SRITTO COI PIEDI – Il Piacenza mette sotto la capolista Como 1-0. Ora tutto può accadere.

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Tra le cose inutili di questo campionato c’è l’abbonamento a Eleven Sport. Poca spesa, ma ingiustificata. Di novanta minuti ne vedi sessanta. Se nei trenta che perdi c’è il goal che piega la capolista, il nervoso ovatta l’esultanza. La gioia no. In serie C non è evento raro che le prime della classe perdano contro cenerentole. Le squadre hanno valenze molto simili. Basta poco per spostare gli equilibri: un’assenza, una giocata, un errore. Sia come sia, vincere col Como è stata l’impresa di questa sin qui tribolata stagione. Mister Scazzola ha estimatori a Vercelli e ci tiene a conservarli. I biancorossi dopo Alessandria fermano anche Como, due regali non di poco conto per chi è interessato alla promozione diretta. Mister Scazzola però non perde d’occhio il suo obiettivo. Il primo, parziale, è raggiunto. La retrocessione diretta è scongiurata. Adesso si punta al bersaglio grosso: evitare gli spareggi. E questi tre punti, presi in circostanze proibitive, pesano. Che poi, chi ha visto anche solo sessanta minuti di diretta, ha capito che così proibitive non erano. Ma qui è stato bravo il Mister a leggere la partita, bravissimi i ragazzi ad interpretarla. La sorpresa Cesarini perno d’attacco ha scombussolato la difesa lariana, che si è trovata senza punti di riferimento. Il Cesarini, a volte eccedendo in estetica, ha deliziato. Si, perché è sempre delizioso vedere accarezzare il pallone, vedere che la tecnica sgonfia i muscoli avversari. Nel primo tempo le episodiche occasioni sono state piacentine. Gli avversari, forti solo di predominio statistico. Il rigore su Pedone c’era. Per il Mister, espulso per troppa vivacità, e c’era per tutti quelli che hanno seguito l’azione. L’arbitro ha valutato in altra maniera. Poteva compensare nel secondo tempo, la trattenuta su Cesarini è reale, ma quello non lo fischiavo. Senza un po’ di scortesie reciproche, il calcio si snatura. Spettacolare il goal che decide l’incontro. Gonzi, sempre lui, si infila alla sua maniera tra le linee. Alza la testa, vede dove sta andando Corbari, un altro sempre lui. Juri mette il pallone in modo che il compagno non debba nemmeno allungare il passo per colpire. L’impatto è morbido, la palla tocca il palo e s’infila. Como va in confusione, ma l’assetto difensivo di Piacenza dice semaforo rosso. Dopo venti minuti di apnea, (solo dieci visibili) la partita si chiude in festa. A giudicare la pazzia calcistica di questo Marzo, in Aprile pioverà parecchio.

Protagonisti:

Stucchi: convince Libertazzi che può recuperare l’infortunio, stando in panca più sereno di Letta.

Marchi: l’abitudine alle gare importanti è importante. Il rammendo di gennaio che serviva.

Tafa: ancora una bella prova. La plusvalenza è già nelle tasche del presidente.

Simonetti: è l’altra grossa intuizione del Mister. Mette lui nei tre dietro, riporta Corbari a centrocampo. E Pierluigi dimostra di essere più di un’intuizione

Pedone: il rigore su di lui era netto. Il Mister ci tiene moltissimo ad Alex, non sopporta gli facciano male.

Corbari: ho mangiato un cotechino cremonese. Era squisito. Ho visto giocare Corbari tutto l’anno. Comincio a rivalutare quel che succede di là dal Po.

Palma: la fascia di capitano lo responsabilizza in positivo.

Galazzi: si alterna con Gonzi a raccogliere le imbeccate di Cesarini. Lo “shining” pare funzionare.

Visconti: la crescita in concentrazione dedicata al ruolo è molto positiva. Per la squadra oggi, per la carriera domani.

Gonzi: quando serve accelerare, accelera, quando deve prendersi responsabilità, non le scansa. Juri a vita.

Cesarini: adesso anche Piacenza giustifichiamo il roboante soprannome di “Mago”. Migliore in campo.

Sono entrati:

Lamesta: rileva Galazzi (lo sapevamo), la sua velocità serve a tenere lunghi gli avversari.

Scorza: rileva Visconti per rinvigorire le energie richieste dal finale.

De Respinis: rileva Cesarini. Entra allo stesso minuto di Scorza, per lo stesso motivo.

Mister Scazzola: Ricordo Franzini che, espulso a Vercelli, dava indicazioni ai suoi dalla tribuna. Ma a Vercelli se sei in tribuna, sei in campo. Scazzola ieri ha diretto dalla tribuna del Garilli. Serve un’altra estensione vocale. Servono tonsille d’acciaio.

Piacenza – Como 1-0

Piacenza: Stucchi; Simonetti, Tafa, Marchi; Pedone, Corbari, Palma, Visconti (80 Scorza); Galazzi (63 Lamesta), Gonzi; Cesarini (80 De Respinis). A disposizione: Anane, Libertazzi, Renolfi, Miceli, Saputo, Babbi, Breganti, Cannistrà. Allenatore: Scazzola

Como: Facchin; Bertoncini, Crescenzi, Solini; Iovine (76 Daniels), Arrigoni, Hmaidat, Dkidak (57 Walker); Gatto (86 Koffie), Gabrielloni (76 Rosseti), Cicconi. A disposizione: Bolchin, Toninelli, Bovolon, Celeghin, Castillion. Allenatore: Gattuso

Marcatori: 75 Corbari

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