Luca Groppi: “Il tessuto industriale piacentino evidenzia una nuova vitalità e visione strategica”

0
LUCA GROPPI DIRETTORE DICONFINDUSTRIA PIACENZA

I numeri della consueta indagine congiunturale realizzata da Confindustria, relativa all’ultimo semestre del 2021, hanno evidenziato una netta crescita in termini di fatturato, ordini, occupazione ed investimenti. Il report – presentato dal presidente degli industriali piacentini Francesco Rolleri, dal direttore Luca Groppi e dalla responsabile dell’Ufficio Studi Giulia Silva – fotografa le dinamiche economico-produttive di un campione altamente significativo di aziende piacentine, che mettono insieme circa 8mila addetti per circa tre miliardi di euro di fatturato. 

I NUMERI DELLA CRESCITA

 “Nel semestre appena trascorso – si legge nell’indagine di Confindustria – il deciso miglioramento della situazione sanitaria ed il robusto traino costituto dal proseguimento del piano di incentivi agli investimenti si è concretizzato in numeri positivi per il fatturato, aumentato del +22,92% rispetto al secondo semestre 2020. Particolarmente positivo è il dato del settore meccanico, cresciuto del 33,47%.

Anche l’occupazione – evidenzia il dossier – è cresciuta del +1,41%, con un dato particolarmente positivo nella meccanica, dove l’incremento è stato del +3,54%, a conferma del dinamismo del settore.

Gli investimenti delle imprese manifatturiere associate, dopo due anni di forte calo (-11,59% nel 2019 e -19,21% nel 2020), sono tornate a crescere, segnando un +32,99% rispetto all’anno precedente”.

Arcobaleno all’orizzonte quindi, ma per pochi attimi perché mentre si fanno le somme e si calcolano le percentuali compaiono i primi elementi di preoccupazione: forte aumento del costo delle materie prime e dell’energia mentre incalza significativamente l’inflazione. Si va delineando una nuova situazione di crisi a cui il sistema economico piacentino dovrà reagire. Confindustria lo aveva già fatto organizzando le prime risposte alla crisi causata dalla pandemia attraverso un impegno convinto, fin dai primi momenti, e articolato in alcune iniziative: da “Spazio crescita” a “La scuola che vorrei, parla il territorio” fino al progetto “Piacenza Smart City”.

Una verifica è interessante per comprendere lo stato del sistema imprenditoriale piacentino nel momento in cui si manifesta una timida visione territoriale. La facciamo incontrando Luca Groppi direttore di Confindustria Piacenza.

Direttore, iniziamo da “Spazio crescita”, la presentazione era stata accompagnata da evidenti convinzioni di successo ed i primi riscontri non tradirono le attese …

“Sicuramente il successo riscontrato dal nuovo servizio “Spazio crescita”, pensato per assistere le nostre aziende che vogliono crescere, non solo quelle più piccole, era stato pensato ed avviato prima che si manifestasse la pandemia: infatti era stato compreso in una delle linee di mandato, “Sinergie per lo sviluppo”, presentate a suo tempo dal nostro presidente Rolleri. La crisi ne ha determinato l’accelerazione confermando che aveva visto giusto già allora. Sicuramente ci troviamo di fronte ad uno sviluppo sinceramente inaspettato non solo nei numeri, ad oggi contiamo 35 adesioni, ma anche nelle articolazioni delle idee di sviluppo che evidenziano una grande vitalità.

“Spazio crescita” si articola su due filoni di attività: lo sviluppo di una maggiore cultura di impresa e quello più operativo per la migliore realizzazione dei progetti. Oggi non è più tempo del “piccolo è bello”, non ha più senso. E’ necessario crescere per essere più competitivi, per poter reggere un mercato in continua evoluzione in tutti i settori. Lo si può fare uscendo dal guscio, dialogando con altre imprese, condividendo esperienze per maturare successivi progetti di più alto valore strategico. Si può dire che nel tempo è maturata una maggiore consapevolezza tra gli associati delle potenzialità esistenti, oltre gli aspetti tecnici, nelle relazioni con i vari settori di Confindustria. Ben presto rivelatisi capaci di confronto ed orientamento anche su tematiche di politica aziendale, alimentando la condivisione di nuove idee, favorendo così la maturazione di una nuova visione aziendale e quindi anche di sistema”.

La dinamica delle adesioni come si è sviluppata?

“Inizialmente avevano aderito aziende di piccole dimensioni, impegnate a gestire un cambio generazionale attraverso la ricerca di un possibile sviluppo a garanzia della continuità aziendale. Valutando anche l’ipotesi di proporsi a nuovi partner. Successivamente hanno aderito, via via sempre più, aziende di medie dimensioni che avendo idee di sviluppo valutavano ipotesi di investimenti nella stessa filiera. L’obbiettivo in questo caso è spesso facilitare l’approdo a nuovi mercati o in promettenti settori diversi attraverso la realizzazione di progetti di alto valore strategico. Un riscontro molto positivo che evidenzia come vi sia un tessuto imprenditoriale piacentino che si caratterizza per vivacità e visione”.

Siete riusciti a consegnare all’Amministrazione comunale nei tempi previsti il documento definitivo del progetto “Piacenza Smart City” che già in fase di presentazione e firma del protocollo di intesa aveva destato grande interesse…

“E’ un altro progetto che siamo riusciti a realizzare grazie all’impegno fondamentale del RICT, cluster di aziende con un solido background tecnologico all’interno di Confindustria.

