Presidente Acer, incarico tecnico o politico? E poi, non si poteva aspettare?

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Alla scadenza di mandato,anzi qualche ora prima che si aprissero le sezioni per votare il ballottaggio, Reggi e Trespidi si accordano e partoriscono il nuovo cda  di Acer.  L’ex Istituto Case Popolari per intenderci:  non è banale ricordare la vecchia dizione per spiegare perché l’accordo ha suscitato parecchie perplessità, sia  nel merito che nel calendario. Un’operazione che ha tutta l’aria di essere stata affrettata per sottrarla alla discrezionalità dei nuovi organi elettivi comunali.
Nel merito perché non si considera una promessa di trasparenza porre al vertice di un ente che gestisce oltre tremila alloggi ingegneri, geometri o architetti in attività. Chi è a favore sostiene che occorre competenza tecnica, chi è critico sostiene invece che la tecnica deve essere patrimonio dei funzionari,  non è necessario che lo sia della presidenza perché, lo ricorda la vecchia dizione “Case Popolari”, stiamo parlando di abitazioni sociali, la cui gestione ha un forte valore politico sociale , e non commerciale.  Un attempato  democristiano ricorda  come l’avvocato Giovanni  Solinas durante la  presidenza alla Fondazione Cassa di Risparmio di Piacenza sospese  temporaneamente l’attività  legale per evitare facili illazioni.  Con i tempi che corrono , come si suol dire, sarebbe stato meglio evitare prevedibili considerazioni di inopportunità per  conflitto di interessi.

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