Comitato Fondo Ambiente e Territorio insieme all’Avv. Fantigrossi: “I lavori all’ex mercato di via Colombo sono illegittimi”

0
Umberto Fantigrossi

Prosegue la diatriba in merito ai lavori di demolizione dell’ex mercato ortofrutticolo di via Colombo. In seguito al comunicato del Comune reso pubblico lo scorso 17 settembre, il Comitato Fondo Ambiente e Territorio e lo studio legale Fantigrossi, hanno ribadito la loro posizione con due dichiarazioni che di seguito pubblichiamo.

Di seguito il comunicato del Comitato Fondo Ambiente e Territorio:

Da alcuni giorni sono in corso le operazioni di rimozione di rifiuti all’interno dell’ex mercato ortofrutticolo di Via Colombo a Piacenza. Successivamente, secondo quanto ha deciso l’Amministrazione Comunale, dovrebbe avere inizio la demolizione per parti dei fabbricati, che si dovrebbe concludere entro aprile, o comunque quando il sito sarà stato bonificato dall’amianto.

La non liceità della demolizione dell’ex mercato ortofrutticolo, e della sua trasformazione in parcheggio allo stato attuale del procedimento, è stata riaffermata dall’avvocato Umberto Fantigrossi, che rappresenta il Comitato Fondo Ambiente e Territorio, in una comunicazione del 24 settembre, dopo che una nuova nota comunale, il 20 settembre, ne aveva sostenuta la regolarità.

In precedenza l’illegittimità di tali interventi era stata segnalata dalla petizione-diffida del 3 giugno 2021, sottoscritta da 249 cittadini e 8 associazioni, alla quale avevano fatto seguito l’esposto alla Procura del 7 luglio e due diffide, del 27 agosto e del 10 settembre, dello studio legale Fantigrossi. In sintesi, i lavori di abbattimento dell’ex mercato e la realizzazione del parcheggio in luogo dei fabbricati demoliti non possono essere eseguiti prima che sia diventato esecutivo l’accordo con i privati stipulato il 30 aprile 2021 fra Terrepadane e il Comune e che sia stata variata la destinazione urbanistica dell’area. Tutto ciò richiede procedimenti complessi e un intervallo di tempo di svariati mesi.

In merito alla massa di rifiuti giacenti nell’ex mercato, rammentiamo che il problema si è posto dopo il 2014, anno di trasferimento del mercato ortofrutticolo a Le Mose, allorché gli edifici del mercato storico di Via Colombo sono rimasti inutilizzati e in stato di abbandono. Inoltre, secondo le testimonianze di chi ci ha lavorato, molti dei rifiuti trovati risalgono a quando il mercato era in funzione e le cantine inutilizzate erano, già allora, piene di vario materiale di scarto.

Siamo convinti che Il modo per rendere di nuovo assiduamente frequentata questa zona, facendola rivivere e quindi rendendola più sicura, non sia trasformarla in un piazzale per le automobili, bensì recuperarne gli edifici per adibirli a sede di attività socio-culturali e artistiche, gestite dalle associazioni e aperte alla cittadinanza.

Infine riteniamo che la sorveglianza da parte di una pattuglia delle forze dell’ordine, una volta la settimana nelle ore serali/notturne, sarebbe in grado di scoraggiare buona parte dei danneggiamenti e degli usi impropri degli spazi pubblici.

Di seguito il comunicato stampa dello studio legale Fantigrossi:

In relazione alla nota comunale del 17 u.s. formulo qui di seguito alcune considerazioni che sottopongo alla sola Vostra attenzione, non accettando né il sottoscritto né i miei assistiti di procedere ad interloquire con chi non solo disconosce i più elementari diritti in materia di libertà di associazione e di partecipazione all’azione amministrativa, in forma singola o associata, ma che tenta di denigrare gli interlocutori con accuse di inesistenza o di scarsa trasparenza tanto infondate quanto risibili.

Basti al riguardo, per quanto possa essere di Vs. interesse, ricordare che le 249 persone firmatarie della petizione diffida del 3 giugno u.s. sono cittadini di Piacenza, iscritti all’anagrafe comunale, la cui identità non è certo ignota. Le loro adesioni al documento sono a disposizione per ogni esigenza di controllo che

venisse formulata direttamente e con i dovuti modi e toni. Altrettanto trasparenti e verificabili sono le posizioni delle 8 formazioni sociali che pure hanno aderito all’iniziativa, nel pieno esercizio, diretto o per il tramite di un professionista di loro fiducia, dei loro diritti di espressione e di perseguimento dei propri scopi statutari.

Quanto al contenuto della richiamata nota comunale il tentativo di “spacchettamento” degli atti in due “momenti amministrativi” non risulta praticabile e fondato, in quanto:

a) se la demolizione fosse realmente autonoma andrebbe fatta direttamente dal Comune proprietario o per suo conto da un soggetto con il quale sia stato stipulato un contratto d’appalto, preceduto da una gara per la scelta del contraente e non da Terrepadane che non ha titolo alcuno sull’edificio e sull’area diverso dall’Accordo;

b) la demolizione è oggettivamente funzionale all’esecuzione dell’Accordo e alla realizzazione dell’intervento complessivo. Infatti l’abbattimento dell’ex mercato ortofrutticolo comunale e la successiva realizzazione sull’area demolita di un parcheggio sono entrambi parte integrante dei lavori previsti dal procedimento avviato dall’Amministrazione Comunale per approvare il PUA di trasformazione urbanistica del comparto Consorzio agrario – Mercato ortofrutticolo, denominato Mulini degli orti. Tale procedimento, al quale la nota comunale non fa cenno, è finalizzato a consentire prioritariamente l’attuazione, in sequenza e con scadenze temporali, proprio di questi due interventi nell’ambito del PUA Mulini degli orti d’iniziativa della So-cietà Terre Padane. Ciò risulta da precise clausole dell’accordo con i privati stipulato il 30/4/2021 fra Terre Padane e Comune di Piacenza, in conformità alla DGC8/4/2021 n. 53.

Pertanto risulta evidente che i lavori non possono avere legittimamente inizio finché i procedimenti avviati dall’Amministrazione Comunale per consentirne l’attuazione non saranno stati perfezionati.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.