Gaep alla riscoperta del nostro Appennino. Il presidente Roberto Rebecchi: “Pensiamo a una grande festa a settembre”

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“Allora presidente, quando riprendiamo ad andare in montagna?”. Dopo venticinque anni di militanza nel Gaep (Gruppo Alpinisti Escursionisti Piacentini) l’entusiasmo di Roberto Rebessi è quello di sempre. Con sei mandati consecutivi da presidente, l’ultimo rinnovato nel 2020, Rebessi è un importante punto di riferimento per i circa 150 soci del gruppo, la cui voglia di escursioni all’aria aperta non è stata intaccata neppure dal lungo periodo di pandemia. A causa del virus, ormai da circa un anno e mezzo la vita associativa si è “congelata”. I contatti sono comunque rimasti frequenti e l’arrivo dell’estate, unito ad un deciso allentamento delle restrizioni, ha “riacceso” una passione mai sopita. Un paio di settimane fa, in occasione dell’assemblea annuale, i soci Gaep sono quindi tornati a vedersi in presenza. “Dopo oltre 15 mesi senza escursioni, incontri conviviali e soggiorni in rifugio tutti sentivano la necessità di incontrarci – spiega il presidente Rebessi -. Oltre a fare il punto della situazione e a presentare il bilancio dell’associazione, durante l’assemblea è stato consegnato il riconoscimento «Uomo Gaep del 2020» alle donne e agli uomini di Croce Rossa Piacenza ed Agazzano. Già l’anno scorso, nei mesi più duri della pandemia, avevamo raccolto circa 6mila euro da destinare a Croce Rossa per l’acquisto di mascherine e materiale sanitario, all’epoca carente. Questo premio è quindi un modo per ringraziarli nuovamente: per noi non sono semplicemente gli eroi di un giorno, ma un riferimento prezioso e costante. Tra l’altro, il comitato di Agazzano è sempre stato al nostro fianco in occasione della Lunga Marcia, il nostro appuntamento più atteso, che purtroppo da un paio di anni siamo costretti ad annullare”.

Cinquantamila euro per rifare il tetto del rifugio – Non solo la Lunga Marcia. A causa del covid sono saltati numerosi eventi ed iniziative in alta quota, con il rifugio “Vincenzo Scoto” di Selva di Ferriere, situato a 1362 metri nei pressi del Passo Crociglia e di proprietà del Gaep dal 1954, costretto a chiudere i battenti. A risentirne, giocoforza, sono state anche le casse dell’associazione. “Nell’ultimo anno non abbiamo avuto entrate, ma solo perdite – evidenzia Rebessi -. Il rifugio, pur non venendo praticamente mai utilizzato, solo per la gestione ci è venuto a costare quasi 7mila euro, tra affitti, bollette e spese varie”. Ma invece di tirare il freno a mano, il gruppo di escursionisti ha deciso di accelerare. “Grazie ai fondi accantonati negli anni scorsi – informa il presidente -, abbiamo investito 50mila euro per il rifacimento della copertura del tetto del rifugio, così da migliorare la coibentazione della struttura: i lavori sono ormai praticamente conclusi. In futuro l’obiettivo è rendere questo luogo sempre più accessibile a tutti, anche a persone disabili o che hanno difficoltà a muoversi: per questo vorremmo mettere in pratica una serie di interventi, sia all’interno che all’esterno, per facilitare l’ingresso”.

Porte aperte sul Crociglia – Dopo il lungo stop, qualche settimana fa la casa del Gaep sul Crociglia ha accolto un gruppo di studentesse piacentine diciottenni, accompagnate da due loro insegnanti. “L’alta Valnure è zona particolarmente colpita dai temporali – spiega Rebessi – e così a un certo punto la comitiva è rimasta senza luce, può capitare. Ero pronto ad andare in loro aiuto da Piacenza, ma le ragazze sono state bravissime e hanno risolto in autonomia leggendo un manuale di istruzioni. In questo senso, abbiamo in mente di realizzare un libretto da lasciare in rifugio con tutte le indicazioni pratiche utili alla cura e alla manutenzione della struttura, così che gli ospiti possano utilizzarlo quando necessario”. L’agenda di prenotazioni per l’estate si sta velocemente riempiendo. “A breve usufruirà del rifugio un’altra scolaresca, poi un gruppo Scout e siamo in attesa di conferma da una compagnia di Lugagnano che da tanti anni soggiorna qui. Per ragioni di sicurezza, abbiamo studiato un apposito protocollo che prevede ingressi contingentati e limita la promiscuità tra gruppi diversi”.

“Una grande festa a settembre” – Il Gaep scalda i motori anche per uscite ed escursioni. “Al vaglio ci sono varie idee – anticipa il presidente Rebessi -: bisogna però capire se sarà possibile organizzare dei bus o dovremo spostarci in piccoli gruppetti in auto. Il sogno sarebbe organizzare una festa a settembre, ritrovarci per una camminata da concludere con un grande pranzo in rifugio. Quest’estate – prosegue Rebessi -, un po’ come l’anno scorso, può essere l’occasione buona per riscoprire il nostro Appennino, per me troppo sottovalutato. Come spesso capita, noi piacentini non siamo in grado di pubblicizzare le nostre eccellenze: dal punto di vista naturalistico non abbiamo niente da invidiare a mete più rinomate; i sentieri sono molto ben segnati, anche se, ci tengo a precisarlo, per affrontare una camminata in sicurezza occorre sempre attrezzarsi nel modo migliore ed «usare la testa». Inoltre, in montagna si possono trovare anche tante piccole osterie dove si mangia benissimo. A penalizzarci – rileva Rebessi -, parlo in particolare della Val Nure, è la condizione di alcune strade: tra frane, asfalto crepato e buche, dalla pianura non è sempre agevole raggiungere i nostri Appennini. Esempio: io da Piacenza in un’ora e mezza raggiungo Selva, mentre con solo mezz’ora in più di auto sarei a Trento, sulle Alpi”.

Il 2022 l’anno degli anniversari – Per l’anno prossimo il Gaep si prepara a vivere due importanti compleanni. “Sarà il novantesimo anniversario dalla fondazione del gruppo – ricorda il presidente -: un momento significativo, in cui celebrare il fatto che camminare in montagna non significa solo stare in mezzo alla natura, o mettersi alla prova sui chilometri percorsi, ma è soprattutto condivisione di esperienze. Poi – conclude – ci sarebbero da festeggiare i 50 anni della Lunga Marcia, ricorrenza che rimandiamo da due anni: speriamo il 2022 possa essere l’anno buono per tornare in pista”.

Nella foto in alto, escursionisti Gaep sul monte Carevolo

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