“L’Amministrazione ha perso la bussola e tutti noi andiamo a sbattere”. La vicenda di San Salvatore non dovrebbe neanche essere in discussione; mancano i prerequisiti per le richieste avanzate, gli uffici non dovrebbero neanche aver preso in considerazione il progetto per la realizzazione di una diga in Trebbia. E’ questo il succo della posizione espressa dall’avvocato piacentino Umberto Fantigrossi, che nei giorni scorsi ha messo in mostra le lacune di un progetto di cui , ormai da un po’ di tempo, si sente parlare parecchio.
“Occorre avere un titolo di legittimazione per richiedere l’autorizzazione ad intervenire su di un bene qualsiasi e, in base ai principi comunitari, un bene scarsamente disponibile – come nel caso dei beni pubblici – deve essere contendibile e quindi messo a gara tra più soggetti potenzialmente interessati”. Sono questi, secondo Fantigrossi, i due grandi vizi di forma che, allo stato attuale, renderebbero zoppa e di fatto inammissibile la richiesta per la realizzazione di una diga nei meandri di San Salvatore avanzata dal 28enne ingegnere genovese Flavio Friburgo.
Così, mentre oggi, davanti alla Provincia, si è assistito a un nuovo presidio del Comitato Salviamo San Salvatore, e mentre nell’aula consiliare di Palazzo Garibaldi i partiti hanno discusso una mozione presentata dal presidente del Consiglio Roberto Pasquali per ribadire il “no” dell’assemblea al progetto della centralina, Fantigrossi mette in evidenza due colossali errori di forma che, per il legale piacentino, dovrebbero sin dall’inizio aver suggerito agli uffici pubblici di non prendere nemmeno in considerazione la richiesta di Friburgo.
Siamo spiacenti, non è stato trovato nulla.




