesto è ancora in costruzione ma è evidente che questo locale si rivolge a un pubblico cosmopolita, giovane e colto. Laureandi e specializzandi dei quattro angoli del mondo che popolano la sede del Politecnico e della Cattolica di Piacenza.

Con alcune formule anglofone e concetti germanici queste cinque ragazze si sono presentate a una città impreparata alle novità artistiche. I media locali non sanno che pesci pigliare quando si tratta di affrontare questo tema, ovvero la nascita di un nuovo movimento culturale in città. Da una parte, le giovani sono state considerate come “visionarie internazionali”, da un’altra invece si è subito messo in discussione la “sostenibilità” di questo progetto poiché “Piacenza non è una città facile”. Cioè, la proposta è destinata a fallire.

Ma davanti al pessimismo della ragione le ragazze si difendono con l’ottimismo della volontà e la migliore risposta la fornisce Neli Marcocci che senza fare una piega e con incrollabile fiducia ha detto: “Sappiamo che sarà difficile ma ci proviamo lo stesso. Siamo convinte che i piacentini saranno ricettivi”.

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