Finalmente si esce anche dall’emergenza mascherine. Da quanto riportato dal presidente piacentino di Ferderfarma, Roberto Laneri, la fornitura alle farmacie sta avvenendo abbastanza regolarmente e, secondo il decreto governativo, non avranno il 22% di iva fino al 31 dicembre. Il costo sarà quindi quello già anticipato, ovvero 50 centesimi.

Con l’avvio della “Fase2” è di primaria importanza il corretto uso delle mascherine: a partire dalla scelta in base a specifiche esigenze fino alla cura d’eventuali irritazioni, è raccomandabile seguire i consigli del farmacista
Va ricordato che le mascherine “chirurgiche” non rientrano nel novero dei DPI (i dispositivi di protezione individuale) ma dei DM (dispositivi medici). Con una capacità filtrante in fase inspiratoria del 20% non garantiscono un’elevata protezione da terzi, ma limitano la dispersione nell’ambiente di particelle potenzialmente infettanti da parte di chi le indossa con capacità filtrante fino al 95%, risultando così adatte al quotidiano utilizzo civile di comunità. L’uso di ogni mascherina chirurgica non dovrebbe superare le 4 ore.
Tra i DPI figurano vari tipi di mascherine, ma le uniche consigliate in ambito civile sono le “FFP2 prive di valvola”, che garantiscono una protezione pari al 95% da e verso l’esterno. Le sue caratteristiche la rendono adatta a chi debba frequentare zone affollate o ambienti particolarmente a rischio. In base al produttore possono essere utilizzate dalle 4 alle 8 ore continuative.
Le mascherine “ad uso civile riutilizzabili” sono una valida alternativa alle chirurgiche: possono essere in cotone, cotone ed elastame, con un filato in argento antibatterico o fornite di una tasca per l’inserimento di garze in TNT (il “tessuto non tessuto”). Da lavare a mano con sapone neutro al termine di ogni utilizzo, in base alle specifiche caratteristiche possono essere sottoposte fino ad un centinaio di lavaggi.
“Una soluzione, quella delle mascherine in tessuto (se di riconosciuta qualità), che ci sentiamo di consigliare vivamente – osserva Francesco Peroni della farmacia Genesi di Caorso – sia in termini di ecosostenibilità (a regime si stima un impiego di circa 60milioni di mascherine monouso al giorno) che per incentivare e favorire il Made in Italy. Se infatti le cosiddette ‘chirurgiche’ sono nella quasi totalità d’importazione, le mascherine in tessuto rispecchiano la comprovata eccellenza tessile italiana. Pratiche e confortevoli anche per i minori con più di sei anni o le donne dal volto minuto, affiancano inoltre alla versatilità d’uso un’efficace protezione. Ricordiamo – chiosa Peroni – che questo è il momento di tenere alta la guardia. Invece di sentirci e atteggiarci ad invulnerabili supereroi, dovremmo agire come fossimo tutti asintomatici e adottare ogni accortezza”.
Bene rammentare allora anche il corretto modo d’indossare e togliere le mascherine: prenderle dagli elastici o dai bordi più esterni, toccarle il meno possibile e non appoggiarle su alcuna superfice, ma provvedere allo smaltimento in un sacchetto chiuso da gettare quindi esclusivamente nell’indifferenziata domestica. All’esterno dell’abitazione è consentito smaltirle solo negli appositi contenitori per farmaci all’esterno delle farmacie.