Si tratta dell’istallazione di una rete di sensori che monitorano diverse situazioni, dalla quantità di umidità dell’aria alla concentrazione degli inquinanti nell’aria o ancora collegati a telecamere che riescono a misurare la temperatura media delle persone in luoghi a rischio assembramento. E non ultimo il monitoraggio in tempo reale del funzionamento dei defibrillatori presenti in città.

Queste sono solo alcune delle possibilità applicative del concept Smart-City IOT denominato “Piacenza Smart City” e donato al Comune secondo gli accordi. Il progetto, come è stato specificato durante la presentazione, è di natura scalabile ed espandibile, precisa le tecnologie impiegate, problemi ed opportunità a cui fornire risposte, le soluzioni adottate e le ricadute per la città. Come ha sottolineato il nostro presidente Francesco Rolleri è il punto di partenza per Piacenza del futuro, città intelligente e pensata per migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

Per completezza di informazione e meritoriamente di seguito indichiamo le aziende che hanno contribuito allo studio del progetto: Adyda, Bt Enia Telecomunicazioni, Digital Platforms, Isi, Naquadria, Studi Magnetici Internazionali, Team Memores Computer, Techmakers (Gruppo Telema) e CShark.

Il concorso “Una stella per la scuola”, e poi il convegno “La scuola che vorrei: parla il territorio” confermano che la scuola è centrale nei vostri pensieri circa lo sviluppo del sistema economico territoriale. Avete avviato la prima fase di un processo di sviluppo delle relazioni tra scuola e lavoro al fine di ottenere una migliore connessione a vantaggio sia degli studenti che delle aziende…

“Per completezza, alle iniziative indicate va aggiunta una importante appendice operativa ed economicamente impegnativa: la realizzazione di due laboratori, uno al Mattei di Fiorenzuola dedicato alla strumentazione meccanica e due all’Istituto Comprensivo di Castel San Giovanni sulla logistica e sulla meccanica.

Vogliamo sviluppare un ulteriore impegno organizzando interventi compresi in un quadro più sistematico e non più a macchia di leopardo.  Internamente dedicheremo un funzionario a seguire i nuovi progetti mutuando il lavoro fin qui svolto da un gruppo di lavoro a cui hanno partecipato anche Forpin e l’Ufficio sindacale.

La chiave è riuscire a rendere strutturalmente attrattive le scuole attraverso la dotazione di laboratori di avanguardia, programmi e attività che siano aderenti con le necessità dei ragazzi. Solo allora, se poi si riesce ad organizzare una efficiente attività di orientamento la scelta dei ragazzi davvero indipendente e coerente con le aspirazioni di ognuno.  Il nostro obbiettivo è quello di andare nelle scuole, intendiamo nelle classi di seconda media perché nelle terze sarebbe troppo tardi e raccontare cosa c’è nel mondo del lavoro affinché lo studente, con la famiglia e gli insegnati possa fare una scelta difficile ma con maggiore consapevolezza. Il contributo che siamo in grado di offrire è una fotografia sull’occupazione a Piacenza: come sono divisi i settori produttivi, le informazioni che riguardano le figure professionali attualmente più richieste e quelle che lo saranno. Naturalmente le informazioni provengono da enti pubblici, Camera di commercio e istituti di ricerca certificati.  Quello che ci rammarica è vedere tanti talenti naturali perdersi per strada, perché se hanno capacità manuale si sentono dire: “Per ora vai al liceo poi vedremo…” Oppure: “Studia altrimenti vai a lavorare”. Lavoro dipinto come punizione divina, nemmeno ad Eva nell’Eden avevano descritto la mela così negativamente. Vorrei fosse chiaro che non vogliamo che i ragazzi frequentino tutti gli istituti tecnici: ma solo quelli, maschi o femmine, che vorrebbero farlo per seguire la loro naturale vocazione. Evitando di dovere o volere, dopo la prima superiore, cambiare scuola”.

Direttore, provi ora a raccontarci qualcosa sul gruppo di lavoro che sta lavorando alla redazione dei progetti in attesa dei bandi del PnRR in cui potranno essere compresi per ottenere i finanziamenti alla realizzazione. Al momento non si hanno informazioni. Tutto tace.

“Iniziamo dicendo che Confindustria è molto attenta, monitoriamo la situazione per aggiornare gli associati sulle varie opportunità che si possono presentare coinvolgendoli sui singoli bandi. Come “Sistema Piacenza” si sono costituiti tre tavoli di lavoro sulle missioni in cui si articola il PnRR. Un gruppo di lavoro per le missioni 1 e 4: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura / istruzione e ricerca; un secondo gruppo di lavoro per le missioni 2 e 3: rivoluzione verde e transizione ecologica / infrastrutture per una mobilità sostenibile; il terzo gruppo di lavoro per le missioni 5 e 6: inclusione e coesione / salute.

A questi tavoli lavorano le associazioni di categoria, i sindacati e le università: hanno come obbiettivo la preparazione di cinque o sei progetti condivisi da tutti per ogni missione per essere pronti ad avviare i procedimenti di adesione ai bandi con le caratteristiche idonee ad accogliere i progetti. Posso confermare che i lavori stanno procedendo senza intoppi e che presto saranno consegnati all’Amministrazione Provinciale che, immagino, li renderà pubblici. La Provincia ne dovrà curare i procedimenti autorizzativi di competenza degli enti locali e della Regione e quindi supportare e facilitare il territorio nell’attuazione del PNRR. Un percorso che è caratterizzato da un iter complesso e scadenze incalzanti: è questo il compito a cui sono chiamati i cinque esperti che compongono il team tecnico destinato alla realtà piacentina dalla Regione Emilia-Romagna. Direi che siamo pronti a cogliere le occasioni che si presenteranno per il nostro territorio”.  

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.