7^ Giornata del Medico e dell’Odontoiatra – Pagani: “La deontologia è alla base della nostra professione”

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E’ stato il suggestivo Salone Monumentale di Palazzo Gotico a ospitare sabato 12 settembre la “7^ Giornata del Medico e dell’Odontoiatra” con la cerimonia del Giuramento professionale di 69 giovani laureati neo iscritti all’Ordine provinciale e la premiazione di cinque medici per i 50 anni di laurea, in quello che è ormai diventato una sorta di ideale passaggio di consegne.

Il pomeriggio si è aperto con il saluto del sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri: “Grazie per aver mantenuto questa cerimonia. Questo è stato un anno molto duro, ma voi ci avete dato grande forza e coraggio con la vostra determinazione. Oltre a curare le persone senza sottrarvi ai vostri doveri professionali avete dato sempre di più e questo ha portato anche noi a trovare quel coraggio per andare avanti, ora dopo ora, a ricercare le soluzioni per il nostro territorio. Un territorio in grado di esprimere una capacità di reazione che ha visto il mondo medico impegnato ad individuare soluzioni come quelle delle Usca, dell’eparina, della ricerca nella radiologia. Se Piacenza ha reagito così è per merito di tutti i medici e gli operatori, quelli più visibili e quelli che non sono visibili ma hanno consentito di arrivare a questi risultati”.

Tanti gli argomenti toccati dal Presidente dell’Ordine Augusto Pagani che ha ripercorso le drammatiche settimane della pandemia: “Inizialmente le notizie erano tranquillizzanti e non avevamo ancora chiaro quanto sarebbe stato difficile resistere. Quando invece ci siamo resi conto che con le forze in campo non ce l’avremmo fatta, abbiamo fatto un appello ai medici a dare la loro disponibilità per tutto quello che poteva essere utile: li ringrazio, anche se il numero è stato inferiore a quello che avrebbe potuto a causa di impicci burocratici che hanno impedito una più alta adesione”.

Un racconto da cui emergono anche le critiche all’AUSL di Piacenza per come è stata affrontata l’emergenza: “Come Ordine – ha proseguito Pagani – abbiamo cercato di fare la nostra parte, senza volerci sovrapporre all’azienda sanitaria e alle altre istituzioni ma prendendoci le nostre responsabilità e rappresentando richieste, idee e attese dei colleghi impegnati sul campo: abbiamo lamentato le carenze che dovevamo sopportare ed espresso le necessità che ritenevamo più importanti: meno burocrazia, più coordinamento, più tamponi e test sierologici per la ripresa”.

Una pandemia – le parole di Pagani – che ha “messo in evidenza pregi e difetti dell’Italia, del Sistema Sanitario Nazionale e della nostra professione: poca programmazione, pochi mezzi e poco coordinamento, ma tanta qualità, generosità, iniziativa e capacità di resistere e reagire all’attacco del virus. In un contesto molto difficile la maggioranza dei medici e degli odontoiatri di Piacenza ha fatto il proprio dovere, lavorando con senso di abnegazione, in silenzio e lo stesso hanno fatto gli altri professionisti sanitari. A loro ho detto un grazie infinitamente grande”. “In questi mesi – ha aggiunto – i medici piacentini hanno ricevuto molti elogi per la loro professionalità e generosità, cosa che ci ha fatto molto piacere; spiace però di avere informazioni, dati e programmi non dall’Ausl di Piacenza ma dagli organi di informazione, come se i medici fossero utenti e non parte importante e attiva della sanità”.

Pagani ha voluto ricordare la telefonata ricevuta dal Ministro della Salute Roberto Speranza: “E’ stata una delle prime testimonianze sul fatto che Piacenza si trovasse nell’occhio del ciclone e mi ha fatto capire che anche a Roma seguivano con attenzione la nostra situazione. Nei giorni più critici ho chiesto ai rappresentanti della Regione, al Presidente e all’Assessore alla Salute, di venire a vedere la situazione drammatica del nostro pronto soccorso a causa delle tante persone che necessitavano di un ricovero”. Richiesta che ha portato alla visita del sottosegretario alla Presidenza Davide Baruffi: “Una visita che è servita, perché due giorni dopo hanno iniziato a trasferire un maggior numero di pazienti nei reparti di terapia intensiva degli ospedali di altre città. Sono contento di aver alzato la voce in quell’occasione, ma devo dire che Bologna mi è stata a sentire dimostrando che la solidarietà esiste”.

