A Sarmato tre giorni di festa a tavola con Sua Maestà il Salame piacentino

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Torna una delle sagre più amate del nostro territorio, un appuntamento storico capace di attirare centinaia di persone in arrivo anche da fuori provincia: la “Festa del salame” di Sarmato. Una kermesse con un’antica tradizione in cui il protagonista assoluto è sua maestà il salame.

Quest’ultimo è infatti uno dei tre salumi locali, con la coppa e la pancetta, che può vantare il marchio Dop, orgoglio della nostra identità e volano per questa fiera che dura tre giorni e che propone molteplici eventi e iniziative complementari. Dalla gastronomia alla musica dal vivo, dal luna park ai mercatini, dalla letteratura al ballo. Sono due le novità di questa 54ma edizione: la presentazione del dizionario del dialetto piacentino e il mercatino agricolo “Un po’ di Emilia”.

“La festa mantiene la sua natura popolare, informale e mangereccia con stand, balli e gruppi di liscio ma quest’anno abbiamo aperto il nostro programma ad iniziative culturali”, dichiara Luigi Bravi presidente della Pro Loco di Sarmato, associazione che organizza la kermesse in collaborazione con la Municipalità.

Epicentro della manifestazione, l’ampia area feste predisposta in via Moia, alle porte del paese. “E’ una sagra di grande portata, gli spazi del centro non ci consentivano di allestire tutte le attività in cartellone”, osserva Bravi.

Si comincia venerdì 27 maggio alle 18:30 con l’anteprima della sagra. In collaborazione con la Biblioteca comunale, verrà presentato il volume edito dalle Officine Gutenberg “Piasintein da 0”, uno spassoso manuale di dialetto piacentino compilato dagli autori Fabio Doriali e Filippo Columella, invitati all’incontro. Alle 19 aprono gli stand gastronomici, che rimarranno attivi anche nei successivi giorni, in cui poter degustare i grandi classici della cucina piacentina: tortelli, pisarei, coppa arrosto, salamelle e naturalmente il salame in tutte le sue varianti.

Chiude la prima serata di festa, Manuel Comelli. Fra cabaret e musica, Comelli, artista eclettico e trasformista si esibirà con un repertorio di canzoni di Raffaella Carrà, Vasco Rossi, Riccardo Cocciante e Renato Zero.

Si riprende sabato 28 maggio dalle 19 con la cucina tipica mentre dalle 21 si balla con l’orchestra di liscio di Daniele Cordani, un complesso molto apprezzato e presenza fissa delle sagre del bresciano, del bergamasco e del cremonese.

Domenica 29 maggio si prosegue sin dalla mattinata. Alle 09 gli stand offriranno ai visitatori una “colazione per campioni” con salame crudo e cotto. Alle 10 aprirà invece il Mercato contadino “Un po’ di Emilia” con una proposta di prodotti pregiati delle nostre terre: marmellate, conserve, vini, formaggi, salumi e tanto altro.

Alle 11 si terrà l’inaugurazione ufficiale della Festa del Salame alla presenza delle istituzioni e la premiazione delle classi vincitrici del progetto “Nati per camminare”, un’iniziativa che intende promuovere stili di vita sani e corretti presso la popolazione scolastica del paese.

Nel pomeriggio, alle 15, spazio allo sport con la “Maratona di calcetto” organizzata dallo Spazio Giovani di Sarmato. Sul campetto adiacente all’area feste si giocherà a pallone fino alle 18. Per iscriversi al torneo è necessario prenotare al numero 3773578173. Gli stand aspetteranno atleti e spettatori per una cena piacentina e la kermesse si chiuderà alle 21 con il liscio dell’orchestra di Mario Ginelli. Da segnalare, l’arrivo di decine di attrazioni per il Luna Park che sarà allestito all’esterno dell’area feste, per la gioia dei più piccoli e delle loro famiglie.

La Sagra del Salame è nata nel 1968. A quell’epoca, lo slogan era “Sarmato, capitale del salame”, motto ancora oggi valido.

“C’è sempre stato molto interesse intorno a questo appuntamento perché è una festa molto radicata e seguita con una forte impronta territoriale. Ogni sera in periodo pre Covid si contavano almeno 700 visitatori”, spiega Bravi.

La kermesse non è stata sospesa negli ultimi due anni. “Abbiamo solo ridimensionato la formula mantenendo la possibilità di vendere i nostri prodotti ma non di somministrare cibi e bevande”, conclude il presidente della Pro Loco.

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