
È una creazione umana e l’abbiamo vista l’apocalisse a Hiroshima e Nagasaki, poi rivista a Cernobyl e ancora dieci anni fa a Fukushima. Sappiamo che il rischio nucleare è pressoché eterno perché nessuno al mondo sa come spegnere il nocciolo che è il cuore tremendo delle centrali. A Fukushima, come ovunque si produca energia nucleare, non si sa nemmeno come smaltire le scorie e che farne dell’acqua con cui si raffredda il nocciolo, acqua che rimane radioattiva anche quando viene privata del micidiale cesio.