Pagani ha anche parlato della “confusione mediatica” che ha determinato in alcune occasioni “attriti e contrasti anche professionali” provocando l’intervento della Federazione degli Ordini dei Medici “per tutelare immagine e professionalità dei medici e dare una corretta informazione ai cittadini”: “Anche noi lo abbiamo fatto a livello provinciale quando lo abbiamo ritenuto utile e opportuno, mai con intenti polemici o conflittuali”.

Rivolgendosi ai giovani medici in pronto di pronunciare il giuramento, Pagani li ha esortati ad “esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento, contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la vostra libertà e la vostra indipendenza nella professione. Difendete questi valori, e abbiate sempre il coraggio di non chinare la testa e non far finta di non vedere o di non sapere”.

LE ELEZIONI DELL’ORDINE – Allargando lo sguardo al prossimo futuro dell’Ordine, all’inizio di novembre sono in programma le elezioni per il rinnovo degli organi istituzionali, per la prima volta in forma telematica se la FNOMCeO validerà la procedura: “Il Consiglio ha ritenuto di adottare questa procedura anche per evitare problemi e rischi di qualunque tipo, ma non abbiamo ancora avuto una conferma”. Il presidente nell’occasione ha annunciato, non senza commozione, che non si ricandiderà: “Finisce un ciclo durato nove anni, un’esperienza molto bella e gratificante che ho ritenuto giusto interrompere perché credo che l’istituzione debba essere più forte delle persone e in grado di rinnovarsi e portare periodicamente nuova linfa, idee ed entusiasmo. Sarò nella lista, ma solo per fare da testimone per portare per mano, se ci riusciremo, i giovani che faranno parte della nuova squadra e gli amici meno giovani che continueranno a stare nell’Ordine”.

COVID, LE TESTIMONIANZE DEI MEDICI IN UN LIBRO – E’ toccato al dottor Matteo Guglielmi, giovane medico in forza alle Usca, presentare il libro “Emozioni virali-Le voci dei medici dalla pandemia”, che contiene 37 storie con i racconti del vissuto dei medici italiani durante le drammatiche settimane dell’emergenza sanitaria e raccoglie anche le testimonianze di quattro piacentini: oltre allo stesso Guglielmi, il dottor Nicola Arcelli (Medico di famiglia), il dottor Alberto Bassi (Dermatologo Libero professionista) e il dottor Matteo Silva (Medico di medicina di urgenza): “Non è un testo di natura scientifica – lo ha presentato Guglielmi – ma uno scritto emozionale per arrivare alle persone e i cui diritti d’autore saranno devoluti alle famiglie dei medici deceduti, coloro che hanno lottato in prima linea ma non ce l’hanno fatta”.

A PREMIAZIONE E IL GIURAMENTO – Spazio quindi alla premiazione per il traguardo dei 50 anni di laurea dei medici Pietro CavallottiMassimo CeriatiSergio GherardiEmilio InzaniCarlo MistralettiEmanuele PantanoGiovanni Maria Ruiu e, alla memoria, del dottor Claudio Civardi, scomparso a causa del Covid. Nell’occasione è stato dedicato un momento di raccoglimento anche per gli altri medici piacentini che ci hanno lasciato dopo essere stati colpiti dal virus: Abdel AiroudGianfranco ContiGiuseppe MainiUbertino Testa.

Infine il momento clou della cerimonia con l’emozionante lettura del giuramento da parte di Margherita Basso, la più giovane del nutrito gruppo dei 69 neolaureati, 64 iscritti all’Albo dei Medici Chirurghi e 5 all’Albo degli Odontoiatri (L’ELENCO). A loro, chiudendo il pomeriggio, si è rivolto ancora il presidente Pagani con una esortazione: “Ragazzi fatevi onore, non abbiate paura, onorate ogni giorno la nostra professione e siatene contenti”.

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