Enaip: “Formazione professionale per il lavoro che cambia”

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di Federico Tanzi – “La stella polare che guida ogni nostra attività è l’attenzione alla persona, è in questo punto decisivo che ritroviamo la nostra “mission” cristiana”. Per trent’anni Pietro Natale ha lavorato come dirigente della Provincia di Piacenza occupandosi soprattutto di scuola e lavoro. Un interesse che non è sfumato neanche dopo la pensione: soltanto un anno dopo, nel 2011, è infatti stato nominato direttore generale dell’Enaip Piacenza, ente di formazione professionale compreso nell’ecosistema delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (Acli). Nato negli anni ’50, dopo vari cambi di sede, l’Enaip si trova oggi in via San Bartolomeo. Scopo fondamentale? Promuovere il lavoro in maniera organica, attraverso la formazione individuale e collettiva, provando ad intercettare attivamente i cambiamenti del mercato. “Tradotto in numeri – spiega Natale -, vuol dire formare ogni anno circa mille persone suddivise in una quarantina di progetti, a loro volta portati avanti da 16 dipendenti ed altrettanti collaboratori, a cui si aggiungono 135 insegnanti professionisti”.

Pietro Natale

UN MERCATO DEL LAVORO CHE CAMBIA

Ma chi si rivolge a questa scuola? “Abbiamo – dichiara il direttore dell’Enaip – un 30% di giovani, che vanno dai 15 ai 19 anni, per cui sono attivati corsi triennali finalizzati all’acquisizione di specifiche qualifiche professionali: dall’estetista al punto vendita, passando per i servizi logistici e di magazzino fino all’operatore meccatronico. Sono ragazzi che spesso abbandonano gli studi superiori e riprendono il percorso formativo da noi; a loro viene inoltre offerta la possibilità di ottenere uno specifico diploma professionale con un IV anno di corso da svolgere con il sistema “duale”, ovvero mille ore ripartite equamente tra classe e stage in azienda. C’è poi la fetta degli adulti disoccupati – informa Natale – che copre un altro 30% delle persone che frequentano l’Enaip: l’offerta formativa prevede corsi di lingua ed informatica, nonché la possibilità di ottenere una qualifica nel settore socio-assistenziale o del benessere. Nel nostro territorio, quest’ultimo ambito negli ultimi due anni è però in declino, causa forse una saturazione del mercato, mentre nel primo caso le possibilità sono tantissime”. Il mercato del lavoro è infatti cangiante e dinamico. Come una fisarmonica si dilata e si comprime, segue direzioni spesso non prevedibili che richiedono attenzione e capacità di rinnovarsi. È quindi nella sfera dei servizi che il direttore dell’Enaip ha individuato il target per i prossimi anni. “Il lavoro impiegatizio classico oggi è difficile da trovare – afferma -, non vedo uno sviluppo concreto ma semplicemente un normale ricambio generazionale. Il vero settore in via d’espansione è quello dei servizi, che si snoda su due diramazioni principali: le persone e le imprese. Nel primo caso, in virtù dell’aumento progressivo della popolazione anziana, i servizi socio-assistenziali – sia privati che pubblici – offrono enormi opportunità d’impiego. È un lavoro non facile, che deve unire competenze pratiche a capacità relazionali e di assistenza alla persona: è per questo che nel nostro corso diamo la possibilità di realizzare più di 400 ore di stage, per far sì che si tocchi con mano la predisposizione dell’alunno alla professione. Nel secondo caso, invece, a Piacenza il servizio alle imprese significa, ovviamente, logistica. Un “mondo” che sul nostro territorio impiega circa diecimila persone e che ha una richiesta sempre alta di personale, sia dipendente che arruolato attraverso le cooperative”.

LE SFIDE DEL FUTURO

Per Pietro Natale tra le sfide più grandi per il futuro prossimo dell’Enaip c’è quella del potenziamento dei servizi ai disabili e alle persone svantaggiate. Rappresentano il 40% degli iscritti, ma il numero è progressivamente in aumento. “Per loro dobbiamo fare sempre di più – il proposito di Natale -. Facendo rete anche con le altre realtà dell’Acli, i servizi sociali e i distretti sanitari, è fondamentale rafforzare questo ambito d’intervento, sia con percorsi formativi sempre più personalizzati che con progetti di tirocinio finalizzati all’inserimento lavorativo. In questo senso – fa notare – non è un caso che il nostro personale dipendente sia costituito prevalentemente da psicologi, educatori e formatori. Persone che lavorano con passione per creare un’ambiente accogliente dove stare: alla base della formazione professionale sta infatti il recupero sociale e morale dei soggetti fragili”. Un’altra partita importante si gioca sul duplice tavolo dei rapporti con le aziende e del coinvolgimento dei cosidetti “Neet”, giovani tra i 18 e i 29 anni che non studiano né hanno un lavoro (e nemmeno lo cercano). “A Piacenza sono quasi cinquemila – fa notare Natale -, le possibilità per abbassare questo numero ci sono, dobbiamo intercettare questi ragazzi, portarli da noi. Tutto ciò passa anche da un rafforzamento dei legami del nostro ente con le imprese del territorio, che fungono da vero e proprio “laboratorio formativo”: in questo caso l’obiettivo è allargare la maglia delle collaborazioni, sono già trecento, nell’ottica di muoverci sempre più verso l’accompagnamento professionale”.

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