di Roberta Suzzani – Quarantasette diviso otto, uguale: il nuovo volto di Piacenza.
La Regione Emilia Romagna ha ufficializzato gli otto ambiti ottimali per la gestione associata di funzioni e servizi ai cittadini. Un nuovo sistema organizzativo che elimina le Comunità montane e investe sulle Unioni dei comuni, a cui sarà affidato il compito di gestire in forma associata funzioni e servizi per i cittadini.
Fin qui tutto bene, ma il progetto di razionalizzazione e ottimizzazione del sistema locale previsto dalla legge 21 del 2012 e approvato dalla Giunta Errani, se viene plaudito da tanti, non piace a tutti.
A storcere il naso di fronte alle decisioni dell’assessore Simonetta Saliera, il sindaco di Travo Lodovico Albasi – finito nell’ambito dell’Appennino piacentino con Bobbio, Cerignale, Coli, Cortebrugnatella, Ottone, Piazzano e Zerba – e il collega di Pontedellolio Roberto Spinola, inserito nell’Alta Valnure con Farini, Ferriere e Bettola.
«Siamo delusi e amareggiati per questa decisione – tuona il primo cittadino di Pontedellolio che ha già inviato in Regione una lettera di rimostranze – Non si tiene minimamente conto dell’assetto territoriale del nostro Comune che avrebbe avuto più affinità con Vigolzone, Carpaneto, San Giorgio e Podenzano (ex Unione Valnure, oggi Ambito Valnure Valchero con l’acquisizione di Gropparello ndr). Invece ci hanno inserito in un distretto di 12mila abitanti solo per garantire il numero sufficiente a creare un ambito, con una deroga che non ha alcun senso».
All’incontro con l’assessore Saliera del 10 aprile, chiederà conto di quelle «deroghe curiose» anche il sindaco Albasi. «Secondo la legge 21 gli ambiti ottimali avrebbero dovuto allinearsi alle contiguità territoriali, ma la Regione, nei casi come il nostro, ha preferito un criterio di numeri. La verità è che senza i nostri oltre 2mila abitanti l’Ambito dell’Appennino piacentino non avrebbe avuto giustificazione. Quindi si è preferito andare contro la volontà del Comune. Concedendo, però, una deroga ad hoc a Sarmato».
Il Comune guidato da Anna Tanzi, infatti, farà parte dell’Ambito Valtrebbia con Agazzano, Calendasco, Gazzola, Gossolengo, Gragnano, Rivergaro e Rottofreno.
«Crediamo molto in questo progetto – ha sottolineato il sindaco Tanzi – tanto che già dal 2010 abbiamo cominciato a orientarci in cerca di sinergie. Non trovando riscontri in Valtidone ci siamo rivolti alla vallata a noi più contigua: la Valtrebbia. La nostra richiesta di deroga nasce dalla volontà di lavorare con Amministrazioni capaci di offrire servizi sempre migliori ai propri cittadini lavorando su regole condivise, nel segno della partecipazione, della solidarietà e nel rispetto delle possibilità di ogni singolo territorio».
Pollice alto per il lavoro svolto dalla Regione anche dal sindaco di Gropparello Claudio Ghittoni, inserito nell’ambito Valnure Valchero. «Siamo a dieci minuti di macchina da Carpaneto e San Giorgio, per i nostri cittadini è più naturale entrare in questa realtà piuttosto che “salire” verso Comuni più alti nella valle».
Come sempre c’è chi plaude e chi mugugna. Per gli scontenti, però, c’è una speranza. La Regione a settembre verificherà la stabilità e l’efficacia dei nuovi ambiti e magari qualche nodo verrà al pettine.




