
Dopo la vittoria sulla Pistoiese, scambiai opinioni con un cronista al seguito della partita. Finì la sua esposizione con: “Sono troppo vecchio per sopportare un calcio di questo livello”. Ha due anni in più, ma non sono preoccupato. Gli ho dato ragione fino a 20 minuti dalla fine di Olbia Piacenza. Una che una non l’avevamo imbroccata. Loro speculari, però erano in vantaggio, doppio, senza poterselo spiegare. La partita è andata avanti con gente in fin di vita per ogni contatto e discussioni su dove posizionare la palla per la battuta della punizione. Lampo improvviso, esce una triangolazione corretta Gonzi-Cesarini-Gonzi e quest’ultimo segna un gran goal. Adesso il rantolare a terra dei sardi è ancora più fastidioso, tecnicamente saremmo rientrati in gara. Lamesta colpisce la traversa con una battuta da buono. Prendiamo coraggio, quello che gli avversari dilapidano. Mancano cinque minuti, Palma indovina il primo traversone di giornata. Corbari di mezza nuca impenna. La palla finisce alle spalle della mischia davanti al portiere e, soprattutto, a quelle del portiere. Siamo pari: incredibile. Il suicidio di Olbia si completa. Tracimano in avanti, battono quattro calci d’angolo consecutivi, ma è De Respinis che si divora la rete del sorpasso. Dispiace poco. Il pari, per come s’era messa, era abbondanza. Invece ancora una folata di De Respinis si chiude con un generoso calcio di rigore. Piacenza si comporta come tutte le squadre cui concedono un rigore generoso. Cerca di trasformarlo. Quando Palma va in battuta i sei minuti di recupero sono esauriti. Quando il pallone si infila, mi sembra che anche la qualità del gioco espresso sia accettabilissimo. Mister Scazzola al Nespoli di Olbia ha giocato a “scoperta”. Siamo qui per non fare nemmeno un tiro, era il suo messaggio. Ha schierato Babbi unica punta, Pedone e Palma un venti metri più indietro, gli altri tutti a settanta metri da Babbi. Il primo goal lo abbiamo subito su calcio d’angolo. La fase difensiva non ha brillato. Il raddoppio lo abbiamo subito da un rimbalzo sporco ad innescare il tutto. Il campo era pessimo. Il mister ha allora pescato nelle risorse della panchina. A turno, Gonzi, Cesarini, De Respinis, Lamesta si sono alzati e hanno sagomato la prima rimonta di quest’anno.
Protagonisti:
Libertazzi: Non vede un pallone se non per l’ordinaria amministrazione.
Battistini: c’è poco da fare, le punte avversarie non la prendono mai.
Marchi: penso sia la prima volta da quando è qui, che si spinge palla al piede nella metà campo avversaria.
Tafa: Sul secondo goal penso ci fosse in mezzo.
Pedone: Primo tempo da finta ala, secondo tempo da vero terzino.
Palma: si sbatte come sempre, calcia il rigore con la freddezza necessaria.
Corbari: bene in rottura, maluccio in impostazione, superbo in realizzazione.
Galazzi: temperamento, velocità e presenza sono le doti. La qualità comunque serve.
Visconti: Le stesse cose dette per Galazzi, ma lo metto migliore in campo.
Babbi: titolare a sorpresa per tutti, lui compreso.
Simonetti: l’unico a mostrare intraprendenza nella prima frazione. Litiga troppo con la palla
Sono entrati:
Gonzi: rileva Simonetti. Si piazza sull’ala destra in asse con Pedone. Il mister lo sposta a sinistra e lui lo ringrazia segnando il goal più bello della stagione.
Cesarini: rileva Galazzi. Il viaggio in traghetto non lo ha scalfito. Era in ottima forma, i compagni lo stimano e lo cercano.
De Respinis: rileva Babbi. Si sbrana quello che un centravanti deve mettere, conquista quello che un centravanti deve conquistare. Ha il grosso merito di mettere ansia alla difesa di Olbia.
Lamesta: rileva Battistini. I tre dietro non servono più, lui invece serve come il pane. Ancora una volta sposta l’equilibrio della gara. Poteva essere più fortunato in occasione della traversa. Tutto bene quel che finisce bene
Mister Scazzola: ha acceso un cero a dimensioni del pasquale, nella chiesa vicina allo stadio.




