Ospedale di Piacenza sotto pressione, primi spostamenti e appello ai medici in pensione

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Comincia a manifestarsi, in maniera evidente, la pressione di questi giorni emergenziali sull’ospedale di Piacenza. Si registrano, infatti, i primi trasferimenti in ambulanza di pazienti al nosocomio di Castelsangiovanni così come era stato anticipato dal direttore generale dell’Ausl Luca Baldino.


L’altra novità è che – in considerazione dell’aumentato numero di accessi non legati al coronavirus e della pioggia, si è deciso nella giornata di ieri di riportare il triage del Pronto soccorso di Piacenza all’interno dell’ospedale. Nella camera calda viene fatta una prima valutazione, utile per smistare i pazienti all’interno dei servizi ospedalieri, rispettando tutti i criteri di sicurezza e salvaguardia. Inoltre, il medico fisso in Pma (presidio medico avanzato) rischiava di essere sottoutilizzato e, visto che già da qualche giorno la dotazione di medici al pronto soccorso era insufficiente a prendersi cura dei pazienti non sospetti, si rischiavano aumento dei tempi di attesa e assembramenti inopportuni. Con una media di 150 accessi al giorno al Pronto soccorso (nei giorni scorsi era di 100 accessi) gestire due postazioni diventava molto complicato per il personale sanitario.
La Pma esterna sarà riattivata nel caso le condizioni dovessero cambiare.
Questa situazione, che vede una comprensibile riduzione delle risorse di personale sanitario, ha indotto l’Ordine dei medici di Piacenza a rivolgere un appello sul proprio sito – soprattutto nei confronti dei medici in pensione – per segnalare la propria disponibilità in caso di necessità.
“In relazione alla possibile emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del Coronavirus – si legge nell’appello firmato dal presidente dell’Ordine Augusto Pagani – ed in coerenza con i principi ispiratori della deontologia professionale, il Consiglio Direttivo dell’OMCeO Piacenza ha deciso di chiedere a tutti gli iscritti di segnalare la loro eventuale disponibilità a svolgere attività professionale di volontariato a supporto delle attività assistenziali pubbliche qualora se ne presentasse la necessità.
Confidiamo di poter dare, ancora una volta, la prova che i medici e gli odontoiatri piacentini sono responsabili e generosi e disposti a sacrifici nell’interesse della cittadinanza”. Finora, ha confermato Pagani, sono sette i professionisti che hanno dato la propria disponibilità.

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