Il piano di razionalizzazione del Pd non incide sul partito locale

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bandiere pdIl Piano lacrime e sangue del Pd svelato in esclusiva da “La Zanzara” di Radio 24 non tocca più di tanto il partito a livello locale. Nonostante la lettera ai dipendenti del tesoriere nazionale Misiani abbia prospettato, in previsione del superamento del finanziamento pubblico ai partiti, una riduzione del 75 per cento dei budget assegnati nel 2012 alla segreteria nazionale e ai Giovani democratici, il Pd piacentino non pensa a razionalizzazioni per il futuro, dato che l’autosufficienza locale era una pratica già consolidata da tempo e che, proprio per una più oculata gestione dei fondi, il partito aveva già attuato una spending review interna. Anche perché dei rimborsi elettorali delle Politiche a Piacenza non è mai arrivato praticamente nulla. Solo qualche “briciola” dalle Regionali. Meglio fare da sé.
Lo dimostra il recente spostamento della sede, migrata da uno spazio commerciale in centro storico (viale Risorgimento) a spazi a uso uffici in una zona non propriamente centrale della città (via Martiri della Resistenza). L’operazione non è affatto legata alla chiusura dei rubinetti prospettata dalla lettera del tesoriere, dato che la decisione del Pd di “cambiare casa” risale alla primavera scorsa. A ritardare le operazioni sono state le Primarie, che hanno di fatto impedito al partito di affrontare un trasloco nel mezzo della battaglia tra renziani e bersaniani; ma chiusa quella parentesi il trasferimento ha preso forma, concretizzandosi in un affitto negli ex uffici comunali di via Martiri della Resistenza 4, in una palazzina Acer a cui il partito ha avuto accesso partecipando, insieme ad altri soggetti, a un bando.
Tutto tranquillo anche sul fronte del personale, che a Piacenza conta due tempi indeterminati (un part-time e un 30 ore) e un tempo determinato (parti-time). Una struttura snella su cui non influiscono negativamente le dirigenza (che non è stipendiata) e i rimborsi, praticamente azzerati.

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