SCRITTO CON I PIEDI – I biancorossi prima regalano poi si riprendono il risultato

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Il Piacenza che trova il primo punto al cospetto di una compagine di vertice, mostra ancora una volta il proprio DNA oscillante. Prende goal causa incomprensione difensiva, pareggia ringraziando un errore del portiere avversario. Salò passa alla mezzora. Un lancio in area senza pretese. I difensori biancorossi hanno la possibilità di controllare con agio, ma non lo fanno. Per l’attaccante in bluverde è la Santa Lucia anticipata. Il pareggio arriva in piena zona Cesarini (il Cesarini meno famoso, il nostro ieri non c’era), e dimostra che a provarci, qualcosa può sempre saltare fuori. Raicevic non vede l’incertezza del portiere, si lancia dentro perché quello deve fare un centravanti. La palla scivola dai guantoni, così all’estremo difensore resta solo di abbattere il nostro. Rigore ed espulsione sono la diretta conseguenza. L’ex capitale della Repubblica Sociale ha esaurito i cambi, quindi il portiere lascia maglia e guanti a un compagno. Sempre belle queste scene, rimandano al genuino calcio amatoriale. Dal dischetto Dubickas è impeccabile. Come a Fiorenzuola mette dentro quello che va messo dentro, completando lo scambio di doni. Piacenza aveva già pareggiato pochi minuti prima. La traversa colpita, sempre da Dubickass, per l’arbitro rimbalza sulla riga, per noi almeno una spanna oltre. E dalla reazione, direi pure per qualche avversario nei pressi. Non è stata una partita memorabile. Ce lo aspettavamo. I due Mister sono molto simili nelle intenzioni, apprezzano l’utile, la solidità. Se il pari può sorprendere data la posizione di classifica delle contendenti, i valori espressi in campo non sono risultati distanti. I biancorossi prendono il punto voluto, rinforzano il morale, e si preparano ad affrontare l’ultima sfida del girone d’andata. È già l’ultima.

Protagonisti

Pratelli: compie tre parate di pregio, una difficile perché era una palla a mezzo ed era coperto.

Armini: un bel rientro senza timori referenziali.

Nava: soffre un poco il gioco di Guerra perché gli toglie punti di riferimento.

Marchi: bene anche lui, avevamo comunque di fronte un discreto potenziale offensivo, abbiamo concesso poco.

Parisi: la responsabilità grossa sul vantaggio del Salò è sua, ma il Mister fa bene a insistere su di lui.

Suljic: era in versione “Fare Quadrato”.

Marino: tenta di impossessarsi della cabina di regia, ha carattere.

Giordano: un tempo giocato senza picchi e senza macchie

Gonzi: se passiamo dallo schema 8-1-1, al solito 3-5-2, c’è parecchio di suo.

Rabbi: si danna come d’abitudine, non trova lo spunto.

Raicevic: poco in conclusione, molto in disturbo. E se arriva il rigore è perché ha in mano il mestiere.

Sono entrati:

De Grazia: rileva Giordano. Gioca un tempo, un ordinato tempo.

Bobb: rileva Marino. Serve ad aumentare il tasso di esperienza.

Lamesta: rileva Parisi. L’azione con cui ubriaca il suo marcatore, il conseguente cross della traversa colpita da Dubickas, lucidano l’appannata immagine di spacca partite.

Dubickas: Forte impatto sulla gara, la firma sul giusto epilogo è sua

Mister Scazzola: Sostituisce gli infortunati senza invenzioni. Mette in campo i suoi fidati, li dispone nei ruoli più congeniali. Gli eventi dicono bene. Per tirare le somme della prima parte di stagione aspettiamo la prossima partita.

Feralpi Salò – Piacenza 1-1

Feralpi Salò: Gelmi; Salines, Legati, Bacchetti, Corrado; Hergheligiu (56’ Guidetti), Carraro (85’ Damonte), Balestrero; Corradi (56’ Di Molfetta); Guerra (74’ Spagnoli), Miracoli (74’ Luppi). Allenatore: Vecchi.

Piacenza: Pratelli; Armini, Nava, Marchi; Parisi (74’ Lamesta), Suljic, Marino (56’ Bobb), Giordano (45’ De Grazia); Gonzi, Rabbi (60’ Dubickas); Raicevic. Allenatore: Scazzola

Marcatori: 31’ Miracoli; 88’ rig. Dubickas

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