Sono poche le cose positive che ricorderemo una volta che l’emergenza coronavirus sarà finita. Una di questa è sicuramente l’impegno messo in campo da tanti giovani scout che volontariamente stanno dando il loro contributo in questo momento drammatico. Alcuni di loro, una trentina e tutti maggiorenni, secondo quanto afferma Nicolò Morelli, capoclan del Piacenza 1, si alternano alla Caritas per aiutare a preparare e distribuire i pacchi alimentari. Inoltre, una volta alla settimana, la spesa viene portata direttamente alle famiglie. La paura e la preoccupazione non hanno dunque fermato l’entusiasmo di tanti giovani volontari che però sono costretti a seguire le rigide misure imposte dai protocolli di sicurezza. E questo, sempre secondo la testimonianza di Nicolò Morelli, limita i rapporti umani con chi riceve gli aiuti, in quanto a queste persone i volontari non possono nemmeno stringere la mano.

Anche nella provincia di Piacenza l’aiuto degli scout, sia degli adulti che dei giovani, è prezioso e, in certi casi, indispensabile. A Pontenure, ad esempio, gli scout hanno collaborato con la Caritas locale e hanno portato pasti caldi ad anziani chiusi in casa, il tutto grazie ad un accordo con il Comune. A Gossolengo invece alcuni volontari si offrono come dog sitter e portano fuori i cani degli anziani chiusi in casa in quarantena. Sempre a Gossolengo i volontari aiutano chi lavora nel supermercato del paese sistemando la merce sugli scaffali; in questo modo è possibile ridurre le file d’attesa. Alcuni tra i volontari hanno anche svolto un corso base di protezione civile; in questo modo è stato possibile partecipare alle operazioni di sanificazione delle ambulanze nella prima fase dell’emergenza. Era necessario infatti, distribuire i dispositivi di protezione individuale e i gruppi scout operavano insieme a squadre di volontari Alpini, Agesci, Protezione Civile, coordinati dal 118. Ogni squadra era composta da 3 – 4 persone che operavano su turni di 6 ore attivi 24 ore su 24.
Michela Bassi




