
“L’esperienza delle piazze ci ha spinto a conoscerci meglio, a condividere certe idee e certi pensieri. Poi, un anno fa, con l’avvicinarsi delle elezioni ci siamo chiesti: chi votare? Ecco, è emerso che non c’è un partito in cui ci riconosciamo. Ci siamo resi conto che da parte della gente c’è parecchia avversione nei confronti dei partiti. Allora ci siamo detti: facciamo una lista civica. La proposta ha funzionato ed eccoci qui”. Spiega così le ragioni della sua “discesa in campo” Maurizio Botti, 70enne medico in pensione, candidato sindaco alle elezioni comunali di Piacenza del prossimo 12 giugno. Ad appoggiarlo è la civica “Piacenza Rinasce”, sintesi politica di quel “popolo – si legge sul sito della lista – che ha riempito le piazze per la libertà di scelta e per opporsi al green pass”. Ma non chiamateli negazionisti. “L’epidemia c’è stata ed è stata particolarmente violenta – ha recentemente dichiarato Botti -. L’ho anche sperimentata sulla mia pelle. Tuttavia dopo i primi mesi, quando si sono capite le prime cose sulla malattia e si sono cominciate le cure giuste, le cure domiciliari precoci, sono state allestite le Usca, le cose sono cambiate. E penso che procrastinare quelle misure dannose per tante categorie sia stato sbagliato. In quel momento la politica non è stata in grado di dare risposte giuste. Anzi, ha discriminato”.
“Il nuovo ospedale non è una risposta” – L’insofferenza rispetto alla gestione della pandemia si è così trasformata in “visione” della Piacenza del futuro. Al centro tante tematiche: dalla sanità al verde, passando per la logistica, fino ad arrivare al turismo e alla cultura. La prima critica di Botti parte dal nuovo ospedale, per il candidato sindaco da non fare perché “si costruirebbe una struttura con gli stessi posti letto di quella attuale. E poi un ospedale nuovo non consente a una comunità di fare quel salto di qualità che si immagina. È vero ci sono delle criticità, ma riteniamo che quella maggiore sia la mancanza di medici ed infermieri. Senza contare poi che i costi per edificarlo lieviteranno. E chi li coprirà? No, un nuovo ospedale non è una risposta. Oggi ci si basa molto sulla tecnologia medica, ma bisogna rimettere al centro il rapporto personale con il malato”. L’ex medico punta sulla medicina territoriale. “In ospedale ci devono andare solo le persone gravi – evidenzia -. Un dato: il 60% degli ingressi in pronto soccorso sono codici bianchi. Questo non deve accadere”.
“Il verde per noi è importante” – Sicuramente, se nuovo ospedale sarà, per Botti non dovrà essere alla Pertite. “In quell’area siamo assolutamente a favore del bosco. E pensiamo che per la cura del verde si possano responsabilizzare anche coloro che godono del reddito di cittadinanza che, a nostro avviso, sono degli invisibili”. Un’altra proposta ambientalista riguarda il progetto di piantare un nuovo albero per ogni famiglia. “A Piacenza ce ne sono 25mila. Noi vogliamo che siano piantati altrettanti alberi, invece ne abbiamo solo 8mila. Troppo pochi. Anche con le scuole stiamo valutando un progetto di geolocalizzazione per piantumarli e dare ad ognuno un nome. Il verde per noi è molto importante”. Così come – assicura il candidato sindaco di “Piacenza Rinasce” – la promozione del territorio. “Penso che la città possa crescere molto nel turismo e nella cultura. Abbiamo tante bellezze ed eccellenze non valorizzate a dovere. Qui c’è poca accoglienza, mancano le strutture ricettive. Però bisogna creare quella famosa rete che manca”. Il confronto con altre città vicine, come Cremona o Parma, “è triste. Loro sanno distinguersi meglio. Cremonesi e parmigiani credono di più in loro stessi”.
“Un assessorato alla condivisione e alla mediazione” – Fiducia e coesione. Queste per Botti le parole chiave per il rilancio di Piacenza. “Il nostro è un programma ancora in divenire, ma mi piace citare una proposta: la creazione di un assessorato alla condivisione e alla mediazione – afferma -. Nelle piazze ci ha accomunato la condivisione. Invece in generale troviamo che Piacenza sia una città molto divisa, da sempre. Il nostro impegno è ricomporre queste divisioni. Una città divisa è anche una città infelice, lo dicono anche le classifiche. Vogliamo ripristinare un clima di comunità che manca”. E se alle elezioni si andasse al ballottaggio, Botti assicura. “Sicuramente non appoggeremo nessun candidato di sinistra. Siamo agli antipodi sia di Katia Tarasconi che di Stefano Cugini. Anche durante la pandemia la sinistra ha rappresentato posizioni pesanti, anche talvolta offensive, contro chi ha fatto scelte diverse. Nel centrodestra, invece, ci sono state posizioni più variegate. Vedremo se ci saranno aperture nei nostri confronti. Altrimenti, in caso di ingresso in consiglio comunale, staremo all’opposizione”.
La lista dei candidati di “Piacenza Rinasce” – Daniele Bavagnoli, Elena Cavanna, Roberto Florio, Paola Castelli, Shahriar Malekahmadi, Lorenza Boni, Antonella Alessandri, Roberta Barbazza, Maurizio Bonatti, Cinzia Cigognini, Luciana Dallavalle, Luca Daparma, Andrea Ferrari, Veronica Ferrari, Federica Gobbi, Massimo Massimo, Anna Maria Marubbi, Elisa Marzaroli, Maria Consuelo Pacella, Dario Palermo, Ilaria Pancolini, Andrea Platè, Leonardo Sagresti, Denis Scarabottolo, Mipam Zanoli.




